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Intervista: la primavera letteraria di Matilde Falasca

Una giovanissima promessa della letteratura italiana che si aggiudica una menzione speciale al Premio Vesta 2023

Al Premio Vesta 2023 menzione speciale per Matilde Falasca

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Matilde Falasca durante la premiazione del Premio Vesta 2023

Classe 2004, finalista alla recente seconda edizione del Premio Letterario Vesta e vincitrice della menzione speciale “Primavera Letteraria” con “Puoi chiamarmi Emma“.

Matilde Falasca รจ una giovanissima promessa della letteratura italiana che scrive questo romanzo giร  a 15 anni.

Giulio Perrone Editore glielo pubblica a gennaio 2022 e da allora Matilde non fa che raccogliere consensi e apprezzamenti dal mondo culturale romano e non solo.

Con “Puoi chiamarmi EmmaMatilde viene premiata in Campidoglio dal Prof. Roberto Nicolai, ordinario di Letteratura Greca alla Sapienza.

Un testo che ci riporta allโ€™importanza di scalfire dentro di noiย le prime volte.

Lโ€™autrice ci ricorda le pure promesse dellโ€™adolescenza. Quelle che abbiamo fatto a noi stessi e quelle che a volte ci faranno persino dubitare di voler diventar grandi.


Matilde, intanto complimenti per il premio. Mi racconti da dove nasce la tua storia letteraria?

La mia esperienza di scrittura nasce prima di tutto dalla passione per la lettura.

Dalla terza elementare ho iniziato a divorarmi uno dopo lโ€™altro tutti i grandi classici una volta appartenuti a mia madre, iniziando da โ€œUna ragazza acqua e saponeโ€ di Louisa May Alcott.

Da lรฌ, la curiositร  di provare in prima persona a creare con le parole.

Ricordo la prima piccola storia che scrissi, di circa 4 paginette di diario, su una scuola per creature magiche.

Anche la scuola mi ha spinto nella scrittura. Alle elementari ogni anno si teneva una bellissima iniziativa chiamata โ€œPremio Streghettaโ€.

Qui, i piรน piccoli di gruppo e i piรน grandi individualmente, si scriveva una storia che poi veniva letta e votata dalle classi piรน grandi.

Dopo, alle medie, ho avuto una professoressa che teneva molto alla lettura e ci faceva fare molti temi personali, mai sui contenuti di studio.

Parlami dei libri che ti hanno fatta crescere: cosa ti piace leggere, soprattutto?

Leggo quasi esclusivamente romanzi.

Come ho anticipato, i miei primi libri sono stati i grandi classici: Louisa May Alcott, Jules Verne, Dickens… Alle medie ho adorato Harry Potter e il giovane Holden.

Nei primi anni di liceo mi sono letta tutta Jane Austen – come si nota da โ€œPuoi chiamarmi Emmaโ€ – e Goethe.

Natalia Ginzburg รจ unโ€™altra scrittrice che ho apprezzato molto, cosรฌ come i russi “Anna Karenina“, “Memorie dal sottosuolo” e “Il Maestro e Margherita“.

Ho amato anche parecchi romanzi contemporanei, ma non potrei citare singoli autori.

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โ€œPuoi chiamarmi Emmaโ€รจ il tuo primo romanzo, scritto a 15 anni. Di cosa si tratta e come hai lavorato sulla stesura del testo?

โ€œPuoi chiamarmi Emmaโ€ รจ un romanzo di formazione che ho scritto durante il lockdown di marzo 2020.

In secondo liceo mi capitava spesso di appuntare piccole riflessioni o ispirazioni e il sogno di raccoglierle in un racconto cโ€™era.

La reclusione รจ stata lโ€™occasione per provarci e la condizione essenziale per riuscire a farlo.

Nella stesura cโ€™รจ stata infatti unโ€™importante componente di disciplina che in altro contesto non avrei saputo mantenere.

Per prima cosa ho inventato la trama e lโ€™ho divisa in capitoli provvisori, poi ogni giorno andavo un poโ€™ avanti cercando di scrivere almeno 4 pagine per capitolo.

Ovviamente in corso dโ€™opera il lavoro non รจ stato lineare, mi รจ capitato anche di cambiare la trama stessa.

Chi รจ Margherita, la protagonista della tua storia?

Margherita รจ una ragazza di quinto liceo afflitta da una curiosa insoddisfazione del presente che la porta a porsi domande sulla propria identitร  e quindi sui propri sogni per il futuro imminente.

Durante il racconto risolve la sua crisi, scoprendo di avere una forte passione per la recitazione e incontrando qualcuno con cui condividere quella che sente come la sua โ€œsolitudineโ€.

Che altro non รจ che un carattere introspettivo e sensibile.

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Matilde con l’ideatrice e organizzatrice del Premio Vesta, Sara Matteucci

Oggi, a distanza di qualche anno, cosa pensi avrebbe fatto Margherita con quella lettera?

Oggi non esisterebbe Margherita.

Lei incarna il mio spirito di 15enne e non posso trasportarla nei miei attuali 18 anni, cosรฌ diversi da quelli immaginari in cui lei vive.

Secondo te cโ€™รจ un problema di genere allโ€™interno della letteratura italiana?

Ad essere onesta, oggi non credo.

Certo, se guardiamo lโ€™intera letteratura italiana piรน si va indietro nel tempo meno scrittrici troviamo perchรฉ nelle societร  precedenti era diverso il ruolo della donna.

Forse anche dello scrittore.

Secondo me perรฒ non ha senso farne adesso un problema e condizionare per questo la nostra interpretazione della letteratura passata.

Mi dici unโ€™autrice che per te รจ da sempre una musa ispiratrice e unโ€™altra invece che reputi un talento emergente?

Cโ€™รจ una poetessa che trovo geniale ed รจ Wislawa Szymborska.

Talento emergente direi la vincitrice del Premio Vesta 2023 Valeria Gargiullo.

Tra poesia e prosa, istintivamente, cosa sceglieresti?

Prosa.

Cโ€™รจ una cosa che secondo te una scrittrice non deve mai fareย e unโ€™altra invece che va sempre fatta?

Non credo. Lo scrivere รจ qualcosa di troppo spontaneo, intuitivo e soggettivo per avere delle regole.

Stai lavorando a un nuovo progetto?

โ€œLavorandoโ€ non direi. Recentemente ho maturato un progetto ma รจ difficile trovare il tempo e la concentrazione per realizzarlo.

Descrivimi Matilde Falasca con unโ€™immagine e con 3 parole

Malinconica, paurosa, dolce.

Da piรน piccola mi piaceva identificarmi nellโ€™arcobaleno: per i suoi tanti colori, lโ€™aspetto fantasioso e la sua posizione intermedia tra sole e pioggia.

Forse non รจ cosรฌ sbagliata come immagine…

Viaggio su piรน piani complessi, sono colorata ma tendo spesso a sbiadire, ho un intrinseco lato โ€œpiovigginosoโ€.

(ยฉ The Parallel Visionย โšญ _ Paolo Gresta)


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