Recensione

Il linguaggio universale de “Il Canto di Shakespeare” incanta il Globe

La musica in William Shakespeare non è mai stata mero intrattenimento o diversivo ma un effetto calcolato a fini poetici e drammatici. Han ben saputo cogliere questo prezioso elemento la drammaturgia di Michele Di Martino e la regia di Francesco Sala nello spettacolo – concerto “Il canto di Shakespeare“, andato in scena al Silvano Toti Globe Theatre lo scorso 31 luglio.

Che la struttura di Villa Borghese fosse un posto incantevole è ormai da considerare uno stato di fatto. Che parte della sua magia sia racchiusa nella possibilità di trasportarci oltre il tempo e lo spazio è invece una suggestione che non smette di stupirci con piacevoli sorprese grazie agli spettacoli proposti in cartellone, da una grande opera shakespeariana all’altra.

il-canto-di-shakespeare-globe-roma-2017-2Dopo avervi già parlato di “Troppu trafficu ppi nenti” e di “Enrico V“, in questa occasione voglio raccontarvi “Il canto di Shakespeare, viaggio tra musiche e parole nel teatro elisabettiano”, andato in scena per la prima volta negli ultimi giorni del caldo luglio romano. Un vero e proprio concerto elisabettiano originale con l’esecuzione delle musiche e delle canzoni che il drammaturgo inglese scelse di utilizzare nelle sue opere.

Un sapiente incontro fra la poetica maestria dell’ensemble rinascimentale “Musica Antiqua Latina” diretto da Giordano Antonelli con l’accompagnamento recitativo di Pamela Villoresi, sorprendente interprete di alcuni fra i passaggi cruciali delle opere raccontate in musica per questa speciale occasione.

il-canto-di-shakespeare-globe-roma-2017-1L’età elisabettiana è nota per l’importanza conferita alla musica. Shakespeare trasforma l’intervento musicale in un potente strumento retorico e condizionante, che piega il volere degli interpreti, imponendo la propria armonia per caratterizzare i personaggi, descrivere momenti di baldoria e di vita di corte e contribuire a creare particolari atmosfere per distinguere le diverse scene, evitando così pesanti spiegazioni verbali.

In alcuni casi il drammaturgo inglese ricorreva a richiami musicali talmente noti che bastava accennarli per risvegliare tra gli spettatori una serie di associazioni ed implicazioni, che possono invece sfuggire allo spettatore moderno. Nei testi delle sue opere teatrali sono indicate almeno 100 canzoni che i vari personaggi devono cantare e innumerevoli momenti in cui si deve udire musica.

 “L’uomo che non ha alcuna musica dentro di sé… È nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine”  – Il Mercante di Venezia

Musica Antiqua Latina”, ensemble barocco su strumenti originali, è stato creato nel 2000 dal direttore e violoncellista Giordano Antonelli. Il progetto promuove la riscoperta e la diffusione del grande repertorio barocco italiano di cui Roma, dove il gruppo è residente, è stato uno dei centri di massima creatività.

A loro è stata affidata l’esecuzione di opere importanti come “Amleto”, “Romeo e Giulietta”, “Re Lear”, “Antonio e Cleopatra”, “La Tempesta” e poi ancora “Sogno di una notte di mezza estate” fino ad arrivare ai sonetti e alla “Didone” di Christopher Marlowe. Siamo ancora tutti idealmente in piedi per applaudire Andrès Montilla Acurero (tenore), che ha coinvolto il pubblico con la sua voce e la sua ispirata performance, Giordano Antonelli (ribeca e kemenche), Francesco Tomasi (liuto e chitarra rinascimentale), Silva De Maria (viola da gamba) e Massimiliano Dragoni (salterio e percussioni).

10670083_314596305389143_3952358499504423596_nEmozionante l’esibizione di Pamela Villoresi che ha reso dolorosamente intimo il passaggio fra un ruolo e l’altro affidatole. Sola con un oceano di drammaturgia davanti a sé, ha guidato la sua nave, in balìa delle onde empatiche delle opere shakespeariane, con una sicurezza a tratti definibile vera spavalderia. Un grido d’amore all’amore stesso, un’esortazione per tutte le donne guerriere e coraggiose, un respiro profondo capace di far tremare tutti coloro che navigano l’ingiustizia.

La voce della grande attrice italiana raggiunge il massimo della bellezza in questa occasione scivolando fra i toni più cupi dei personaggi da lei portati in scena sul palcoscenico del Silvano Toti Globe Theatre. E vestita dagli abiti di Susanna Proietti, la sua immagine è stata ancor più imponente e di rara bellezza.

19430055_10155391715713334_1222532894323895351_nQuello che auspico è che queste perle di storia nella storia del teatro possano essere messe in scena con maggiore frequenza perché in un’epoca che ha difficoltà nel ritrovar bellezza, poter scoprire tutto il mondo che circondava la creatività di William Shakespeare non può che considerarsi un prezioso valore aggiunto.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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