Qui a Parallel Vision abbiamo il pallino per lo shoegaze. Anche se poi vabè, ce l’ho solo io, alla fine, forse perché sono il più vecchio e “l’ho visto crescere”. Anche bene, per fortuna. Ma come già vi raccontavo un anno e mezzo fa a proposito dei Weird., la scena dei “fissatori di scarpe” italiana è viva, vegeta e potente e quindi ho tutte le ragioni per parlarvene. Soprattutto quando si tratta dei Clustersun e del loro bellissimo “Surfacing To Breathe“.
Opera seconda del quartetto catanese, uscita per la sempre attenta e affidabile Seahorse Recordings, “Surfacing To Breathe” è un gioiello di scrittura piena di emozione che conduce dritti ai Catherine Wheel di “Chrome” e scalda distorsori e pelli con l’intenso sole siciliano, fino a squagliare pick up e amplificatori.
Uscito il 19 maggio 2017 e lanciato dal singolo “Raw nerve“, l’album dei Clustersun è un distillato di sonorità ruvide e sognanti, che scuotono e accarezzano al tempo stesso attraverso 8 tracce sorprendenti per accuratezza sonora, profondità, spessore e consapevolezza dei propri mezzi.
D’altro canto i Clustersun non sono certo degli sprovveduti. Amati moltissimo oltremanica grazie a “Out Of Your Ego” (Seahorse Recordings), esordio del 2014, la band è stata inclusa in diverse compilation come “Revolution – The Shoegaze Revival” (2015, Raphalite Records / Gerpfast Kolektif), “Rock Back For Nepal Vol. I” (2015, Philadelphia Patetico Recordings) e nei tributi internazionali per Echo & The Bunnymen e Slowdive. Non male per 4 giovani in giro da pochissimi anni.
La conferma del loro talento arriva proprio con “Surfacing To Breathe“. Marco Chisari (voce, basso), Mario Lo Faro (chitarre), Piergiorgio Campione (sintetizzatori, tastiere e cori) e Andrea Conti (batteria) realizzano un’opera di grande qualità, sospesa tra accelerazioni e lampi narrativi dolci e recrudescenti, visionari dettati di poesia riverberata e robuste architetture spaziali dove gli arpeggi dilatati delle chitarre intrecciano melodie melliflue, ossimoro di un muro di suono implacabile e fortemente caratterizzante lo spirito proteiforme dei Clustersun.
Dal singolo e open track “Raw nerve” alla bellissima terza traccia “Lonely moon“, dall’avvolgente “Surfacing to breathe” indietro fino a una “The whirling dervish” psichedelica e desertica che, a singhiozzo, esplode nel cuore del sole, il sophomore dei Clustersun è un viaggio favoloso e trasognante in un territorio uguale a sé stesso solo sulla carta.
Il Globus Prize vinto dal gruppo nel maggio del 2015 quale eccellenza artistica e musicale siciliana dice molto, su di loro. Ma ovviamente vi consiglio di scoprirli “di persona” come ha già fatto la gente di New York, Boston, Philadelphia, Bethlehem, Lancaster, Lowell, Poughkeepsie durante il tour americano di due anni fa. Non vi pentirete di aver dato loro la vostra fiducia.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

Clustersun – Surfacing To Breathe
Etichetta: Seahorse Recordings
Anno: 2017
Genere: Shoegaze
Tracklist:
1) Raw nerve
2) Antagonize me
3) Lonely moon
4) The whirling dervish
5) Don’t let the weight of your soul drag you down
6) Surfacing to breathe
7) Emotional Painkiller
8) Event Horizon
Info:
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Gran disco, grande band
Bravissimi davvero 🙂