Inaugura stasera, martedì 9 aprile, “My echo, my shadow and me“, la mostra personale di Turi Avola a cura di Marta Bandini ed Elettra Bottazzi, nella sede storica della Fondazione Marco Besso a Largo di Torre Argentina 11.
Turi Avola è un fotografo siciliano che vive e lavora a Roma dai primi anni 2000. Inizia come pittore per poi dedicarsi completamente alla fotografia grazie allo studio di artisti come Man Ray, Bellmer, Woodman, Witkin, Bunuel, Svankmyer attraverso i quali fa suo l’utilizzo della macchina fotografica come unico mezzo espressivo. Dalla creazione del set e dei costumi fino allo scatto fotografico, Turi Avola intende le sue fotografie come fossero dipinti.
In “My echo, my shadow and me” le sfumature del bianco e del nero e le scenografie sapientemente costruite sono le caratteristiche principali e necessarie del messaggio che le fotografie dell’artista desiderano trasmettere: un mondo surreale dove il corpo, spesso quello femminile, è il riflesso di un ampio raggio di stati d’animo, dai più tenebrosi ai più incantati. Le immagini che vediamo si manifestano ai nostri occhi come apparizioni lontane grazie a quel vapore lattiginoso, caratteristico delle antiche fotografie degli antenati così come dei nostri ricordi, che diviene l’espediente tecnico per rappresentare una realtà esistente e perennemente sfuggente come fosse una eco, un’ombra del passato che risuona nel presente.
In mostra una selezione dei lavori che hanno segnato l’inizio del percorso artistico di Turi Avola e l’adozione di un linguaggio espressivo che è, ancora oggi, alla base della sua poetica e stilistica. L’inaugurazione di “My echo, my shadow and me” avverrà alle 17.30. La mostra rimarrà aperta fino a venerdì 12 aprile.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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