Intervista

#Intervista: Andrea Cavarretta, lo scrittore della vita a piene mani

Centrifugo senza rispetto” (Augh! Edizioni) è l’opera prima di Andrea Alessio Cavarretta, brillante autore di sedici racconti inediti pronti a strizzare l’occhio a chiunque sappia apprezzarne sagacia ed ironia. Dopo l’ultima presentazione del suo libro lunedì scorso presso “Letture d’Estate” a Castel Sant’Angelo e dopo gli eventi di aprile e giugno, Andrea si racconta in questa simpatica intervista.

… E ci sono paesi di poche anime e ci sono città di milioni di anime ma non si vedono, si vede solo il traffico e le file ai semafori. È solitaria l’anima” – S. Benni

Andrea, quanta anima c’è nel tuo libro “Centrifugo senza rispetto”?
Se pensiamo alla genesi del mio lavoro, era racchiusa decisamente tanta anima in quel libro perché c’era, prepotente, la voglia di pubblicarlo. La mia vita è sempre stata la scrittura, ho sempre sognato di scrivere e ho sempre scritto quindi il mio desiderio era riuscire finalmente a pubblicare. Mi sono costantemente definito scrittore, però non potevo considerarmi tale fin quando non avessi pubblicato. Dal momento in cui questo libro ha preso vita posso dire senza dubbio che là dentro c’è andata tutta la mia anima. Non ti nego che ho pianto quando ho scoperto che le persone avrebbero avuto in mano il mio lavoro perché ho pensato: “finalmente il mio più grande sogno si realizza!“. Attualmente, proseguendo con le presentazioni, mi rendo conto che là dentro ci sono davvero io, più di quanto pensassi ci fosse nel libro stesso.

Le tue presentazioni sono quasi degli eventi: curati, originali, imprevedibili. Come reagisce il pubblico?
Devo dire che si è creato un bacino di persone che mi segue in tutte le presentazioni e questa è una cosa stupenda perché quello che sento dire è che ogni presentazione riesce ad essere diversa dall’altra. Credo che una delle caratteristiche principali sia rappresentata proprio dal fatto che le mie presentazioni non sono pensate a tavolino. Il mio obiettivo è stato quello di sdoganare la presentazione classica e di creare un momento interattivo pieno di letture, iniziative, chiacchierate per coinvolgere ed avvolgere.

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(Foto: © Alberto Armoni)

Secondo te il pubblico da cosa è maggiormente incuriosito?
Il pubblico vuole sapere del libro ma soprattutto vogliono conoscere lo scrittore e questo per me è una palestra di insegnamento perché ho puntato molto sul performativo. Nelle mie presentazioni offro un momento in cui incontrare l’anima dello scrittore.

E l’anima dove ti sta conducendo ora?
Prima di tutto alla scrittura del nuovo libro, un po’ perché mi viene già chiesto quando esce nonostante siano passati solo sei mesi dalla pubblicazione del primo. Un po’ perché non posso fermarmi: scrivere mi diverte! Sarà un’altra raccolta di racconti nello stesso stile del primo, innanzitutto perché non mi sento romanziere e poi perché credo nella validità del racconto e di tutto ciò che è abbastanza breve perché si può consegnare al lettore un’immediata leggerezza e questa idea mi piace molto.

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(Foto: © Rossella Maffeo)

Uno dei tuoi punti di riferimento letterari quale potrebbe essere?
Il mio ideale sia nella scrittura che nel teatro è Eugène Ionesco con il suo mondo dell’assurdo che nello stesso tempo ti comunica infiniti contenuti.

Cosa ti ha fatto apprezzare maggiormente dal pubblico, a tuo parere?
La cosa che mi ha fatto amare di più dal pubblico è la genuinità, sia nel testo del libro stesso che nel mio modo di essere nella vita. La sincerità è sempre apprezzata.
andrea-alessio-cavarretta-centrifugo-senza-rispetto-2Hai mai pensato a un libro di parole e illustrazioni, magari proprio insieme al tuo compagno di vita e raffinato artista Giovanni Palmieri?
Il progetto esiste! Solamente che Giovanni Palmieri si fa molto desiderare!

Perché?
(Giovanni interviene simpaticamente): È in calendario lo posso assicurare!

Il posto più bello dove vorresti andare a fare la presentazione?
Un sogno si è realizzato perché sono potuto intervenire durante il Gay Village. Poi mi piacerebbe in un teatro, sul palcoscenico. Immagino La Casa delle Letterature, ad esempio, o in qualche posto non convenzionale come una piazza.

andrea-alessio-cavarretta-centrifugo-senza-rispetto-foto-5E scrivere per il teatro?
Ho scritto tanto per il teatro e questa cosa di trovarmi in qualche modo nuovamente sui palchi mi ha fatto (ri)venire la voglia sia di scrivere per il teatro che di salire sul palcoscenico come attore.

Quale brano o racconto è fra i tuoi prediletti in “Centrifugo senza rispetto”?
Sicuramente molti però “Nove minuti”, il racconto di un uomo che ripercorre tutta la propria esistenza negli ultimi istanti della sua vita e che si rende conto delle cose che avrebbe potuto fare e che non ha fatto, è il brano che sintetizza come ciascuno di noi a volte rinuncia a raggiungere degli obiettivi quando invece nella vita bisognerebbe buttarsi a piene mani. Abbiamo tutti un po’ troppa paura. Da 1 a 10 devi cercare di vivere sempre a 9!

Andrea come si definisce oggi?
…UNO SCRITTORE!

Info:
Profilo Facebook Ufficiale

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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