Cultura Musica

#LiveReport: Tosca all’Auditorium Parco della Musica

#LiveReport: Tosca in concerto all’Auditorium Parco della Musica

Ultime note di “Ho amato tutto”. Un tempo che dura. Si dilata. Tosca sospira. La sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica esplode in una lunga ovazione.

Ce ne sono state altre prima, ce ne saranno altre dopo. La partecipazione fisica degli spettatori, ammaliati dalla polifonia carioca e latina, libera la contingenza di uno spettacolo su cui cala una tensione emotiva positiva.

Si avverte il peso dell’occasione: Tosca nella sua città dopo 2 anni di rimandi.

Si accudisce negli applausi il senso di una possibilità rinnovata per tutti, dai fan agli addetti ai lavori agli artisti presenti. Tutti consapevoli di aver preso parte a una serata memorabile per circostanza e visioni.

Una serata per cui, all’uscita, varrà la pena dire «io c’ero».

donna-canta-microfono-gonna-sedia
Tosca (Foto © Giovanni Canitano)

L’interprete per eccellenza

Nei momenti finali sta l’eccezionalità del concerto con cui Tosca presenta, a 2 anni dall’uscita, il suo penultimo disco “Morabeza”.

Nel frattempo ha pubblicato “D’altro canto”, nato da una serie radiofonica trasmessa su Radio Tre e ha rimpolpato un repertorio già enorme, cementificando il sodalizio con Joe Barbieri, direttore musicale di uno spettacolo che certifica ancora, semmai se ne sentisse il bisogno, la straordinaria caratura di un’artista che rappresenta, oggi, l’Interprete per eccellenza.

Perché non è solo “vak“, voce, ma è anche intelligenza, ricerca, lingua, suono.

La scenografia di Alessandro Chiti arreda un salotto tabucchiano a tinte rosse. È una scena intima e pasionaria, dominata da un gigantesco albero della vita illuminato a festa.

Un Eden in cui tutto accade. Un paradiso dell’integrazione in cui l’inafferrabile prende forma grazie al canto e al movimento corale, diretto sapientemente da Massimo Venturiello.

La scaletta anima il confronto con parole e culture d’altrove, necessaria articolazione di un chiaro tributo alla radice.

Possederla è l’unico modo per dialogare con l’altro, ché l’appartenenza è il presupposto dell’incontro e non la sua negazione, dell’unione delle differenze e non del loro appiattimento.

uomini-donne-tavolo-fiori-microfono
(Foto © Giovanni Canitano)

Il fascino della diversità

Nel salotto di Tosca va in scena il fascino irresistibile della diversità. 

Sul palco gira un prorompente carosello, in un continuo contrappunto tra un fuori e un dentro: la scena con i suoi colori, i suoi mobili e i suoi corpi e le canzoni con il loro spirito.

La polifonia aumenta e spegne le sue pulsazioni brano a brano, assecondando con cura le biografie e le geografie narrate.

A sinistra si staglia la materia solida generata dalle corde di Massimo De Lorenzi e dal polimorfismo di Giovanna Famulari. Dall’acropoli delle retrovie spinge il battito di Luca Scorziello. A destra si spalma la materia fresca plasmata dalle voci di Fabia Salvucci ed Elisabetta Pasquale, entrambe legate a Officina Pasolini.

La prima accompagna Tosca da tempo. La seconda, entrata di recente nello stesso laboratorio, è stata subito aggregata al progetto per arricchire, con il suo contrabbasso, una drammaturgia musicale già elegante.

Il dialogo di Tosca con il suo ensemble è intenso e costante. Il choros si fa seme vocale, commento, ma anche assolo. Le pareti teatrali proteggono la danza umana, oltre che musicale, su cui è stata costruita la partitura. A questo continuo scambio si unisce anche il pubblico, coinvolto nell’empatia. 

Saudade, alegria y amor

È l’effetto della morabeza, che è una categoria dello spirito. È la miscela di saudade, alegria y amor, non è ancora nostalgia del futuro ma è già fiducia in un presente lontano.

È la «nostalgia che non desidera», come recita il leitmotiv degli intermezzi a cui Tosca affida il rammendo narrativo dello spettacolo. Nei suoi versi ci sono quelli di Peter Handke e del suo “Canto alla durata”.

Ma anche l’eco di Pessoa, Chatwin, Saramago, Borges, abbinata al recupero delle voci di Lenine, Cézar Mendez, Lucio Dalla, Pixinguinha, Marisa Monte, Silvia Pérez Cruz, Vicente Fernández, Mercedes Sosa, Lofti Bouchnack e Romolo Balzani

Nel suo goffo tentativo di durare e occupare tutto lo spazio possibile, l’uomo si fa deserto e dimentica. Aggiorna violentemente il suo pulsante desiderio, e dimentica. Colma ferocemente ogni misura del tempo, e dimentica.

Dimentica che la durata è una sensazione spesso poco tangibile, un momento a cui dare forma raccogliendo i semi lasciati per via. Racconti, rituali, radici, canzoni.

donna-canta-microfono-corona
(Foto © Giovanni Canitano)

Rimettersi in ascolto è una necessità

Al tempo della desertificazione sociale, rimettersi in ascolto di ciò che la strada lascia ai suoi bordi è una necessità.

Seguire le direttrici che riportano al centro quella sensazione e l’humus che l’ha generata può essere la via per tornare a cercare un frammento in cui ri-conoscersi. È forse questo il senso più profondo del concerto.

Uno spettacolo che nei frammenti, scenici e musicali, compone la sua unità fatta di argille colorate. Assecondarne le contrazioni e le dilatazioni ritmiche permette di cogliere, magari anche vagamente, ciò che la bellezza esige: dare importanza alla memoria e sentire la durata. 

Sul palco si dispiega l’incanto della heimat. Da “La mia casa”, brano di Francesca Corrias tradotto da Cristina Renzetti, passando per una geografia intera, il concerto assume la forma di un cerchio e culmina in “Sotto le stelle”, straordinario episodio di Romolo Balzani.

Così Tosca augura rinascita alla propria città e quell’albero della vita sullo sfondo prende quasi un senso biblico.

Nella morabeza può nascere una nuova Gerusalemme, in cui la durata non è un istinto ma un’emozione. 

Con il tour europeo e mondiale di “Morabeza”, Tosca continua ad allungare il ponte che ha iniziato a costruire con “Il suono della voce” e “Appunti musicali dal mondo”.

Su quel ponte camminiamo anche noi, sempre in cerca di un frammento che ci appartiene. 

The Parallel Vision ⚭ _ Daniele Sidonio)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: