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Intervista: Sara Matteucci e il Premio letterario Vesta

L’intervista alla direttrice artistica Sara Matteucci a pochi giorni dalla presentazione del Premio Vesta 2023

Intervista: Sara Matteucci e la nuova edizione del Premio Vesta

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Sara Matteucci

Il Premio Letterario Vesta arriva al traguardo della seconda edizione e sarà inaugurato ufficialmente sabato 30 settembre presso Forte Antenne.

A pochi giorni dall’esordio di questo nuovo, affascinante percorso culturale ho scambiato 4 chiacchiere con la direttrice artistica del Premio, Sara Matteucci.

Grazie al sostegno delle istituzioni e dei partner, il Premio ha l’obiettivo di restituire ai giovani il tempo e lo spazio per celebrarsi“, mi ha detto Sara.

E quale occasione migliore della scrittura e di un Premio rivolto alle nuove generazioni, patrocinato dal Comune di Roma.


Mi racconti da dove nasce la storia del Premio Vesta?

Il Premio Letterario Vesta nasce dall’idea di voler dar voce alle parole dei giovani adulti.

Nel 2021 ero alla direzione editoriale e artistica del portale online roma.com, avevo finalmente spazio di espressione, sentivo di non potermi concedere una visione convessa.

Così l’intuizione di creare una premialità in grado di affiancare i giovani nel loro esordio letterario. 

La seconda edizione del Premio quali novità presenta rispetto all’anno scorso?

Tantissime novità!

La serata di premiazione del Premio si celebrerà il 14 dicembre 2023 all’interno della splendida Protomoteca in Campidoglio.

Un palcoscenico in grado di generare risonanza nel segmento editoria e non solo.

I giovani autori esordienti potranno esprimersi e misurarsi attraverso la scrittura. Per l’occasione sono state istituite 2 giurie:

  • I Grandi di Vesta”, una giuria tecnica composta da professori emeriti, intellettuali e giornalisti del panorama italiano
  • I Giovani di Vesta”, una giuria artistica composta da ex partecipanti al premio nella sua prima edizione e giovani adulti leader nel settore della comunicazione 2.0

Le giurie rappresenteranno una perfetta sinergia intergenerazionale, tra esperienza e nuovi linguaggi.

Vesta mira al riconoscimento dell’impegno dei giovan: il coraggio degli autori deve essere premiato.

Anticipazione inedita: quest’anno non ci sarà un solo vincitore… 

Chi può partecipare al concorso?

È ammessa la partecipazione ai giovani scrittori esordienti di età compresa fra i 18 e i 31 anni, residenti e\o nati nel Lazio.

Nel mare magnum dell’editoria può esser faticoso emergere, consentendo la partecipazione ai soli autori esordienti.

Il Premio Vesta ha l’obiettivo di orientare il pubblico verso la nuova produzione letteraria contemporanea, risorsa incredibile per costituire una coscienza collettiva rivolta ai desideri dei giovani adulti.

Il premio riguarda solo il settore della narrativa?

Il Premio è aperto a qualsiasi genere letterario.

Nella sua prima edizione abbiamo assistito al trionfo della raccolta di poesie “Di Caos e Di Sete“, dell’autrice classe ’97 Caterina Fantetti.

L’espressione letteraria non si riduce alla forma, deve essere consentita in tutte le sue declinazioni.

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Quali personalità hai scelto di coinvolgere per questa nuova avventura?

In qualità di direttrice artistica ho il dovere di cogliere il particolare, le sfumature di significato che si insediano nel nostro presente.

Oggi abbiamo gli strumenti per riconoscere l’esigenza di prestare attenzione al benessere dell’individuo, con uno sguardo rivolto alle categorie più deboli.

Tra i nostri partner:

  • la Fondazione Lumsa Human Academy, che mira all’inclusione sociale e si impegna nella valorizzazione e nel trasferimento della conoscenza
  • l’Associazione Women in Film Television e Media Italia che farà luce sull’importanza di promuovere la parità di genere nel settore audiovisivo e media

Attraverso il Premio e il supporto a garanzia dei nostri partner avremo la possibilità di sedimentare il significato dell’inclusione.

