Musica

#Intervista: Gabriele Lopez presenta il nuovo album “Linee”

Un omaggio alla vita che si trasforma: questa è in sintesi la mission del nuovo lavoro discografico di Gabriele Lopez, “Linee”. Uscito lo scorso 8 marzo per Luovo/iCompany/Artist First, l’album ha già riscosso numerosi consensi di critica e pubblico anche grazie ai 2 singoli che lo hanno preceduto, “Aspettami” e “Non è mai finita”. È un lavoro di ricerca sonora che ha coniugato l’evoluzione artistica e personale del cantautore romano e che regala una nuova spinta vitale alla già raffinata indole poetica dell’artista. 

E questa simpatica e veloce intervista ne conferma lo spirito libero!

Gabriele-Lopez-Linee-2019-GIO03630wL’uomo oltre l’artista: chi è Gabriele Lopez?
Sono una persona in evoluzione che ha attraversato una parte importante della vita che attualmente si è conclusa. Ora sono immerso in una nuova fase e rivolgo lo sguardo al futuro con una certa positività. Non a caso il mio nuovo disco trae fondamento da questo concetto. L’età che ho, le esperienze personali, la paternità: oggi sono più strutturato, forse più risolto, ma in mutamento continuo. Non si finisce mai di trasformarsi e ritengo che una parte di struttura sia importante per creare, nella vita come nel lavoro, nuovi link, per avere un approccio dinamico alle esperienze e per essere anche giustamente selettivi. 

I 2 singoli che hanno preceduto il lancio dell’album “Linee” sono molto diversi fra di loro. Entrambi preservano un alone di dolcezza passando per suggestioni dissimili. Ritmo da una parte e un movimento che ricorda la risacca di un’onda, dall’altra.
Ho scelto questi 2 pezzi perché volevo dare un’impressione immediata, una fotografia dell’intero lavoro, delle sue sonorità principali e dei suoi temi. “Non è mai finita” è un non singolo, ovvero una scelta non dettata da un’idea di marketing, ma da un concetto emotivo: dare spazio a un tipo di canzone che in altri contesti non sarebbe mai stata valorizzabile se non all’interno di un ascolto personale. “Aspettami” invece, dà l’opportunità di immergersi completamente nel sound e nelle modalità espressive che caratterizzano l’intero album. Non a caso è il singolo apripista.

Cosa differenzia, secondo te, questo disco dal tuo precedente percorso artistico?
Ho preso spunto da una corrente di songwriting folk pop nord europeo, a tratti anche americano, che fuori dall’Italia è molto popolare soprattutto a partire dagli ultimi 10 anni. È un tipo di sound al quale sono stato sempre molto vicino e a cui sento di appartenere. Grazie ai tanti ascolti e a un lungo studio, ho trovato la chiave per esprimermi con una nuova veste musicale, utilizzando soprattutto la mia voce in modo diverso, anche aggiungendo degli effetti. Ho cercato quindi, con “Linee”, di sperimentare molto sul mio modo di cantare e di suonare.

 I confini non sono mai visti come ostacoli ma come opportunità

Perché “Linee” e non cerchio, ad esempio?
Sono linee di congiunzione fra un brano e l’altro, tracciano percorsi (umani ed esistenziali), segnano confini, primo fra tutti quello di passaggio da una prima a una seconda fase della vita.
Poi soprattutto, questi confini non sono mai visti come ostacoli ma come opportunità.

Scomponiamo il titolo!

L come?
Libertà: è una parola importante per definire questo lavoro. Libertà c’è stata nella produzione artistica, nel pensiero e in ogni scelta. Ho voluto lavorare senza condizionamenti.

I come?
Inizio: è un nuovo inizio, un nuovo capitolo sia per ciò che ho scritto, che ho raccontato, sia per me stesso come persona.

N come?
Nave: perché la nave mi dà l’idea di un viaggio lungo che mi spinge verso porti lontani ai quali poter agognare con una certa speranza, con un certo senso di benessere. Mi appaga pensare ad un viaggio in mare che ti conduca lontano ma con dolcezza.

E come?
Emozione ed Energia: Sono 2 cose che ritrovo sempre sia in me come persona sia nella mia musica pur nelle sue varie evoluzioni. Musicalmente provengo da un rock in passato anche abbastanza aggressivo per poi approdare ad un folk pop sicuramente più maieutico e pensato negli  arrangiamenti. In ogni caso ci sono sempre il lato emozionale e il lato energetico nella mia musica come anche nei miei live.

Gabriele-Lopez-Linee-2019-GIO03670wChi vuoi ringraziare in particolare?
Le collaborazioni in “Linee” sono moltissime. La persona che voglio ringraziare in primis è Flavia Guarino che mi ha consentito di trovare gli sbocchi professionali per questo lavoro insieme a Fattore C (management), Costello’s (ufficio stampa) e Luovo/iCompany/Yeyè (label/social media management). Questo disco l’ho iniziato da solo senza alcun tipo di condizionamento non soltanto come produzione artistica, ma anche come idea di distribuzione o eventuale casa discografica. Agire in questo modo da una parte ti dà la sensazione che manchi il terreno sotto i piedi, dall’altra ti permette di lavorare in totale serenità lasciando al “poi” tutte le complicanze del caso. Avrò modo di ringraziare tutti il prossimo 11 aprile al Lanificio dove ci ritroveremo con moltissimi artisti e amici come The Niro, Nathalie, Francesco Forni, Andrea Di Cesare e tanti altri ospiti! Poi l’8 maggio sarà la volta di Milano al Circolo Ohibò.

A chi ha desiderio di accompagnarti in questo nuovo percorso musicale cosa vuoi dire?
Forse a chi ha curiosità e voglia di seguirmi, direi di farlo per la sincerità di fondo che cerco sempre di avere. Credo che “Linee” sia l’album che in assoluto mi rappresenta di più, maggiormente centrato sia nella parte letteraria che in quella musicale, anch’io mi sento più centrato. Magari è interessante scoprirlo per questo!

The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)
(Foto: © Giovanna Onofri)

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