Musica

#LaPanciaInPerù, il diario di viaggio di Gabriella Martinelli

Gabriella Martinelli assieme alla sua band è in tour in Perù come rappresentante della nuova canzone d’autore Italiana all’estero all’interno della rassegna Dialogo Musicale Italia Perù, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Lima.

La bravissima musicista pugliese, che abbiamo intervistato poco prima dell’uscita di “La pancia è un cervello col buco“, ha scelto The Parallel Vision per condividere il suo personale diario di bordo di questo viaggio meraviglioso e quindi ecco qui un video realizzato in esclusiva per Parallel dall’artista assieme ai suoi musicisti e le “pagine” del racconto che ci ha regalato durante il viaggio. Pensieri ed emozioni direttamente dal Sud America. E noi siamo fieri e felicissimi di condividere le parole, i colori e le immagini che Gabriella ha deciso di donarci.

IL DIARIO DAL PERÙ

Giorno 1 – Venerdì 10 maggio

(aspè che ore sono?)
Ho un sonno terribile per via del jet – lag ma devo forzarmi a restare sveglia ancora un po’, ci provo eh, ma… ho proprio sonno. 
Mi sento ancora un po’ sulle nuvole.
Qui si mangia tanto pollo, in tutte le salse, con salse incredibili. 
C’è traffico a tutte le ore e si beve Pisco Sour.
Io e i ragazzi abbiamo fatto le prime prove, abbiamo conosciuto Maluki, Henry e Sebastiàn, suoneremo insieme il 15 maggio al Teatro Pirandello di Lima.
E poi abbiamo visto l’Oceano Pacifico ma vi racconto tutto nelle prossime ore, ok? È che ho proprio sonno… (che ore sono?)

Giorno 2 – Sabato 11 maggio

Andiamo a pranzo a Miraflores e l’Oceano è infinito. Dei ragazzi fanno surf e qualcuno fa il bagno. Qui l’estate sta finendo e non piove mai. Piero faceva surf tra quelle onde e cantava in Italiano. “Per cantare basta chiedermelo, per farmi smettere bisogna pagarmi”, ci raccontano che Piero diceva così. 
Ordiniamo ceviche (pesce fresco) e la radio del posto passa musica creola.
Le prove sono alle 17. I ragazzi insieme sono bellissimi, si scambiano idee in 3 lingue differenti e tutto prende forma.
Domani e domenica partiremo per le Ande.

Giorno 3 – Domenica 12 maggio

Nottataccia!
Credo di avere la febbre 🤒
Eh già. Così saluto le Ande e mi immergo in un meraviglioso letargo. Oggi e domani #dayoff, i ragazzi partono per Pachacamac e mi inviano le foto. Foto incredibili anche dal Museo Larco di Lima, il Museo con la più vasta collezione di ceramiche a carattere erotico del mondo.
Tornano con panini al tonno e torte di carciofi.

Giorno 4 – Lunedì 13 maggio

Vedi giorno 3.
Devo assolutamente riprendermi.

Giorno 5 – Martedì 14 maggio

Squilla il telefono ed è ora di andare. Ci aspetta una macchina.
Siamo stati invitati in una nota radio di Lima.
A Radio Filarmonia l’accoglienza è strepitosa. Carlos mi domanda se sono stata al Festival di Sanremo, gli dico che mi piacerebbe e lui mi canta il ritornello de “La pancia è un cervello col buco”. Ma com’è possibile? La conosce? Un po’ mi viene da piangere ma mi trattengo. Mi sento onorata. Facciamo una chiacchierata lunghissima ai microfoni di 102.7 e con lo spagnolo me la cavo.
Ci salutiamo con un abbraccio forte e la macchina è ancora fuori ad aspettare.
Si va all’Istituto di cultura Italiana.
Gabriele è un direttore giovane. Sta facendo molto per aiutare questa città.

Giorno 6 – Mercoledì 15 maggio

Oggi suoniamo per Movistar Perú, una televisione peruviana. Il programma si chiama Diviértete #WantanNight.
Si parla di teatro, di musica italiana, di musica attuale.
Poi ancora prove in teatro, incontri e domani il gran concerto.
Andiamo a letto presto, qui comincia a far freddo. Siamo cotti ma felici.

Giorno 7 – Giovedì 16 maggio

È IL GIORNO!

Il Teatro Pirandello è grandioso. Conta oltre 1000 posti a sedere e ha colori bellissimi. Ospita una programmazione importante, la prossima settimana ci sarà Stefano Bollani e poi artisti da tutto il mondo.
Pirandello è uno degli autori che amo di più, una delle prime canzoni che ho scritto si chiama “Ragazza Pirandelliana” e ispirandomi alla sua opera racconto i centomila, forse uno… o nessuno dei personaggi che decidiamo di vivere nell’arco della nostra vita.
Una meravigliosa coincidenza che decido di portare sul palco.
Mastico zenzero sino all’attimo prima di salire.
Indosso un abito lungo nero e raccolgo i capelli su un lato solo.
Gabriele, il direttore, chiama il mio nome.
Entro.
C’è silenzio. Non vedo la platea. Riesco però a sentirne i respiri, la luce su di me è calda, i miei musicisti sorridono e inizio schiocchiando le dita.
Il viaggio è lungo e m’innamoro facilmente di ognuno di quei respiri. Gli racconto di me. Scherziamo, ci commuoviamo. I respiri diventano applausi e poi voce: riesco a fargli intonare “Turu”, un gioco che porto spesso nei miei concerti. Mi seguono, cantano loro. Io ascolto. Sappiamo ormai tantissimo l’uno dell’altro e vorremmo poterci dire di più.
A metà scaletta salgono Maluki, Henry e infine Sebastiàn. È tutto fortissimo, una grande festa che finisce con la platea in piedi e tante foto.
Grazie!

#GabriellaMartinelli

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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