Un lavoro d’insieme che risponde all’urgenza di divulgare una cultura responsabilizzante.

Ci sono anche partner istituzionali prestigiosi, a bordo

Quest’anno Il Premio Letterario Vesta è patrocinato da Roma Capitale.

L’accoglienza in Campidoglio nella serata del 14 dicembre ne è la conferma: Roma vuole dar spazio alla generazione zeta, leggendone attraverso i libri le reali esigenze.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sarà con noi nella serata di premiazione, un vero onore per Vesta.

Il sostegno è arrivato anche:

  • dall’Assessore alle Politiche Culturali di Roma Capitale Miguel Gotor
  • dal presidente della commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica Riccardo Corbucci
  • dalla consigliera Antonella Melito

C’è un concept o un’idea attorno a cui hai sviluppato l’edizione 2023?

Se dovessi dare un nome a questa seconda edizione la chiamerei “il tempo della celebrazione”.

Confrontandomi con i giovani adulti, scrittori e no, l’elemento comune è rappresentato dall’incertezza.

Abbiamo abbandonato la culla dell’adolescenza e l’età adulta sembra un miraggio.

Grazie al sostegno delle istituzioni e dei partner, il Premio ha l’obiettivo di restituire ai giovani il tempo e lo spazio per celebrarsi.

Quale migliore occasione della scrittura…

Da quanti anni lavori nel mondo della cultura? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

Ho iniziato a lavorare nel mondo della cultura subito dopo la mia laurea in Scienze Politiche nel 2019.

Ho svolto il praticantato giornalistico nella redazione di un giornale e poi un altro ancora, fino ad approdare a roma.com.

Qui, data la natura 2.0 del portale, sono subentrata alla direzione artistica ed editoriale poiché “giovane adulta” e in linea con la decodificazione dei nuovi linguaggi mediali.

E poi la televisione, mia grande passione. Ho realizzato servizi giornalistici per un tg regionale e condotto un programma sportivo.

Esperienze fondamentali dalle quali ho tratto un insegnamento: la cultura deve svilupparsi senza limiti o imposizioni di forma.

Così nel 2022 decido di creare l’experience multisensoriale “Fabula Experience”, un racconto della città di Roma in teatro, tra cibo e performance artistiche.

Oggi con la mia società Hogarts international ho l’ambizione di creare un racconto immersivo nel mondo della cultura e dell’arte attraverso eventi in grado di originare suggestione, ricordo ed esperienza.

Prendo in prestito le parole di Leonardo da Vinci: “L’esperienza è il solo insegnante in cui possiamo confidare“.

C’è una cosa che secondo te una direttrice artistica non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Lo descrive la definizione stessa del mio ruolo, “artistica”: l’arte è inventiva e capacità espressiva, ma anche complesso di regole e procedimenti.

L’inquadramento, la direzione e il coordinamento devono rifarsi a un metodo, ma in fondo sono gli autori, con le loro parole, l’unico vero indicatore di direzione verso il significato del tutto.

Mi lascio guidare da loro.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Sara Matteucci con un’immagine e con 3 parole?

Il mio lavoro potrebbe assomigliare a quello del direttore di un’orchestra.

Le parole sono musica, gli autori i musicisti. Il mio compito è creare armonia fra i libri, permettere a tutti i concorrenti al Premio di essere ascoltati, letti. 

Invita il nostro pubblico al Premio Vesta 2023! 

Gentile pubblico, in attesa di celebrare il vincitore della seconda edizione, vi invito alla serata inaugurale del Premio Letterario Vesta: sabato 30 settembre 2023, all’interno del Forte Antenne – Via del Forte Antenne, 12, Roma. 

Venite a scoprire il nostro calendario di eventi e iniziative!

Non dimenticate di seguirci anche su Instagram @premiovesta per non perdere approfondimenti e interviste con i giovani autori esordienti.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Paolo Gresta)


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