Arte

Immersi tra pixel e fasci di luce: il viaggio nell’infinito di Digital Life

Vi avevo parlato solo pochi giorni fa di Digital Life 2016, la sezione del RomaEuropa Festival dedicata all’interazione tra arte e tecnologia. Ma dopo aver provato stamattina quello che l’evento curato da Richard Castelli vi offrirà quest’anno a partire da domani, venerdì 7 ottobre, alla Pelanda di Testaccio, non potevo evitare di condividere con voi un viaggio che vi lascerà senza fiato.

Digital Life è una vera e propria immersione dentro un mondo dalle tinte oniriche fatto di luci stroboscopiche, suoni stranianti, colori psichedelici, installazioni avvolgenti, vere e proprie derive dei sensi.


A cominciare dalla meravigliosa ST/LL di Shiro Takatani, un’opera nata per la 3D Water Matrix e composta da 900 valvole che interagiscono con luci stroboscopiche e un computer, manipolando in questo modo l’elemento dell’acqua e creando una cascata di stupefacente impatto, che arriva a sfidare la forza di gravità.

Zee, invece, è un’allucinata discesa di 12 minuti dentro un mondo lisergico che potrebbe segnarvi per sempre. Non a caso l’ingresso è vietato a chiunque sia affetto da epilessia fotosensibile, soffra di asma o in genere sia legato a patologie dell’apparato visivo o uditivo, claustrofobia o disturbi d’ansia.


La creatura di Kurt Hentschläger vi accoglie in una stanza completamente immersa in una fitta nebbia artificiale, con luci strobo che pulsano a dieci volte la velocità di quelle usate in discoteca. Il risultato è un viaggio psichico di rara intensità, dove l’occhio “crea” di volta in volta immagini mentali e colori fluorescenti tutto intorno, fino allo smarrimento del proprio corpo e alla disgregazione dei sensi.

Poi arriva Deep Dream_Act II e anche qui il tema della “mostra immersiva” si concretizza in quest’opera realizzata dal collettivo italiano NONE. All’interno di una stanza a croce ricoperta di specchi si viene bombardati di immagini, luci e suoni che trasformano lo spazio in un mondo sospeso come quello del flusso dei dati digitali in Rete. L’uomo diventa parte integrante del suo stesso streaming.

Digital Life 2016 vi aspetta inoltre con gli umanoidi e la realtà aumentata del Laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; le sculture d’acqua, sempre realizzate con una 3D Water Matrix, di Christian Partos; l’imperdibile conferenza del Professor Hiroshi Ishiguro assieme a Gemonoid HI-1, un androide parlante nonché sua perfetta riproduzione e tantissimo altro ancora.

Digital Life 2016 si terrà fino al 27 novembre. A QUESTO LINK trovate tutte le informazioni sull’evento di Testaccio.

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