Letteratura: Le donne non scrivono solo romance, è ora di impararlo

È tornata di nuovo in auge la polemica sulla scrittura femminile.
Una questione che si ripresenta ciclicamente.
In particolare si parla dell’articolo di Gianni Bonina apparso sulla rivista Doppiozero.
Articolo che promuove la narrazione secondo cui le donne sarebbero capaci di scrivere solo romance.
Un’affermazione del genere dimostra, nel migliore dei casi, miopia o ingenuità, nel peggiore, malafede o semplice ignoranza:
“La differenza tra autori e autrici è in ciò, che i primi frequentano più generi, perlopiù il thriller, mentre le seconde si sono ancorate a uno solo: appunto il romance” scrive Bonina.
Sbagliato. Perché alcuni dei thriller più venduti in Italia sono scritti da donne.
Una su tutte, Paola Barbato, autrice di best sellers come “Zoo” o “Non ti faccio niente”.
Che nulla hanno a che vedere con il romanzo rosa (oltre al lavoro ultraventennale svolto come sceneggiatrice di “Dylan Dog”).
Alice Basso e Ilaria Tuti sono inserite tra le autrici di gialli più di successo, se consideriamo solo le italiane.
Non solo narrativa contemporanea
Ma non si tratta solo della narrativa contemporanea. Se pensiamo ad alcuni classici della narrativa horror e thriller troviamo Edith Warton, la regina delle storie di fantasmi. Una donna.
Shirley Jackson, ispiratrice di nientepopodimenoche di Stephen King.
Vogliamo parlare di Mary Shelley e del suo “Frankenstein”? Sembra forse un romanzo in cui prevale l’aspetto romance a discapito di quello sociale?
Chiunque l’abbia letto sa che non è così.
Agatha Christie, una donna, non è forse storicamente considerata la regina del giallo?
Esploriamo un altro genere: la fantascienza.
I nomi dominanti nel panorama internazionale, insieme ad Asimov, Bradbury, Vonnegut, sono quelli di Margaret Atwood, Ursula K. Le Guin, Naomi Alderman.
“Ragazze elettriche” è un libro femminista, ma di certo non “rosa”.
Se parliamo delle autrici nostrane, invece, forse non tutti sanno che la collana “Urania” vede moltissime autrici nascoste dietro gli pseudonimi maschili.
Dal momento che non avrebbero venduto se avessero posto il proprio nome in bella vista sulla copertina, proprio perché donne.
Potremmo andare avanti a lungo con altri elenchi.
Il gap di genere nelle abitudini di lettura
Prendiamo però, per un attimo, per vera l’ipotesi che le donne sappiano scrivere solo romance: perché dovrebbe essere una letteratura scritta da donne per le donne?
I sentimenti non riguardano anche gli uomini? L’educazione affettiva e sentimentale non è anche di loro interesse?
Se le cose stanno così, allora si spiegano molti fatti di cronaca che quotidianamente riempiono i notiziari.
C’è da considerare anche il dato generale: il gap di genere, in Italia, nelle abitudini di lettura, è rilevante dal 1988 e continua a crescere di anno in anno.
Le donne, soprattutto le ragazze tra gli 11 e i 24 anni, leggono più degli uomini.
La motivazione è semplice: le donne, per secoli escluse dalla scrittura e relegate in casa, si sono abituate a leggere di tutto.
Questo viene spiegato bene Giulia Caminito in un altro articolo in risposta a Bonina.
Dunque, la realtà dei fatti dimostra 2 cose.
La prima è che si dovrebbe smettere di dire che le donne non sanno scrivere altro che romanzi d’amore.
Perché i romanzi esistenti, le statistiche, le vendite, i titoli e tutto il resto dimostrano che non è affatto così.
Ed è ora di smettere di fingere il contrario.
La seconda è che se gli uomini iniziassero a non sentirsi colpiti nella virilità se visti in libreria con in mano un romance o con un libro scritto da una donna, probabilmente non dovremmo più scrivere banali elenchi che contraddicono l’ennesimo stereotipo di genere in campo letterario e vivremmo in una società migliore, forse addirittura meno violenta.
Non c’è bisogno di stigmatizzare il romance e relegarlo a “scrittura di donne per donne”.
Perché i sentimenti, l’educazione sentimentale, l’amore e i tormenti emotivi che ne conseguono, sono affari dell’umanità. Non delle donne.
E nel 2024 non ci dovrebbe essere bisogno di ribadirlo.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Ilaria Alleva)
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