danza

#LiveReport: “Fractus V” al RomaEuropa Festival

TPV ritorna per gli appassionati di danza contemporanea con “Fractus V” di Sidi Larbi Cherkaoui – Eastman, uno degli appuntamenti del RomaEuropa Festival 2017, questa volta all’interno della straordinaria cornice dell’Auditorium Conciliazione. Alle 20.30 di mercoledì 27 settembre l’ingresso dell’Auditorium brulica di gente e un inizio così non può che annunciare uno spettacolo da standing ovation.

Il coreografo Sidi Larbi Cherkaoui, metà belga e metà marocchino e direttore artistico del Festival Equilibrio, è da poco diventato il nuovo direttore del Balletto Reale delle Fiandre e presenta, con la compagnia Eastman (da lui fondata nel 2010), uno spettacolo intenso e articolato che induce alla riflessione in merito al tema della “frattura”, sociale e individuale, intesa come segno di un processo di collisione che alla fine separa.

Fractus-800x600Una danza ispirata dal pensiero filosofico dell’americano Noam Chomsky e dall’inglese Alain Watts, di cui alcuni testi emergono nel tessuto performativo attraverso proiezioni interattive e voce dal vivo.

L’assamble dello spettacolo è vario sia culturalmente che artisticamente, vede in scena il coreografo con altri quattro danzatori (di cui uno infortunato che ha comunque preso parte all’evento) e un insieme di musicisti dal Giappone, dalla Corea, dall’India e dal Congo all’interno di una scena strutturata con sedie e pedane, di cui una costituisce un puzzle circoscritto apparentemente mimetizzato allo stesso palcoscenico.

Fractus01Quest’ultimo, su cui uno dei danzatori si muove poeticamente senza sosta, da un lato richiama il luogo di appartenenza, gradualmente distrutta pezzo dopo pezzo; dall’altro simboleggia il proprio essere che talune volte deve necessariamente scindersi in più parti.

I danzatori trascendono diventando persone senza casa, vittime di violenti spari di cui le stesse pistole mutano, assemblandole, in macchine fotografiche che deificano la morte in scena. Attimi che diventano, attraverso la danza, corpi\messaggi di telecronaca e di interferenze sonore, componendosi e scomponendosi come un caleidoscopio che cambia ritmicamente, richiamando a tratti le maschere teatrali orientali. Diversi sono i tentativi di ricongiungimento, fra questi quello incentrato sulla body percussion che genera una sospensione esplosiva che riconduce ad un’ulteriore frattura.

Navigando in un oceano di informazione, il coreografo S. L. C. affronta queste onde e la loro sistemica manipolazione, attraverso un linguaggio artistico fortemente incisivo e influenzato dalla pratica hip hop di Patrick Williams e dalla tecnica di Johnny Lloys e Fabian Thomè.

Una performance, quella di “Fractus V“, che supera le culture di appartenenza ed entra in vocabolari diversificati e accattivanti. Per la durata di 65 minuti, volati via in un battito di ciglia, l’autore ha concretizzato in modo sublime tutti gli aspetti della tematica.

Il sopraggiungere inevitabile del buio, metaforico e concreto sulla scena, lascia il pubblico riflessivo ma allo stesso tempo estasiato, con un applauso protratto in una standing ovation conclusiva.

The Parallel Vision ⚭ _ Rossana Abritta)
(Foto: © Romaeuropa Festival)

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