Live report

#LiveReport: Chiara Dello Iacovo, scatole piene di luce allo Sparwasser

Lo Sparwasser al Pigneto è piccolo, ma al suo interno contiene dei tesori. Sabato sera c’era Chiara Dello Iacovo a suonare in mezzo a tantissima gente, affiancata da Fabio Brunetti e Alberto Rubatti. Parlare di talento emergente è riduttivo, ingiusto e anche ridicolo, perché Chiara è due spanne sopra tutti gli altri, secondo chi vi parla.

A livello di scrittura, di canto, di composizione, di cura dei testi, di attenzione ai timbri, di carisma e dello stare su un palco, l’artista di Savigliano spicca nettamente sui colleghi. Ricordo che parliamo di una ragazza di 21 anni che tra le Nuove Proposte di Sanremo 2016 si è piazzata seconda con “Introverso” (interamente scritto e composto da lei), vincendo poi il premio per la “Miglior Esibizione Live” e quello “Sala Stampa – Lucio Dalla”.

Personalmente non è stata una scoperta. Avevo già ascoltato Chiara dal vivo a Faenza, durante lo scorso MEI. Impossibile non rimanerne colpiti. L’idea che trasmette è quella del classico talento nato per cantare. E dire che lei aveva anche pensato a una carriera da attrice: un anno di musical e tre di teatro, per poi lasciare in favore della musica. Esperienze che comunque aiutano Chiara, oggi, a mangiarsi il palco senza apparente sforzo.

Se si fosse trattato di uno stadio, il concerto di sabato sera sarebbe stato da sold out con lo Sparwasser stracolmo di persone. Che poi è un buon segno, se non quello principale che ti fa capire se un artista funziona o meno. Qui però c’è di più: la Dello Iacovo non è una ruffiana, scrive musica bellissima, dice quello che pensa usando tutto ciò che le sta intorno: pianoforte, chitarra, basso, voce. Chiara suona tutto. E canta di tutto. Ripeto: 21 anni.

Vogliamo chiamarla cantautrice? D’accordo. Così avete un’idea. Ma il suo esempio, assieme a quello di pochi altri artisti della scena italiana, mostra la differenza tra strimpellare una chitarrina e fare musica. Perché quella musica la senti e perché sei nata con quel destino lì.

Seguitela e ascoltate “Appena Sveglia” (Rusty Records), il suo album d’esordio che proprio pochi giorni fa ha compiuto un anno. E non perdetela di vista, perché è una stella che ha appena iniziato a bruciare.

The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)

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