Musica

#LiveReport: Giovanni Truppi a Villa Ada

Conoscere, ascoltare e vedere Giovanni Truppi dal vivo è, parafrasando Truppi stesso, “un’opportunità“. Tipo il gol di Van Basten al volo agli Europei dell’88. O una lezione di Semiotica di Umberto Eco, in cui “si interpretava tutto”. Il prof Truppi è un raro caso di profonda ricerca sonora, di uno che sega a destra e a sinistra il suo pianoforte seguendo la costruzione dell’arpa di ghisa interna. Cosa mai fatta prima. Rifuggendo l’idea medievale del “non oportet studere sed studuisse” (conta aver studiato, non studiare) e costringendo chi ascolta all’impegno. E all’emozione.

Il live di mercoledì 26 giugno a Villa Ada – Roma incontra il Mondo, aperto da I Quartieri, ha sottolineato in rosso e cerchiato in blu quanto Giovanni Truppi scriva meglio di chiunque altro, in questo momento. Un esempio di come si compone, si canta e si suona. Un autore di cui si dovrebbe parlare molto di più, che dovrebbe passare molto più spesso in radio. Un musicista che educa. E fa venire voglia di studiare.

65288470_1786882351456993_24138935974232064_nBasterebbe “Scomparire“, il pezzo di chiusura del concerto, a raccontare tutto quello che Truppi sprigiona: classe, talento, anima, elevazione. Un brano che ha fatto letteralmente piangere tutti, un capolavoro sopraffino di composizione e di scrittura che ha chiuso un evento esplosivo segnato da un set iniziale più lieve e un altro a seguire pirotecnico.

L’unica oltre l’amore“, primo singolo del nuovo “Poesia e Civiltà” (Virgin/Universal), apre la serata del laghetto, seguito da “Borghesia” e “Conoscersi in una situazione di difficoltà“. Poi 3 parole al pubblico: “Ciao, buonasera. Benvenuti“. Si tira dritto in maniera soffice fino a “Mia“, dopo la quale inizia la seconda parte di scaletta segnata dall’elettrico e aperta da “Il mondo è come te lo metti in testa” (secondo album, 2013). Giovanni (chitarre, piano, synth, voce) carica la sua band, 5 magnifici elementi come Paolo Mongardi (batteria), Giovanni Pallotti (basso), Daniele Fiaschi (chitarra), Duilio Galioto (tastiere) e Nicoletta Nardi (voce e tastiere). Il pubblico balla e canta al fresco della Villa. Le vibrazioni sono super positive.

65313482_1786883004790261_2455211045371772928_nTruppi pesca dai suoi esordi rockettari e va avanti con alcuni dei pezzi più amati come “Stai andando bene Giovanni” e “Superman“. Le soluzioni adottate da questo artista sono tantissime tra accelerazioni e frenate, tra urla e sussurri, puliti e distorti, pieni e vuoti. “Ragazzi” chiude poco prima di mezzanotte la scaletta. 2 giovani nel pubblico che si erano allontanati litigando tornano qui in mezzo. “Curiamo / comprendiamo / decidiamo / proteggiamo“, dopo tutto. Poi alle 23.58 la band sale ancora sul palco per l’ultimo mini set composto da “Ancient society“, “Due segreti“, “Nessuno” e “Tutto l’universo“. Saluti, baci, abbracci. Infine la bomba-spaccacuore di “Scomparire“: Giovanni da solo al suo Kimball modificato davanti al pubblico.

Le persone sono di cristallo“, dice. Qui intorno si singhiozza. La notte si fa più fredda. I tasti del pianoforte dipingono una melodia intensa e la voce di Truppi ci mette intorno la cornice perfetta: “Questo dolore da dove viene? / Come si chiama?“. Non c’è tempo per un respiro, siamo tutti immobili, non un fiato. 6 minuti di trance collettiva e poi l’applauso finale, le grida, ancora le lacrime delle 1000 persone presenti. I 2 ragazzi di prima si abbracciano: lui la stringe da dietro, lei con la testa curva sulla spalla. Forse non strettissimi. Ma scompaiono lo stesso.

– Setlist
L’unica oltre l’amore
Borghesia
Conoscersi in una situazione di difficoltà
Quando ridi 
I miei primi sei mesi da Rockstar
Le elezioni politiche del 2018
Adamo
Mia
Il mondo è come te lo metti in testa
La domenica
Stai andando bene Giovanni
Lettera a Papa Francesco I
Ti voglio bene Sabino
Superman
Amici nello spazio
I pirati
Ragazzi

Ancient society
Due segreti
Nessuno
Tutto l’universo

Scomparire

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
(Foto: © Ziblab)

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