Cultura

Palazzo Silvestri-Rivaldi, 25 milioni di euro per il recupero

Palazzo Silvestri-Rivaldi, 25 milioni di euro per recupero e valorizzazione

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti hanno firmato un accordo per la valorizzazione di Palazzo Silvestri – Rivaldi.

Si tratta di un’intesa per la valorizzazione, la ristrutturazione, la rifunzionalizzazione e il ripristino alla fruizione pubblica di Palazzo Silvestri – Rivaldi, oramai in stato di disuso e abbandono da molti anni e oggetto di un lungo contezioso che finalmente, grazie all’iniziativa congiunta di Ministero e Regione, sarà restituito alla comunità.

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Obiettivo: riaprire per il Giubileo 2025

Il complesso immobiliare è di proprietà dell’Azienda di Servizi alla Persona “ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro”, di epoca rinascimentale, situato nell’area archeologica di Roma e si allarga su 3 delle strade più conosciute del centro della Capitale: Via del Colosseo, Via dei Fori imperiali, Via del Tempio della Pace.

L’accordo che sottoscriviamo […] con la Regione Lazio e l’ASP ISMA avvia un recupero di un luogo straordinario dalle potenzialità enormi, nel cuore di Roma ai Fori imperiali che, purtroppo, era in stato di abbandono” ha dichiarato il Ministro Franceschini.

Il Ministero della Cultura metterà a disposizione per il restauro del palazzo 40 milioni di euro. Giusto dare anche un cronoprogramma e fissare l’obiettivo di finire i lavori e riaprire Palazzo Silvestri-Rivaldi entro l’inizio del Giubileo del 2025”.

“Un luogo che non ha eguali al mondo”

L’esito di questo accordo di valorizzazione sarà in uno dei luoghi probabilmente più belli del pianeta Terra dove è concentrato un livello di beni storici, archeologici e ambientali che non ha eguali” ha detto il Presidente Zingaretti.

Roma si prepara ad ospitare fra quattro anni il grande Giubileo del 2025, dobbiamo fare assolutamente in modo che tra le novità che Roma offrirà al mondo potrà esserci anche Palazzo Rivaldi“.

“Riqualifichiamo anche complesso di Via di Val Cannuta”

L’azienda ISMA con una parte delle risorse ricevute potrà riqualificare il complesso immobiliare di Via di Val Cannuta, anch’esso abbandonato da anni, che diventerà un grande polo di 6000 mq di servizi alla persona” ha sottolineato Enrico Gasbarra, Presidente dell’ISMA – Istituti di Santa Maria in Aquiro.

Ringrazio il Ministro Franceschini, il Presidente Zingaretti e tutto il C.d.A. ISMA: con il lavoro di tutti, in soli 2 anni, abbiamo raggiunto questo straordinario risultato”.

finestre-tetto-facciata-palazzo

L’accordo di ristrutturazione e valorizzazione

L’impegno della Regione Lazio

Con questa intesa la Regione Lazio si impegna ad acquisire il complesso immobiliare facente parte del patrimonio dell’ASP ISMA mediante l’impiego di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, entro un termine di 6 mesi e comunque ad avvenuta disponibilità delle risorse, a seguito di attribuzione da parte del CIPESS con apposita delibera.

L’operazione ha un costo complessivo di 25 milioni di euro.

I 3/5 dell’importo complessivo andranno dedicati alla rigenerazione urbanistica del complesso di proprietà ISMA di Via di Val Cannuta, finalizzandolo alle necessità socio-assistenziali e socio-sanitarie del territorio.

In particolare i fondi saranno destinati per la riqualificazione dell’immobile di 6.000mq ca, nonché degli spazi esterni di 20.000mq ca per realizzare un polo di servizi dedicati alla persona, agli anziani e ai giovani.

Circa 1/5 della somma complessiva andrà utilizzato per la realizzazione di interventi per la riqualificazione e valorizzazione degli immobili di proprietà ISMA, quali:

  • impianti elevatori
  • impianti termo-fotovoltaici mirati all’efficientamento dei consumi
  • impianti tecnologici

1/5 sarà infine investito da ISMA per l’acquisizione di nuovo patrimonio immobiliare da dedicare a finalità assistenziali e sociosanitarie.

L’impegno del Ministero della Cultura

Il Ministero della Cultura si impegna, invece, a curare il restauro conservativo e il recupero funzionale dell’intero complesso immobiliare.

Il programma dei lavori prevede un primo stralcio avente a oggetto il palazzo medievale, un secondo stralcio relativo alle 2 aree annesse di epoche diverse e il completamento degli scavi archeologici, un ultimo stralcio relativo alle corti, alle fontane seicentesche e alla “stecca” laterale da adibire a sede della Fondazione Scuola del Patrimonio.

L’ultimo step prevede la collaborazione tra i 2 enti nel programmare iniziative, eventi e progetti di diversa natura ma sempre in coerenza con le finalità istituzionali e l’altissimo pregio storico-artistico e archeologico del bene.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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