Il momento in cui in tutto il mondo si celebra l’arte che dall’antico Egitto (ma forse anche da prima) a oggi accompagna il nostro quotidiano.
Il tutto tra musica, danza e magia.
La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro.
La proposta arrivò da Arvi Kivimaa a nome del Centro Finlandese.
Dal 27 marzo 1962 questo evento è celebrato dai Centri Nazionali dell’I.T.I.
I Centri esistono in un centinaio di Paesi del mondo.
27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro
Per il 2025 è stato Theodoros Terzopoulos l’autore del Messaggio Internazionale per la Giornata Mondiale del Teatro.
In passato tra i tantissimi autori del messaggio ci sono stati soltanto 2 italiani:
Luchino Visconti
Dario Fo
“ll teatro è preoccupato per la distruzione ecologica, il riscaldamento globale, la massiccia perdita di biodiversità” ricorda Terzopoulos.
“Da molti anni il teatro sta osservando l’impatto dell’uomo sul pianeta, ma ha difficoltà ad affrontare questo problema“.
“I riflettori del teatro possono far luce sul trauma sociale e smettere di gettare un’immagine fuorviante su sé stesso?“.
“Abbiamo bisogno di nuovi modi narrativi che coltivino la memoria e creino una nuova responsabilità morale e politica“.
Il tutto “per fuoriuscire dalla multiforme dittatura del Medioevo odierno“.
“Il teatro sopravvive grazie a domande senza risposta”
“Può il teatro sentire il grido di aiuto che i nostri tempi stanno lanciando, in un mondo di cittadini impoveriti?” continua il regista greco.
“Rinchiusi in celle di realtà virtuale, trincerati nella loro soffocante privacy?“.
“In un mondo di esistenze robotizzate all’interno di un sistema totalitario di controllo e repressione in ogni ambito della vita?“.
“Può il teatro fungere da laboratorio per la coesistenza delle differenze senza tenere conto del trauma sanguinante?“.
“Domande che non ammettono risposte definitive, perché il teatro esiste e sopravvive grazie a domande senza risposta“.
Il pensiero di attrici e attori regalato a Parallel
Abbiamo chiesto ad artiste e artisti che vivono e lavorano spesso sui palchi dei teatri di Roma cosa fosse per loro il teatro.
Descrivendolo utilizzando una sola frase.
Ecco cosa è successo!
“Il teatro per me è una missione: è quella di emozionare, colpire la sensibilità del pubblico, stupirlo e in un tempo relativamente breve, lasciare un segno indelebile nell’animo di ognuno” – MARINE GALSTYAN (foto: Paolo Stucchi)
“Il teatro per me è una malattia da cui non voglio guarire” – CLAUDIA SPEDALIERE
“Il teatro per me è un viaggio. Un lungo, tortuoso, appassionato, a volte improvvisato ma sempre e comunque avventuroso… viaggio” – VANIA LAI
“Il teatro per me è casa. Il luogo dove posso essere me stessa e tutto diventa possibile” – GIULIA SANTILLI
“Il teatro per me è credere. È liberazione, esplorare la vita. È un luogo sacro. Un atto d’amore. Magia. Senso civico. Speranza” – EMANUELA PANATTA
“Il teatro per me è il ‘luogo’ per creare vita, per sentirsi vivi” – VIVIANA COLAIS
“Per me il teatro è la salvezza, insegna un modo di vivere. Per essere un bravo attore è necessario essere prima di tutto un bravo uomo” – RAFFAELLA PALEARI
“Il teatro rimane l’ultimo sintomo di buona condotta per tutti noi” –ROSSELLA PUGLIESE
“Il teatro è tutto quello che succede prima che nasca lo spettacolo” – ALESSIA CRISTOFANILLI
“Il teatro è lo strumento attraverso il quale conosco me stessa e il mondo che mi circonda” – MELANIA GIGLIO
“Il teatro per me è il solo posto in cui si lascia finire chi sta parlando. È democrazia” – GLORIA GIACOPINI
“Il teatro è la mia ‘madeleine’: c’è sempre un pezzetto di sentimento, di gioco o di libertà che avevo dimenticato di avere e che mi serviva proprio ritrovare” – MONIKA FABRIZI
“Il teatro è il buio, il silenzio e libertà. Ancora è oggi è l’unico luogo dove tutto accade senza che nessuno dica niente” – DANIELE COSCARELLA
“Il teatro è la mia chiesa, con esso inchiodo la mia anima all’altare di satana” – LUCREZIA COLETTI
“Il teatro per me è riconoscere la necessaria instabilità” – SANDRA ALBANESE
“Il teatro è l’arte di vedere noi stessi” – LINDA DI PIETRO
“Il teatro per me è la fantasia dello sguardo curioso e libero. Ascolto e unione. Un rifugio accogliente per l’anima” – ALESSANDRA SILIPO
“Il teatro per me è il tempio degli atleti del cuore” – SEBASTIANO GAVASSO
“Il teatro per me è lo sguardo attraverso il quale vedo gli altri, mi apro al mondo e imparo a conoscere quello che non so. È il mio antidoto contro l’indifferenza” – GIORGIA PALMUCCI
“Il teatro per me è una lente sul mondo, mette a fuoco emozioni, passioni, la vita” – ELEONORA TURCO
“Il teatro fa vivere l’infinito vortice della vita, in un attimo lì sul palcoscenico” – DANIELE ESPOSITO
“Il teatro è lo spazio, il tempo, il buio e la luce, il giorno e la notte, il sogno e la vita” – CAROL LAURO
“Per me il teatro è una lente d’ingrandimento sulla vita” – LARA BALBO
“Il teatro è quel luogo in cui i cuori battono all’unisono e i respiri si confondono per guarire gli animi tra riso e pianto” – ANNABELLA CALABRESE