Teatro

11 spettacoli per 11 successi: la top eleven teatrale del 2018 di Parallel Vision

Manca davvero poco allo scadere di un anno socialmente e culturalmente complesso, ricco di cambiamenti o fermo immagini, dipende dai punti di vista. Di certo mi piace definirli “passaggi di stile” che ci hanno trovato talvolta impreparati, o almeno increduli, di fronte alle provocazioni offerte.

Il teatro rimane il punto fermo in un “Caos calmo“, citando Sandro Veronesi. Un faro, che ci (ri)conduce alla possibilità di indagare la bellezza, i nostri limiti, oppure i nostri sogni. Per farlo è sufficiente lasciarsi avvolgere dal suono delle parole che riempiono la scena, quello che mi piace definire il motore della conoscenza: la cultura.

teatro-parallel-donald-tong-copertina-2017-98Il 2018 è stato un anno teatrale originale che con entusiasmo noi di The Parallel Vision abbiamo seguito e che, come ho fatto nel 2017, voglio ripercorrere attraverso i 10 spettacoli più uno che ci sono rimasti nel cuore per completezza drammaturgica e perché indagano il mondo dell’arte esattamente come nel nostro spirito di paralleli.

Il ruolo del teatro non è quello di dare lezioni. […] Ogni spettatore ha uno sguardo diverso sullo spettacolo, se ne nutre in modo diverso. Quello che conta sono le domande che ciascuno di noi si pone una volta uscito dalla sala” – Peter Brook


THE PRISONER – Nel giudicare risiede l’incapacità di esplorare. Questa è la lezione sul teatro che, grazie a “The Prisoner”, Peter Brook ed Hèlène Estienne hanno regalato al pubblico del Romaeuropa Festival 2018 al Teatro Vittoria.
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TERRA DI ROSA – Il monologo “Terra di Rosa” di e con la meravigliosa Tiziana Francesca Vaccaro portato in scena per la prima volta a Roma lo scorso 30 maggio nel Teatro Studio Uno è uno spettacolo coraggioso così come lo fu Rosa Balistreri, figura decisiva del folk siciliano degli anni ’70.
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OTELLO NON SI SA CHE FA – Di e con Giovan Bartolo Botta, ha proposto negli spazi del Teatro Studio Uno un esercizio di stile drammaturgico complesso e sintomatico: esasperare il senso della tortura. La via di fuga? Urlare senza paura ciò in cui si crede.
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RADICE DI DUE – Al Teatro Trastevere e firmato dalla regia di Marco Zordan, ha giocato sulle date che scandiscono gli episodi dei quali vogliamo tenere memoria, che sono composte da numeri e sulle partenze e gli arrivi indimenticabili nascosti dentro alle stazioni, fra rotaie e rette parallele.
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LA TEMPESTA – Penultimo appuntamento per la stagione del Silvano Toti Globe Theatre. La regia inconfondibile di Daniele Salvo ha saputo rendere il senso di vuoto in un palco gremito, lo sgomento della solitudine, l’attesa per un domani che può rendersi migliore solo attraverso il compiersi delle nostre azioni.
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WAR GAME – Scritto e diretto da Veruska Rossi, Riccardo Scarafoni e Guido Governale, questo spettacolo inedito conferma il talento raffinato di 3 indiscussi professionisti del teatro che hanno la capacità unica di portare in scena giovanissimi attori in grado di far impallidire per attitudine, impegno ed empatia i colleghi più navigati. Un vero omaggio alla storia contemporanea andato in scena al Teatro Ghione.
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ROSALYN – Proposto al Teatro Sala Umberto, è un thriller pensato per il teatro che trasporta lo spettatore in una scena così minuziosamente organizzata da far impallidire la migliore produzione cinematografica del genere e che ha visto come protagoniste 2 incredibili artiste: Marina Massironi e Alessandra Faiella.
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UN ATTIMO PRIMA – La sala piccola del Teatro Vascello è stata la casa di questo monologo intenso interpretato da Claudia Campagnola, omaggio delicato al coraggio delle donne e recupero della memoria sulla tragedia delle guerre, senza tempo, senza spazio, senza giustizia.
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IL VIAGGIO – Un percorso drammaturgico al Teatro Trastevere interpretato da Flavia Germana de Lipsis e Federica Carruba Toscano che, senza alcuna ipocrisia, ha raccontato temi importanti come l’emigrazione e l’immigrazione nelle sue declinazioni più intime. Non si parte infatti unicamente verso una meta o allontanandosi da un luogo ma anche, e persino più frequentemente, da e verso sé stessi.
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NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI? – Una drammaturgia efficace, un omaggio meraviglioso alla danza, allo swing, alla tenacia e alla professionalità che si trasformano in bellezza. Questo spettacolo messo in scena al Teatro Sala Umberto, con le musiche originali composte da Piji, non è stato un semplice musical ma l’occasione per scatenare il ritmo della vita.
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OLIVER TWISTED – Infine, il più recente degli spettacoli applauditi al Teatro de’ Servi che si merita il posto d’onore nella nostra top eleven per averci fatto sorridere con intelligenza.
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Cosa lega fra loro gli spettacoli scelti? Il coraggio. Oggi più che mai l’arte ne esplora l’urgenza. Raccogliamo la sfida e… andiamo a teatro.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

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