Cultura

Santuario di Ercole Vincitore, una nuova scoperta di grande valore

Una scoperta archeologica di grande rilievo riporta al centro dell’attenzione il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli

Santuario di Ercole Vincitore, scoperta una basilica di epoca augustea

santuario-di-ercole-vincitore-iscrizione-marmo

Una scoperta archeologica di grande rilievo riporta al centro dell’attenzione il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli.

Nel corso delle recenti indagini un frammento di architrave è emerso con un’iscrizione monumentale che cambia la lettura dell’intero complesso.

Il reperto, databile all’età di Augusto, conserva le lettere “[BA]SILICAM DE[—]”.

Confermando così in modo definitivo la presenza di una basilica all’interno del santuario.

Santuario di Ercole Vincitore, una conferma attesa da oltre 30 anni

L’edificio era stato individuato già negli anni ’90, ma senza prove definitive sulla sua funzione.

Grazie a questo ritrovamento è ora possibile identificarlo con certezza come una basilica.

Ovvero uno spazio pubblico coperto destinato ad attività amministrative e giudiziarie.

La scoperta dà nuova forza anche alle fonti antiche.

Lo storico Svetonio raccontava infatti che Augusto amministrava la giustizia proprio nei portici del tempio di Ercole a Tivoli.

Un dettaglio che oggi trova un riscontro concreto nei dati archeologici.

Come sottolineato dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il ritrovamento permette di comprendere meglio la funzione e l’organizzazione del complesso.

Accrescendo quindi la consapevolezza storica del luogo.

Santuario di Ercole Vincitore, un contesto archeologico eccezionale

Lo scavo ha restituito un contesto straordinariamente ben conservato.

A circa 3 metri di profondità sono emersi livelli di crollo, probabilmente causati da un terremoto in età tardoantica, che hanno sigillato per secoli materiali di grande valore.

Tra i reperti figurano ceramiche, elementi architettonici, iscrizioni marmoree, oggetti metallici e frammenti di intonaco dipinto.

Di particolare interesse un anello in bronzo con iscrizioni incise e decorazioni pittoriche riconducibili al secondo e terzo stile pompeiano.

Segno di un edificio riccamente decorato già in età imperiale.

Sono stati inoltre rinvenuti bolli laterizi con nomi di produttori attivi tra età repubblicana e imperiale.

Oltre a lastre decorative in terracotta con scene mitologiche legate ad Eracle e Apollo.

Una storia che attraversa i secoli

Gli strati più recenti raccontano una frequentazione prolungata del sito.

Materiali databili tra V e VI secolo d.C., come ceramiche e anfore, indicano attività ancora vive in epoca tarda e suggeriscono un possibile riutilizzo del santuario durante le Guerre greco-gotiche.

La basilica, con una superficie superiore agli 800 metri quadrati e una facciata monumentale a nove ingressi, rappresenta uno degli spazi più significativi dell’intero complesso.

Il nuovo ritrovamento restituisce così un tassello fondamentale per comprendere la funzione pubblica e simbolica del santuario, aprendo la strada a ulteriori ricerche nei prossimi mesi.

Informazioni

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)


Scopri di più da The Parallel Vision

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da The Parallel Vision

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere