Musica

#LiveReport: “Non è mica…”, la seconda serata a ‘Na Cosetta

Quando un giovedì a ‘Na Cosetta si abbassano le luci e l’inconfondibile intro al pianoforte suonata da Mimmo Locasciulli avvolge tutti nella penombra, si sa che con quel brano (facile immaginare quale sia) sta iniziando il gioco di “Non è mica da questi particolari che si giudica… un cantautore”.

Su ogni tavolo risaltano dei foglietti blu. Contengono i versi scritti da Max Manfredi, quelli ai quali stavolta i 10 concorrenti del concorso di scrittura di canzoni si rifaranno per le loro composizioni:

Come una ragazza scalza corre
su un pavimento freddo di marmo
pioggia inizia già a cadere
e bagna il viso delle foglie.

Come i passi di una donna…

Al tavolo della giuria, giovedì 18 gennaio, siede come ospite speciale il cantautore Pino Marino. Darà lui il voto sulla composizione musicale. Ha con sé una penna e un mangianastri portatile. Accanto a lui, Daniela Esposito di Strategie di Comunicazione, ufficio stampa che si occupa di musica e spettacolo. A lei il voto sull’interpretazione.

Alla qui scrivente invece la responsabilità del voto per il “Testo e attinenza alla traccia”, in virtù dell’esperienza maturata tra le pile di libri della Lepre Edizioni, Altroquando e Letture d’Estate. Una volta presentata la giuria, i magnifici presentatori e organizzatori Carlo Valente e Daniele Sidonio (assieme a Nico Maraja) danno il via al concerto.

Per prima Ottobre, che coglie nella traccia di Manfredi il tema del tempo e lo traspone in “Le tre età”, un brano ispirato alle tre stagioni di Klimt suonato accompagnandosi con una Ovation Celebrity Elite, che nel corso della serata passerà ad altri concorrenti.

Giovanni Amirante compone invece una filastrocca dal titolo “Panni stesi” dove si alternano vari cambi di registro, dall’atmosfera burtoniana. Giulia Olivari dà nel suo brano un nome alla ragazza scalza della poesia: “Anna“. È lei a far da ritornello. Scelta coraggiosa, che non teme Mogol.

Livio Livrea, mentre sistema la sua chitarra, racconta di aver scritto il testo in macchina poche ore prima. Tira fuori il foglio e inizia a cantare “I suoi anni di cera”, poi si interrompe, la ricomincia da capo. È il sigillo di autenticità del concorso. Riporta l’attenzione di tutti su cosa si stia ascoltando: le prime confessioni in pubblico di testi scritti nell’arco di un pugno di giorni, brani forse ancora perfettibili, ma guizzanti.

Drugo e il Complesso di Napoleone compone un brano dal titolo “Un bel dispetto”, fregiato dal suo canto graffiato. Alessandro RuvioLe grandi voglie e le più belle idee”, dichiarandolo un omaggio a Ivan Graziani, una canzone spavalda, densa d’amore e solitudine.

Sale quindi sul palco il primo ospite: Pino Marino. Magnetico, infila il nastro nello stereo. E da lì lasciamo la terra in un viaggio siderale, seguiamo da lontano le surreali cronache di un concorso uguale a “Non è mica” in un locale uguale a ‘Na Cosetta, ma in Piazza Rossa. D’altronde ha appena finito di scrivere e orchestrare la musica dello spettacolo “Uno zio Vanja“.

Poi canta. Ascoltiamo con reverenzialità l’incantante suo brano “Centrifuga e risciacquo” e “Canzone arrabbiata” (un omaggio a Nino Rota) dopodiché veniamo salutati da lui con un monito: “siate d’autore, non rattristandovi e non rattristando nessuno”. A Dogs Love Company l’arduo compito di succedere a tale esibizione. Lo fa con una composizione che ha il sapore di una cartolina pastellata: “Fuori l’inverno”, seguito da Flavia Pasqui che accompagnata da Emiliano Felicissimo porta una dolce nenia dal titolo “Non c’entra l’equilibrio”.

Le Teorie di Copernico ha scritto un brano dal titolo “Femminile”, dove rovescia i versi di Manfredi, introietta la protagonista e crea uno scenario metafisico in cui farle muovere i suoi passi. Marat, nella sua travolgente “Come un inverno”, canta la storia di una ragazza che dall’autunno correva verso l’inverno. E infine “l’undicesimo uomo”, Mario Colletti, il vincitore del contest nel contest che si fa accompagnare dal piccolo figlio munito di trombetta, superando il record di età minima sul palco di ‘Na Cosetta tra scrosci di applausi.

Chiara Dello Iacovo, ospite finale della serata, si siede alla tastiera. Vuole raccontare delle storie. E con due suoi brani, “L’imbarco” e “La rivolta dei numeri“, all’interno dei quali incastona “Tu non hai capito niente” di Tenco, travolge gli ultimi cuori rimasti intatti.

non-è-mica-na-cosetta-seconda-serata-copertinaIntanto il pubblico è cresciuto talmente tanto che si deve camminare tra le persone sedute a terra. Ed è tra loro che si fa spazio il verdetto, tra applausi (ai primi) e dissensi (per gli ultimi). Ai primi quattro posti, per ora: Le teorie di Copernico, Giulia Olivari, MaratOttobre. Prossimo appuntamento di “Non è mica da questi particolari che si giudica… un cantautore”: giovedì 22 febbraio, con la traccia di partenza scritta da Andrea Satta dei Têtes de Bois. Sempre a ‘Na Cosetta (Via Ettore Giovenale 54).

The Parallel Vision ⚭ _ Margherita Schirmacher)

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