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Ad Altroquando i duri cominciano a giocare: iniziano le semifinali

Il bello e il brutto delle gare, dei concorsi, dei contest, dei talent show e di tutte le cose dove ci sono più persone che provano a vincere qualcosa è che prima o poi arriva il momento della finale. O delle semifinali, come nel caso di Altroquando Folkstudio. Domenica scorsa è cominciato il penultimo atto del contest tra cantautori ideato da Gianni Togni e Margherita Schirmacher che mette in palio la registrazione della propria musica nella sala R&B di Civitavecchia.

Tre serate, che possono essere considerate le semifinali. Ognuna ospita tre dei cantautori usciti vittoriosi dalla fase preliminare. È toccato aprire le danze a tre artisti diversissimi per voce, provenienza, età e attitudine. Silly Choice, Luca Bocchetti e Lorenzo Lepore è la terzina di questa serata che ha fatto il pieno sotto le stampe storiche di Altroquando a Via del Governo Vecchio.

Inizia Luca Bocchetti, cantando prima due suoi inediti e poi “Giorno di guerra” da “È Stato Errore Umano!“, primo album del suo gruppo I Santi Bevitori. Infine la cover di “Una storia disonesta” di Stefano Rosso. Dei tre lui è il più cantastorie, il meno poeta e il più prosatore. In “Nina la pazza” c’è tutta la sua poetica, fatta di una narrazione alla Gaber e di un accompagnamento quasi da stornello tradizionale. Il risultato è agrodolce, divertente e mai banale.

Segue l’anima lunga di Silly Choice, un nome che è tutto un programma: “La scelta stupida”. Con lui arriva la poesia, quella fatta di accenni, emozioni sfumate, passioni anelate e ricordi sofferti. “I never wanted to be free from the deep of her eyes” (“Non ho mai voluto liberarmi dalla profondità dei suoi occhi”). Gli occhi di una ragazza i cui capelli mentono sul cuscino, una bugia dolce, un sogno difficile da cui non ci si vuole svegliare – una scelta stupida. Chitarra, armonica e voce danno anche agli occhi il folk già sussurrato alle orecchie, completando un bel quadro. Manca solo del Tennessee Whiskey e ci siamo.

Torna sul palco, a chiudere questa prima serata, Lorenzo Lepore, reduce da un’ottima vittoria nella sua fase preliminare. Torna con i capelli ancor più lunghi su una faccia da diciannovenne che ha da dire tante cose e le dice tutte. Lui sarà il nostro De Gregori, ci si ispira e lo ricorda, mettendoci più pulizia nella voce e più fanciullezza, ingenuità nei testi – non potrebbe, e non deve, essere altrimenti. Ovviamente la sua cover è del Principe, omaggio anche al Folkstudio che fu: canta una “Alice” scevra dalle sporcizie vocali originali, regalandole un tono più sereno e spensierato.

Vince ancora lui, Lepore, uno che sa già vincere e non ha molte intenzioni di smettere di farlo. Dice che gli piacciono le atmosfere piccole e intime, quelle con il contatto vero tra la sua voce, la sua chitarra e il pubblico. Infatti è a suo agio sopra quei sette centimetri di palco, che gli toccherà calcare una volta ancora alla finalona di giugno, in attesa di scoprire i suoi due avversari. Intanto domenica sarà il turno di Danilo Ruggero, Augenblitz e Julia. È solo l’inizio ma, ahimé, siamo quasi alla fine.

The Parallel Vision  _ Simone Zivillica)
(Foto: © Maki Simeoni)

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