Cultura Teatro

#Intervista: Paleari, “Vivere di arte per non morire di realtà”

#Intervista: Raffaella Paleari, “Vivere di arte per non morire di realtà”

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Raffaella Paleari

In scena dal 17 al 20 marzo al Teatro Lo Spazio, “Le dissolute assolte” è lo spettacolo firmato da Luca Gaeta che vedrà sul palco anche Raffaella Paleari, giovane attrice italo-francese, nel ruolo di una sposa-bambina ispirata all’Ofelia di Shakespeare.

Raffaella mi ha raccontato delle sue esperienze e del suo percorso accademico e professionale, che passa soprattutto attraverso la commedia e la comicità.

Gli spettacoli teatrali a Roma aggiungono quindi al loro calendario anche questo prezioso evento culturale, che vi consigliamo di inserire nella vostra “to do list” di appuntamenti da non mancare.


Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Raffaella? 

Raffaella è cresciuta in Francia, a Montecarlo, nel Principato di Monaco, con formazione artistica in Italia.

Mi sono diplomata all’accademia Teatro la Cometa, ho partecipato a differenti workshop teatrali e cinematografici con maestri che mi hanno seguito nella mia formazione.

Sono un’attrice italo-francese con la passione per la commedia.

Da quanti anni fai questo lavoro? 

Lavoro da circa 14 anni, ho cominciato all’età di  20 anni.

E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Sono sempre più solita scrivere i miei testi, sono autrice di me stessa.

Mi propongo tramite i social, con i quali ho un’interazione immediata e una risposta positiva da parte del pubblico.

Collaboro inoltre con diverse grandi aziende come influencer, tra le quali Biostile.

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Domanda retorica (forse): l’emergenza Covid quanto ha inciso sulla tua attività?

È stata una lenta ripartenza, come per tutti i settori.

Anche se questo è stato più colpito e non supportato.

Sono del parere che bisogna lottare e credere in quello che si vuole fare senza farsi condizionare e abbattere dalle difficoltà.

Dal 17 al 20 marzo sarai sul palco del Teatro Lo Spazio con “Le dissolute assolte”, lo spettacolo firmato da Luca Gaeta. Di che cosa si tratta?

Sono dei monologhi al femminile proposti in atmosfere magiche.

Il teatro che si trasforma in una “casa chiusa” dove dimorano le donne che il Don Giovanni ha reso immortali, inserendole nel suo catalogo di conquiste.

Ognuna è una protagonista che racconta la sua storia di seduzione e abbandono.

Un oscuro bordello dove espiare la propria dissolutezza.

Il testo va in scena da 10 anni. Questa volta che cos’ha di diverso dalle passate edizioni?

È uno spettacolo itinerante con variazioni di spazio e musica, spesso le attrici ruotano nel cast.

Ho iniziato che ero più giovane d’età, con il passare del tempo ho preso consapevolezza della mia crescita artistica riferita sia al personaggio che alla figura femminile in sé stessa.

Raccontami il tuo personaggio

Il mio personaggio è una giovane donna ispirata dall’Ofelia di William Shakespeare, una sposa-bambina sedotta inconsapevolmente.

Inoltre è la più giovane del bordello.

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“Le dissolute assolte”

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Continuerò a lavorare con Victor Quadrelli (ex partecipante di Italia’s Got Talent), con cui abbiamo creato un duetto comico artistico che mandiamo in onda su Instagram, Tik Tok, YouTube e su Telegram.

Ho partecipato a una serie televisiva che si chiama “The Constitucional Circus“, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia del 2021.

La serie è ancora visibile su It’s Art, la piattaforma promossa dal MiC, in cui interpreto il ruolo di un clown.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

Vado fiera dell’opera “The Constitucional Circus“ di cui ho fatto menzione sopra e spero di poter partecipare alla seconda edizione, visto che con la prima siamo stati ospitati alla biennale del Festival del Cinema di Venezia.

C’è una cosa che un’attrice non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

A mio parere un’attrice non deve mai smettere di studiare, approfondire e mettere in gioco le proprie capacità.

Avere coraggio di buttarsi anche quando si trova davanti a tante porte chiuse, cercare di non smettere mai di credere in quello che desidera fare poiché è lei come attrice e come persona che dà valore al suo lavoro.

E quel che avviene, conviene sempre.

Teatri e cinema sono rimasti chiusi praticamente per tutta la durata dell’emergenza pandemica e sono stati gli ultimi luoghi culturali ad aver riaperto. La cultura è davvero “non necessaria”?

Secondo me bisogna vivere di arte, per non morire di realtà.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Raffaella Paleari con un’immagine e con 3 parole?

Una clessidra. O “Giuditta che decapita Oloferne“, il dipinto di Artemisia Gentileschi.

E poi emozione, gioia, l’infinito.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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