Arte Cultura

“Urban Fragments”, il nuovo murales di Ginzburg a Garbatella

“Urban Fragments”, il nuovo murales di Maria Ginzburg a Metro Garbatella

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“Urban Fragments”

Nel quartiere Garbatella è arrivato “Urban Fragments“, il nuovo murales promosso da Yourban2030 e firmato dalla street artist Maria Ginzburg presso l’uscita Garbatella Metro B, in Via Giacinto Pullino 103.

Arte Roma: “Urban Fragments” di Maria Ginzburg

Dopo aver dato vita sempre a Garbatella a “The Endless Growth“, il primo green smart wall della Capitale firmato da Alessandro Bello Tabbi, Yourban2030 prosegue il suo impegno dando spazio a un’altra giovane firma femminile della street art, l’italo russa Maria Ginzburg.

Urban Fragments” non è solo opera d’arte, ma anche vero e proprio servizio al cittadino e al visitatore.

L’opera offre, infatti, un’originale visione del quartiere, regalando al pubblico un’inedita mappa di Garbatella, mettendone in evidenza l’anima unica, insieme a monumenti e luoghi di interesse.

L’accesso simbolico a uno dei quartieri storici e caratteristici di Roma si trasforma in punto informazioni al tempo stesso smart (grazie alla tecnologia di prossimità dello smart wall inaugurato a dicembre 2021) e artistico.

“Urban Fragments” e l’ambiente

Un’inedita visione del quartiere che si offre a visitatori e turisti per un quadrante cittadino da sempre avamposto di innovazioni e nuove visioni.

Un nuovo murales che con i suoi 36mq di vernice mangia-smog eliminerà (trasformandoli in sali inerti) circa 5,54 g di NOx/giorno, come 36mq di foresta, assorbendo lo smog di circa 7,7 auto benzina euro 6 al giorno.

Il murales è stato curato e coordinato da Maura Crudeli, project manager di Yourban2030.

“Un lavoro rispettoso della socialità”

“‘Urban Fragments‘ è stata un’esperienze nuova di approccio al murales, ed è il mio primo murales green” racconta Maria Ginzburg.

L’idea artistica è nata a partire dal confronto con il contesto. Stiamo parlando di un muro che fa da cornice a un’area di socialità, un luogo che da mero passaggio doveva diventare spazio di incontro“.

Volevo quindi creare un pattern rappresentativo del contesto storico artistico di Garbatella, però al tempo stesso doveva essere un lavoro rispettoso della socialità“.

Quindi la scelta tecnica è stata quella del pattern astratto che fosse facilmente visualizzabile ma che desse anche la possibilità di un ulteriore approfondimento per chi fosse interessato a scoprire i personaggi e i dettagli che immaginariamente popolano il quartiere“.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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