Cultura Teatro

#Intervista: Il mondo immersivo di Project xx1 e “Reptilarium”

Intervista: Il mondo immersivo di Project xx1 e il nuovo “Reptilarium”

Ci hanno abituato a rompere tutti gli schemi: Riccardo Brunetti e Alessandro D’Ambrosi di Project XX1 sono i signori delle esperienze immersive.

Vi presentiamo grazie a questa intervista esclusiva i dettagli del loro ultimo progetto, “Reptilarium“.

La parola ai protagonisti!

reptilarium-finestre-uomo

Riccardo, ci hai abituati a performance di altissimo livello artistico e in grado di rompere gli schemi fra il noto e l’ignoto. Project xx1 è un contenitore originale che nasce da quale idea?

Project xx1 nasce quando il nostro gruppo (all’epoca chiamato Amaranta o Orma Fluens) scopre e decide di esplorare in Italia alcune idee sull’immersività delle quali avevamo fatto esperienza all’estero, principalmente in Inghilterra.

C’è ancora molta confusione sull’uso del termine “immersivo” e ognuno sembra dargli il significato che preferisce, in base alla propria pratica.

Per noi, “immersivo” significa concentrare la nostra attenzione sullo spettatore, sulle sue libertà, coinvolgimento, personificazione; sul suo ruolo drammaturgico e le possibilità di agire sullo svolgimento della narrazione.

Significa infine creare, in ogni opera, un “mondo” transmediale (che attraversa quindi diversi media, non esclusivamente la performance dal vivo) esplorabile, con le sue complessità, le sue ramificazioni, la sua atmosfera, la sua ricchezza di dettagli, per creare esattamente la possibilità di un’“immersione” in una narrazione.

Il nome “Project xx1” sta a sottolineare come questa forma d’arte sia nata dalla commistione di diverse forme squisitamente nel 21esimo secolo, marcando un confine con le forme d’arte più incentrate sull’autore.

Per dirla brevemente, l’idea è quella di ogni evento artistico come un incontro creativo tra artisti e fruitori e non semplicemente come un’espressione a senso unico, dove lo spettatore deve solo stare fermo, in silenzio e non disturbare.

L’ultima frontiera è rappresentata da Reptilarium, esperienza immersiva online. Ne firmi la regia insieme ad Alessandro D’ Ambrosi. Raccontateci di questo progetto che sta raccogliendo consensi importanti

A. D’A.: Faccio il regista e lo sceneggiatore da molti anni.

L’incontro con Project xx1 è stata una entusiasmante e stimolante opportunità di ricerca, sperimentazione e scambio creativo.

Nata come una felice collaborazione attoriale nelle produzioni degli ultimi anni, fin da subito con Riccardo e con tutti gli altri componenti del gruppo c’è stato un “riconoscimento” artistico e umano potente e produttivo.

Una comunanza di intenti e di gusti che ci ha portati a sviluppare diversi progetti di esperienze immersive, fino ad approdare a Reptilarium.

In questo lavoro abbiamo immaginato nuovi modi per permettere allo spettatore di valicare confini e limiti della fruizione passiva, trasformandolo in uno spett-Attore, chiamato a interagire e partecipare attivamente.

È un’esperienza online da vivere “a distanza” ovunque ci si trovi, ma ha una forza immersiva straordinaria, una inimmaginabile capacità di coinvolgerti e “portarti” in un altro mondo, distopico ed estremamente reale e credibile.

Più persone sperimentano Reptilarium, più riceviamo conferme di essere riusciti a creare, con un lungo e intenso lavoro di scrittura, progettazione e produzione, un format inedito, che non esisteva prima: una nuova forma di intrattenimento e narrazione.

Abbiamo trasferito online e, se possibile, ampliato le caratteristiche e le possibilità drammaturgiche del teatro immersivo, con molteplici e inaspettate modalità di connessione: e-mail, messaggistica, chiamate, contenuti video, pagine web in cui navigare, azioni e scelte da compiere, portano lo spettatore ad immergersi completamente nella storia, proprio come accade dal vivo.

Ma in Reptilarium si va oltre: si consente allo spettatore di decidere quale strada percorrere, in continuo contatto con un Experience Master, live, che renderà l’esperienza fortemente personale e specifica, modulata sulle reazioni e sulle sensazioni del giocatore.

