Festival

Romaeuropa 2017, 100 giorni di spettacoli per sapere “dove siamo adesso”

Dove eravamo rimasti? Anzi, dove siamo? O meglio ancora, dove siamo ADESSO? Dicono che iniziare un pezzo con una domanda sia molto internettiano, ma io qui ve ne metto 4 perché noi siamo molti paralleli. Infatti c’è anche “Where are we now?”, ovvero il motto della 32esima edizione del Romaeuropa festival, l’imponente rassegna targata Monique Veaute e Fabrizio Grifasi che quest’anno si terrà dal 20 settembre al 2 dicembre 2017.

Vi capisco se la cosa delle 4 domande vi ha stressato. Mi stranisce Marzullo con una, figuratevi. Per cui vi capisco. Però il Romaeuropa vi serve, credetemi. Soprattutto dopo l’estate, soprattutto dopo che le ferie sono finite e c’è quel trittico ottobre-novembre-dicembre in cui la depressione post viaggi e selfie e mari e monti rischia di ibernarvi dentro casa.

Per questo c’è Romaeuropa. Perché è “un festival politicamente importante e artisticamente di altissimo livello” come ricorda Lidia Ravera, Assessore Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio, presente oggi in conferenza stampa assieme al vice sindaco Luca Bergamo. Ed è la verità. E se tutto sommato i numeri hanno poco di artistico, sono sempre molto utili per fotografare un’idea.

Ci saranno 79 progetti con 60 spettacoli che si terranno in 24 luoghi diversi”, spiega Monique Veaute, presidente della Fondazione Romaeuropa. “Questa è per noi un’edizione di svolta. Il Romaeuropa infatti è stato inserito dal Parlamento italiano all’interno della legge per il sostegno e la valorizzazione dei festival ‘di assoluto prestigio internazionale’. Un atto che rappresenta per noi un nuovo inizio e un riconoscimento importante. Da settembre a dicembre la Capitale sarà costellata dalle più diverse iniziative favorendo la conoscenza della contemporaneità e trasmettendo informazione in modo singolare, non scolastico, grazie a persone fuori dal comune”.

Insomma, “dove siamo adesso”? “Lo abbiamo chiesto a tutti gli artisti coinvolti in questa edizione” racconta Fabrizio Grifasi, direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa, “cercando quindi da loro uno sforzo in più. In una quotidianità senza confini dove possiamo dire e ascoltare tutto e il suo contrario, crediamo siano ancor più necessarie e autorevoli le voci individuali degli artisti per riportarci verso una concretezza fatta di visioni, storie, autoritratti e incontri”.

Di tutto questo, storicamente, il Romaeuropa ne è stracolmo. Il “via” ufficiale ci sarà mercoledì 20 settembre con “Creation” di Sasha Waltz al Teatro Argentina, mentre l’epilogo arriverà sabato 2 dicembre con “Art On Time” e il convegno “Where are we now?”. In mezzo troverete mostre, installazioni, conferenze, percorsi di formazione, oltre 300 artisti da 32 Paesi che si esibiranno in 174 repliche, 7 prime assolute, 32 programmi internazionali per un totale di 57.600 posti di spettacolo in vendita. E se ne volete sapere di più, qui trovate il programma completo del Romaeuropa Festival 2017.

Novità assoluta di questa edizione è il REF Kids, ovvero 10 spettacoli spalmati su 3 fine settimana e dedicati ai bambini dai 18 mesi in su, che si terranno presso La Pelanda del Macro di Testaccio e la Factory. Questo solo per darvi un’idea di tutta la danza, la musica, il teatro, l’arte contemporanea, le commistioni e la tecnologia che troverete durante gli oltre 100 giorni del festival. Il box office apre ufficialmente lunedì 22 maggio.

A proposito di tecnologia, non poteva mancare Digitalife 2017, ottava edizione della sezione dedicata al tech e all’arte digitale che quest’anno “supererà” il REf, chiudendo infatti il 7 gennaio 2018. Altra novità: la rassegna si terrà al Palazzo delle Esposizioni. “Sono felice dell’accordo raggiunto tra le due istituzioni”, conclude Luca Bergamo. “Questo è un primo assaggio del percorso che a partire da gennaio 2018 ci sarà con il Polo del Contemporaneo che comprenderà lo stesso Palaexpo e le due sedi del MACRO. I cittadini si riappropriano degli spazi della città grazie a iniziative come questa e come il Festival della Scienza o l’Appia Day, scoprono nuove dimensioni culturali di Roma e godono del piacere della cultura”.

The Parallel Vision  _ Paolo Gresta)

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