Cultura Teatro

#Recensione: “Che disastro di Commedia” al Teatro Parioli

#Recensione: “Che disastro di Commedia” al Teatro Parioli fino all’1 maggio

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Vi ricordate l’ultima volta che avete riso di cuore?

Non semplicemente sorriso, non la breve risata dopo aver ascoltato una barzelletta.

Ma la risata che ti scappa, quella proprio incontrollabile.

Una di quelle che non puoi trattenere, che non riesci quasi a riprendere fiato, che se ti lasci andare troppo fai tanto, tantissimo rumore.

E quando poi, finalmente, riesci a smettere di ridere ti fanno male gli addominali, le guance, la gola, ti goccia il naso e ti lacrimano gli occhi.

Ecco, da quant’è che non ridete così?

A me è successo al Teatro Parioli. E nemmeno mi ricordavo di aver mai riso così.

Ed è stato bellissimo, potente e liberatorio.

E la cosa più bella è stata la condivisione di quel momento: era una platea intera a divertirsi, senza freni, con applausi che partivano a sentimento a scena aperta.

E senza il disagio di far sentire a tutti che, sì, stavamo ridendo di gusto.

Di cosa sto parlando? Di un vero capolavoro di commedia.

“Che disastro di commedia”: lo spettacolo al Teatro Parioli

Sto parlando di “Che Disastro di Commedia” con la regia di Mark Bell, che è la versione italiana di “The Play That Goes Wrong”, successo planetario dello spettacolo in scena in tutto il mondo, che è tornato in teatro per la sua quarta tournée nazionale. 

Tanti i riconoscimenti fino ad ora ottenuti:

  • 2 Olivier Awards
  • 1 WhatOnStage Award
  • 1 BroadwayWorld Uk
  • 1 Premio Molière
  • 1 Tony Award
  • 1 Drama Desk

E la cosa non mi stupisce affatto!

La trama è molto semplice in realtà: una compagnia teatrale con alle spalle diversi flop per mancanza di attori e budget che tenta di mettere in scena uno spettacolo che ruota attorno a un omicidio avvenuto in una villa, negli anni ‘20, nel West End.

Appena si arriva a teatro, a sipario aperto, si nota la bellissima scenografia allestita che rimanda alle stanze di una villa col caminetto, una pregiata tappezzeria, uno studio con una biblioteca, addirittura il piano superiore accessibile attraverso un ascensore.

Ci sono alcuni attori che vagano tra le file della platea intrattenendo il pubblico prima dell’inizio, e dei “tecnici” che ultimano dei piccoli lavoretti sulla scenografia a sipario aperto.

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La vera protagonista: la scenografia

Una volta che inizia lo show, ci si rende subito conto che la vera protagonista è proprio lei: la scenografia, che si frantuma pezzo dopo pezzo.

Pareti che crollano, oggetti di scena che scompaiono, porte che non si aprono o si aprono quando non devono.

E poi, inevitabilmente, lo sconforto degli attori che cercano in tutti i modi di arginare goffamente quella serie di sfortunati eventi.

Tentano con tutte le loro forze, faticosamente, di far sì che nulla possa rovinare anche questa ultima messa in scena della sventurata compagnia.

E noi pubblico fatichiamo insieme a loro (e chiaramente ne ridiamo spudoratamente, non c’è nulla di più divertente del loro stato di difficoltà estrema).

Ne percepiamo letteralmente lo sforzo fisico e mentale cui fanno leva per rimanere concentrati e per far sì che nient’altro cada a pezzi.

Ma poi, sfiancati e distrutti, iniziano a dimenticare le battute, ad andare nel panico e a perdere le speranze.

I tempi comici del cast sono la cosa più perfetta che io abbia mai visto.

Strabilianti professionisti che oltre ai tempi mozzafiato hanno anche delle capacità atletiche non indifferenti, una tecnica eccellente, veri maestri di clownerie.

E anche una dose di illusionismo!

Ciò che gli attori vivono è una vera e propria catastrofe, ma quello a cui il pubblico assiste è un vero miracolo: ridere ininterrottamente per più di 2 ore.

Un immenso “grazie”

Mi sento di dedicare un immenso “GRAZIE” a tutto il gruppo di lavoro di “Che disastro di Commedia”.

Lo “sfortunato” cast è composto da:

Io, personalmente, vi invito caldamente ad andare.

Anzi, dovrebbe prescrivervelo il medico per quanto giova al cuore, al corpo, alla mente… A tutto!

The Parallel Vision ⚭ _ Myra Verdura)

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