Teatro

#Recensione: “Ciccioni con la gonna” alle Carrozzerie n.o.t

Devo proprio confessarlo: io fino a ieri non è che non avessi mai visto niente a teatro che portasse la firma del drammaturgo Nicky Silver. Io Nicky Silver non lo avevo mai sentito nominare. Grazie a Inventaria, che lo scorso 31 maggio alle Carrozzerie n.o.t ha proposto “Ciccioni con la gonna“, scopro che è uno scrittore americano nato nel 1960, che “Fat men in skirts” ha 30 anni e che la nostra conoscenza sicuramente non finirà qui. 

Intanto vi consiglio di recuperare questo testo, diretto in questo caso da Michele Demaria e interpretato da 4 bravi attori su 4, il che non è poco.

Silvia Salvatori è Phyllis, mamma e moglie, svampita ma sagace per sopravvivenza; Roberto Salemi è Howard, regista affermato, padre e marito (poi strizzacervelli); Nicola Sorrenti è il figlio Bishop, con una fissa per Katharine Hepburn e una balbuzie selettiva che è l’ultimo dei suoi problemi; e Ludovica Apollonj Ghetti è Pamela, amante all’occorrenza cameriera (poi anche nel ruolo di Popo Martin, depressa, aspirante suicida per troppe risate, con una passione per le presine e gli assassini famosi).

61923903_2317193425218264_4521427581349658624_nImpossibile dare conto della trama di “Ciccioni con la gonna” perché la vicenda è talmente surreale da diventare marginale. C’è qualcosa dei personaggi in cerca d’autore ma anche di Tarantino, c’è Freud che ti fissa negli occhi finché non sei costretto ad abbassare lo sguardo e c’è Kubrick che fatica a crederci.

Capisci che c’è qualcosa che non va quando madre e figlio, unici superstiti di un disastro aereo, iniziano a sfamarsi con rossetti e carne umana e che dalle mani dell’undicenne Bishop nessuno struccante riuscirà a togliere il rosso. Da lì in poi c’è splatter, thriller, commedia… E si utilizza qualsiasi forma di comunicazione: triangolazione, verità e conseguenze, assurdo, ironico, dramma. Fateci caso: tutto si ricompone in una cosa normale a suo modo.

Ovvio che la domanda è sempre quella: cosa è la normalità? Siamo assuefatti a tutto o può scioccarci ancora qualcosa? E ancora: c’è un’etica condivisibile e un’altra biasimabile?

The Parallel Vision ⚭ _ Paola Polidoro)

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