Le possibilità sono molte, tante da consentire di ripetere l’esperienza più volte, con esiti completamente diversi.

L’interazione si sviluppa in tempo reale: ha elementi performativi (più di 20 attori hanno contribuito alla sua realizzazione), elementi ludici, letterari e cinematografici. 

reptilarium-medusa-gorgone-bianco-nero

 Non avete avuto paura di favorire l’online a discapito del teatro in presenza? Vi siete interrogati sulla rivoluzione che sta attraversando il mondo della cultura in generale?

R.B.: L’online è, a nostro avviso, solamente un mezzo, come altri.

Il periodo delicatissimo e sconvolgente che sta attraversando il mondo non ha fatto altro che far sviluppare coattivamente delle possibilità già insite nella tecnologia a disposizione.

Sebbene la nostra arte sia performativa, sincrona si direbbe oggi, generalmente dal vivo, non siamo mai stati contrari all’uso di metodologie narrative online o asincrone (si vedano i numerosi teaser e siti internet diegetici prodotti per Augenblick e La Fleur).

In questo senso non siamo dei puristi dell’espressione dal vivo, sebbene sia stata uno dei mezzi principali che abbiamo usato in passato.

La chiusura forzata dei teatri ci ha fatto cambiare focus, cercando dei mezzi per poter continuare a svolgere il nostro lavoro anche senza incontrare fisicamente gli spettatori e questo ci ha fatto approfondire e imparare molto.

Detto questo, siamo convinti che l’incontro in presenza sia un elemento fondamentale dell’arte, per molte ragioni, e che sia assolutamente necessario incentivarlo non appena sarà possibile riaprire i teatri e i luoghi dell’arte.

La rivoluzione che sta attraversando il mondo della cultura noi la viviamo come la necessità di non stagnare in una forma definita: l’invito chiaro a reinterpretare un apparente ostacolo in un’opportunità di sviluppo.

In futuro, questo strano periodo che stiamo attraversando lo ricorderemo come quello che ci ha svelato alcune potenzialità dei mezzi digitali che finora rimanevano sopite: quando torneremo, finalmente, in presenza, avremo un’altra freccia al nostro arco da integrare con ciò che già conoscevamo.

Mi piacerebbe presentare anche insieme a voi il progetto “Fuga a tre voci”: cosa ci potete raccontare?

A.D’A.: Un’esperienza immersiva ancora una volta diversa e innovativa.

Uno spettacolo dal vivo (che per il tempo di questo lockdown abbiamo trasferito online, fruibile gratuitamente fino a Natale: https://bit.ly/Fugaonline  – PW: artiswork), in cui si ha la possibilità di “scegliere” quale personaggio ascoltare…

È una storia d’amore, di resistenza e di umanità.

Liberamente ispirato all’opera teatrale “Histoire d’amour” di Jean-Luc Lagarce, il testo mette in scena un triangolo affettivo tra una donna e 2 uomini, durante l’occupazione nazista di Roma nella Seconda guerra mondiale.

La nostra storia si dipana a ritroso, in un viaggio nella memoria.

3 voci distinte, i pensieri dei personaggi, si intersecano perfettamente in un disegno narrativo basato su registrazioni audio binaurali, ambientato nella suggestiva location del parco di Villa Pamphilj.

Un’esperienza da vivere grazie a delle cuffie wi-fi, che permettono assoluta libertà di movimento ed esplorazione allo spettatore, che può scegliere, di scena in scena, quale dei 3 canali audio seguire.

Ognuno dei canali è legato a uno dei personaggi.

Gli spettatori sono avvolti dai suoni, dalla colonna sonora, dalle sensazioni e dai pensieri dei 3 che, dal vivo, evocando “Jules et Jim” di François Truffaut, rivivono momenti della loro vita insieme, eventi cruciali della loro storia.

Questo è il primo progetto della serie SOUNDSCAPES, ovvero esperienze immersive che si avvarranno dell’utilizzo di cuffie wi-fi e registrazioni audio con sound design binaurali.

uomo-donna-sorridono-bicchieri-in-mano

Qual è secondo voi la sfida più grande che il mondo del teatro deve accogliere e rilanciare, oggi?

