Cinema

Quel je ne sais quoi nel film “Qualcosa di troppo”

Oggi, 11 maggio, esce “Qualcosa di troppo“, film diretto e interpretato da madame Audrey Dana, famosa anche per “11 donne a Parigi“. Il cinema è prodigo di storie sull’identità di genere e anche stavolta ci regala un racconto ricco di humour e situazioni paradossali. Questo film risveglia domande non ancora sopite, neanche in una donna con figli e un divorzio fresco come Jeanne, la protagonista di “Qualcosa di troppo“.

La pellicola parla di quelle situazioni in cui si comincia a chiedersi come sarebbe stata la vita di noi femminucce se nostro padre avesse avuto il sospirato maschietto anziché noi. La differenza è che qui per magia, ci si ritrova a domandarsi: “Perché mai dovrei alzare la tavoletta?“. Di mezzo ovviamente è accaduto qualcosa che vi lascio immaginare. Di solito le donne sono attente ai dettagli e questo a Jeanne non sfugge di certo.

Come non pensare poi a precedenti illustri del genere come “Tootsie” (1982) dove un formidabile Dustin Hoffman, lasciate le sembianze dello squattrinato attore Michael Dorsey, prendeva quelle di miss Dorothy Michaels per conquistare il successo e la copertina del Times. Oppure a “Mrs. Doubtfire” (1993) dove il compianto Robin Williams vestiva i panni di un’anziana nanny pur di vincere le resistenze dell’ex moglie a fargli vedere i figli, esasperata dalle sue lacune di padre?

Persino il macho Mel Gibson ha assunto in “What women want” (2000) non l’aspetto ma il punto di vista femminile dopo uno strano incidente. Neppure Freud avrebbe osato chiedere tanto! E che dire di Agrado in “Tutto su mia madre” di Almodovar (1999) e dell’esilarante monologo su cosa significhi essere autentiche? Nel 2005 usciva invece “Transamerica” e il mondo dei transgender apparve diverso, senza dimenticare icone stile Holly Woodlawn.

Se diventare donna appare una conquista dopo anni in un corpo da uomo che non si sente proprio, cosa accadrà a chi, non volendo, si ritrova nella situazione opposta e da donna scopre (in parte) cosa significhi essere uomo? Si può averne un’idea guardando “Qualcosa di troppo“. Forse Jeanne potrà fare di necessità virtù scompaginando un po’ le carte di un mondo ancora troppo pieno di schemi e stereotipi sul mondo maschile e femminile.

The Parallel Vision  _ Redazione)

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