Recensione

“Troppu trafficu ppi nenti”: al Globe l’arte di saper comunicare

Il teatro è una forma di linguaggio universale e “Troppu trafficu ppi nenti”, in scena al Silvano Toti Globe Theatre, ha saputo dimostrare al pubblico che quando un’opera è fruibile oltre le distanze lessicali si può affermare di aver avuto la fortuna di apprezzare un classico senza tempo.

Colori e musiche che avvolgono ed ipnotizzano: è apparsa così la scena agli spettatori che hanno applaudito “Troppu trafficu ppi nenti”, la commedia che ha avuto l’impegnativo ruolo di aprire la nuova stagione del Silvano Toti Globe Theatre dal 22 giugno al 2 luglio.

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(Foto: © Silvano Toti Globe Theatre / Facebook)

E si è trattato dell’ennesimo obiettivo pienamente centrato dall’occhio attento del direttore artistico Gigi Proietti che ha sapientemente permesso a molti di conoscere così l’opera di Michele Agnolo Florio, autore vissuto nella prima metà del 1500 e che passò buona parte della sua vita sfuggendo alle persecuzioni religiose spostandosi fra le isole Eolie, Messina, Venezia, Verona, Stratford e Londra.

Sono poi così lontane Messina e Stratford upon Avon?” si interroga Andrea Camilleri, che insieme al regista teatrale Giuseppe Dipasquale ha rivisitato con la commedia “Troppu trafficu ppi nenti” il grande classico shakespeariano “Molto rumore per nulla”, tratto dall’omonimo libro edito da Mondadori nel 2011. La piéce teatrale proposta mantiene intatto il copione teatrale di “Molto rumore per nulla” rendendolo però più gioioso e a tratti persino piacevolmente comico.

“La cosa più interessante della pesca è come il pesce arriva all’amo”

Una lunghissima introduzione con musiche dal sapore orientale porta all’ingresso di tutti gli attori, preambolo di una trasposizione scenica che ha saputo ben enfatizzare alcuni fra gli elementi maggiormente significativi delle opere shakespeariane. In questo caso, il beffardo gioco chiamato amore è analizzato nelle sue sfumature più comiche in un intreccio di eventi, umori e scherzi del destino ben sintetizzati dalla famosa battuta recitata: “La verità può meravigliare la più incredibile delle ipotesi”.

Oltre a raccontare la magia che si è nuovamente compiuta sulle tavole di legno dell’unico teatro elisabettiano in Italia, in questa occasione è necessario sottolineare l’enorme valenza culturale e sociale del poter dimostrare come il linguaggio del teatro sia universalmente comprensibile anche se incredibilmente complesso.

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(Foto: © Silvano Toti Globe Theatre / Facebook)

La storia di “Troppu trafficu ppi nenti” viene interpretata interamente in messinese. Eppure la bravura degli attori, che vogliamo menzionare tutti per l’indiscutibile professionalità, ha permesso all’eterogeneo pubblico in sala di calarsi completamente nell’atmosfera narrativa.

Eru (Roberta Andronico), Don Petru (Filippo Brazzaventre), Frati Ciccio, Un Cancilleri e Messu (Pietro Casano), Biatrici (Valeria Contadino), Corradu (Federico Fiorenza), Borracciu (Luciano Fioretto), Margherita (Valeria La Bua), Carrubba (Mimmo Mignemi), Don Giuvanni Bastardu (Giorgio Musumeci), Claudiu (Luigi Nicotra), Lionatu (Gian Paolo Poddighe), Orsola (Carlotta Proietti), Binidittu (Ruben Rigillo), Sorba (Valerio Santi) e una Guardia (Giovanni Vasta): a loro il merito di aver fatto ridere, divertire e coinvolgere l’intera platea.

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(Foto: © Silvano Toti Globe Theatre / Facebook)

Il teatro è la casa di tutti ed il nuovo incredibile debutto della stagione del Silvano Toti Globe Theatre aspetta semplicemente che l’invito a partecipare sia accolto con lo stesso entusiasmo per ognuno degli spettacoli proposti.

Un’ultima curiosità per gli amanti del congiuntivo: al Michele Agnolo Florio grammatico si deve la prima distinzione netta, in una grammatica italiana rivolta al pubblico inglese, tra l’uso del congiuntivo e quello del condizionale. Emblematicamente, l’esempio grammaticale sintetizza una professione di fede: “S’io ubbidisse al papa, ad antichristo ubbidirei“.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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