Cinema

“Sognare è vivere”: prima regia di Natalie Portman

Sognare è vivere“, film di e con Natalie Portman, è una storia che le è venuta incontro dal libro “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz. Chiedeva di essere raccontata, sogno di ogni regista, e la Portman ha vissuto l’esperienza del suo primo lungometraggio. Giovedì 8 giugno esce (grazie ad Altre Storie) “Sognare è vivere“. Natalie Portman lo aveva presentato nel 2015 al Festival di Cannes.

La trama si basa sulle vicende di una delle tante famiglie ebree (quella in cui è nato Amos Oz) che, scampate all’Olocausto, si rifugiarono in Palestina nel periodo di transizione fra la fine del protettorato inglese e la nascita dello Stato di Israele. Dalle pagine uscivano immagini e voci sepolte dal tempo, profumi del Paese in cui è nata Natalie Portman. E come poteva non realizzare “Sognare è vivere“?

Fra narrazioni quotidiane e scampoli di storia, traspare il dramma di un popolo di sopravvissuti che lotta ogni giorno col fantasma del non esserne degni. Dostoevskij ha detto una volta che la sua paura più grande era quella di non essere degno del proprio tormento. Che tremenda condanna deve essere stata per taluni il sopravvivere, sentire come una colpa il macigno che ti tiene ancora legato alla terra mentre gli altri sono ormai perduti.

Se la vita conserva il suo senso anche all’interno di un campo di concentramento, cosa dovrebbe accadere quando si conquista la terra promessa? L’immagine del giardino delle delizie è così carico di potenza ma non resiste al confronto con quella di un palloncino che si libra leggero nell’aria, con parole come “uguaglianza”, “compassione”, “empatia”.

L’amore per i libri e per la lingua accomuna le famiglie della Portman e di Oz. Entrambi sanno che conoscere la fine è una tentazione irresistibile, come andare all’ultima pagina di un libro senza averlo letto. Andare a cercare nelle pagine prima, per scoprire il perché di ciò che sta accadendo, gli restituirà un senso? O forse alzare per un attimo lo sguardo dal libro, guardare intorno i compagni di lager, cercare un pezzo di pane e nell’aria veder filtrare un sogno di luce che viene dal futuro.

The Parallel Vision  _ Redazione)

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