R.B.: Senza dubbio uno scollamento tra il pubblico e le proposte.

Purtroppo il teatro ad oggi è frequentato da una comunità relativamente piccola, dove le proposte di qualità generalmente sono rivolte a un pubblico ben acculturato alla forma teatrale.

A questo, si aggiunga una crescita esponenziale di figli e figliastri come il cinema e, ancora più recentemente, le serie televisive, che aggiungono all’altissima fruibilità (accoglienza per il pubblico), anche una scelta vastissima e dei costi al singolo molto più bassi.

Quello che il mondo del teatro potrebbe fare è innanzitutto diventare generalmente più accogliente, come ad esempio ripetuto qualche mese fa da Gabriele Vacis: “[…] la partecipazione comune alla creazione dell’evento teatro”.

Poi, potrebbe organizzare la sua proposta intorno alle possibilità uniche della presenza, sua unica, vera caratteristica definente.

Offrire quindi proposte che si incardinano sulla necessità della presenza, per scegliere, per interagire, per partecipare: quello che cerchiamo di fare ormai da anni con le nostre proposte immersive.

Nessuna registrazione può veramente offrire un surrogato efficace di un’esperienza immersiva, proprio perché la presenza è al centro di tutta la proposta: i meccanismi di fruizione, la drammaturgia, la multisensorialità, sono tutti concetti dipendenti dalla presenza di un pubblico vivo e attivo.

Per riscoprire e ridefinire quell’“ascolto” di cui tanto ci si riempie la bocca, ma che troppo spesso viene sostituito da qualche trucco di bassa lega.

Ripercorrendo la vostra carriera artistica, che consuntivo vi sentite di fare fino ad oggi?

R.B.: Siamo molto cresciuti. Non solamente in magnitudo, capacità produttive, cerchia di collaboratori, ma siamo maturati nella comprensione delle possibilità drammaturgiche delle esperienze immersive.

Sempre più spesso ci fanno sorridere le proposte che si definiscono “immersive” semplicemente per qualche elemento interattivo o perché vengono svolti in luoghi non convenzionali, usando selvaggiamente ed erroneamente la terminologia “site-specific”.

In questi anni abbiamo compreso la complessità e la ricchezza, ancora vastamente inesplorata, delle drammaturgie realmente immersive: come possono davvero ridefinire l’ingaggio artistico in senso lato; come possono coinvolgere nella performance dal vivo anche persone non già “iniziate”, giovani, ragazzi.

Dal gruppo di attori ispirati e decisamente un po’ folli che decisero di creare nel 2014 “Augenblick” come primo esperimento di teatro immersivo in Italia, siamo diventati una produzione internazionale, impegnata in spettacoli, proposte digitali, formazione, proposte sociali.

Ma più andiamo avanti, più ci rendiamo conto che di strada ce n’è ancora molta da fare: siamo solo all’inizio.

Potete dedicare un invito speciale ai lettori di The Parallel Vision per Reptilarium?

R.B.: In un periodo storico che ha messo in ginocchio l’arte dal vivo, bisogna essere audaci, come autori e come spettatori.

Esplorare, sperimentare e osare.

Noi di Project xx1 abbiamo colto questa possibilità per sperimentare nuove modalità di narrazione e creare un dispositivo drammaturgico senza precedenti.

Ogni forma d’arte è viva, in continuo sviluppo ed è responsiva a ciò che accade nel mondo, per rispecchiarlo e restituirlo al pubblico: Reptilarium è esattamente questo.

Ma per sviluppare una forma d’arte è necessaria la collaborazione di artisti e fruitori, perché un evento artistico si costruisce insieme, sempre.

Chiunque sia interessato alla contemporaneità e agli sviluppi più attuali della performance, troverà in Reptilarium quanto di meglio al giorno d’oggi si possa immaginare, in cui rispecchiarsi e su cui riflettere.

E, tra gli spettatori interessati alla contemporaneità, i lettori di Parallel Vision sono certamente tra i più attivi e i più audaci.

E Reptilarium non aspetta altro che di essere vissuto da persone audaci che vogliono mettersi in gioco.

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: