Recensione

“La Fleur”, il fiore proibito da coltivare fra passione e desiderio

La Fleur: Il fiore proibito” è un percorso sensoriale originale e sconvolgente. Un noir che omaggia le migliori tradizioni cinematografiche di genere e aggiunge quell’ingrediente segreto che solo la realtà imprevedibile del teatro può offrire.

Non capisci cosa ti aspetta fino a che non smetti di aspettare. Questo è l’atteggiamento giusto da indossare per lasciarti rapire dalle vicende della famiglia Andolini e dallo spettacolo di immersive theatre di “La Fleur: il fiore proibito”, scritto e diretto da Francesco Formaggi e Riccardo Brunetti e prodotto da Project XX1, in scena a gran richiesta ancora dal 19 al 23 luglio per cinque serate esclusive negli spazi di Controchiave di Via Giuseppe Libetta 1/a.

Una perfomance, quella di “La Fleur“, che è l’espressione di un armonico lavoro di squadra, di una professionalità e di una qualità artistica che sempre più raramente capita di applaudire. Non c’è un cast unico ma più di venti bravissimi attori/performer che si alternano all’interno delle serate previste, dando vita ad un intrigante spettacolo nello spettacolo.

Il bianco, sintesi di tutti i colori e al tempo stesso della totale neutralità, è il colore della maschera che viene chiesto a ciascun spettatore di indossare. Da quel preciso istante nulla sarà come prima: per la durata di quasi 3 incredibili ore, ad un ritmo incalzante ma allo stesso tempo rilassante, in un gioco di equilibri apparentemente disarmonici, ciascuno diverrà parte attiva di una faida familiare romana dai contorni inquietanti.

La prima parte di questa esperienza immersiva si svolge su una terrazza degna de “Le Fate Ignoranti“: essenziale, affascinante e con la vista mozzafiato sul quartiere Ostiense di Roma. Con un brindisi ai nuovi successi commerciali della famiglia Andolini, dei quali ciascun invitato alla perfomance è in realtà (intesa come tangibilità ormai rovesciata dagli eventi) azionista e compartecipe, si aprono le porte del locale più bello di Roma, dove passione arte, e cultura si sfiorano attratti da un crossover chiamato piacere.

Nella solitudine si affronta meglio anche la confusione. Questo prezioso suggerimento verrà offerto a ciascuno all’inizio della piéce. Bene, fatene tesoro! Immergersi senza il condizionamento di chiunque ci accompagni durante la serata è essenziale. Abbiate il coraggio di essere solo voi stessi dietro una maschera bianca che protegge mistero e identità.

Ogni cosa appare inizialmente difficile. Dove dirigersi? Cosa seguire? In quale stanza del lungo corridoio rosso è necessario inoltrarsi per iniziare a cogliere gli elementi dello spettacolo? Lasciate agire il vostro istinto, seguite gli attori che si mescolano agli spettatori e che sono uno più avvincente ed affascinante dell’altro. Siate sicuri delle vostre scelte ed ogni passaggio di “La Fleur” sarà anche un vostro traguardo.

È interessante osservare come l’intero spettacolo sia inoltre un importante ed implicito momento di analisi sociale. Quanto siamo capaci di non farci condizionare dalla “viralità” degli eventi? Il desiderio, complice e artefice di molte delle nostre scelte, che ruolo ha in questo contesto e nelle nostre vite?  È più semplice seguire o lasciarsi (in)seguire?

I ruoli dei protagonisti, inizialmente confusi, si delineano nettamente con lo scorrere delle ore definendo la perfezione del gioco di incastri e situazioni grazie alle quali nessuno si potrà perdere nulla della perfomance verso un finale inatteso e geniale. “La Fleur: il fiore proibito” convince anche per una scenografia strepitosa, curata nei minimi dettagli che sono tutti da scoprire, toccare ed indagare. Un unico luogo è preposto ad accogliere gli invitati senza la loro maschera: un bar, definibile come lo spazio di tutte le possibilità.

Ad ogni replica di “La Fleur: il fiore proibito” lo spettatore avrà la possibilità di scegliere come accedere alla perfomance, se come spettatore standard oppure come premium. A differenza dello spettatore standard, il premium potrà essere coinvolto nello spettacolo in modo sorprendentemente attivo e differenziato. Quanti sono capaci di non essere matassa ma bandolo? Fate il vostro gioco signori e signore, la corte de “La Fleur” è aperta per il vostro piacere.

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Luisa Fabriziani)

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