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A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio fantastico nel profondo

Ci sono film che ti restano addosso per le emozioni che evocano. "A Big Bold Beautiful Journey" fa parte di questa categoria

A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio fantastico nel profondo

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Ci sono film che ti conquistano con la trama e film che ti restano addosso per le emozioni che evocano. “A Big Bold Beautiful Journey” appartiene alla seconda categoria.

Un racconto di crescita e riconciliazione che attraversa, con la delicatezza di una carezza e la forza di una ferita, tutto ciò che ci rende umani.

Paura, colpa, perdono, memoria e accettazione diventano le tappe di un viaggio che è al tempo stesso intimo e universale.

“A Big Bold Beautiful Journey”: un film che non si accontenta di mostrare

Ho visto il film in lingua originale, in una sala quasi vuota.

Un peccato, perché queste sono le occasioni che aiutano ad affinare l’orecchio e a riscoprire la bellezza delle parole così come sono state scritte, senza filtri o doppiaggi.

Credo infatti che il peso emotivo di una battuta doppiata non sia mai lo stesso: la voce originale custodisce sfumature, esitazioni e fragilità che nessuna traduzione può restituire del tutto.

E i dialoghi di “A Big Bold Beautiful Journey” meritano di essere ascoltati nella loro versione originale: surreali e a tratti disorientanti, spesso intrisi di un realismo emotivo che lascia spiazzati.

La regia è elegante, precisa, quasi pittorica.

Le inquadrature sono studiate con una cura che sfiora la poesia visiva: ogni scena sembra un piccolo quadro, ogni movimento di macchina serve a raccontare qualcosa che va oltre le parole.

È un film che non si accontenta di mostrare. Vuole far sentire.

Le cose destinate ad accadere

In più di un momento mi è tornato in mente “Big Fish“, il capolavoro di Tim Burton.

Non tanto per le atmosfere oniriche o visionarie, che per quanto presenti difficilmente possono essere considerate all’altezza.

Ma per la capacità di fondere malinconia e stupore, introspezione e realtà.

Anche “A Big Bold Beautiful Journey” racconta di come i ricordi e i rimpianti si intreccino fino a confondersi.

E di come ogni vita sia, in fondo, un mosaico di piccole storie che impariamo ad accettare solo col tempo.

C’è qualcosa di ineluttabile in questo film. La sensazione che, per quanto si provi ad evitarle, certe cose siano destinate ad accadere.

Non si tratta di rassegnazione, ma di consapevolezza.

La vita segue il suo corso e noi possiamo solo scegliere come reagire.

Il destino qui non è una condanna, ma un compagno di viaggio con cui, prima o poi, dobbiamo fare pace.

Uno dei temi principali del film: la paura

Uno dei temi centrali è la paura. Paura di aprirsi, di ferirsi, di ferire gli altri. Paura di perdere e di perdersi.

È una paura che diventa quasi tangibile e che finisce per condizionare ogni gesto, ogni scelta.

Il film ci ricorda quanto sia facile chiudersi, inaridirsi, diventare la versione più prudente di se stessi solo per non rischiare di soffrire ancora.

Eppure, proprio lì, nel dolore che tentiamo di evitare, si nasconde spesso la chiave per ritrovare la propria umanità.

Crescere significa imparare a fare pace con i propri errori. Accettare che non saremo mai perfetti, e che alcune ferite ci metteranno anni a guarire. O forse non guariranno mai.

Ci ricorda che si può camminare insieme, ma che alcuni mostri vanno per forza affrontati da soli.

L’accettazione e il perdono

Ma questo significa anche concedersi la possibilità di cambiare, di perdonare e, forse, di perdonarsi.

L’accettazione e il perdono non arrivano all’improvviso: sono processi lenti, che richiedono tempo e gentilezza verso se stessi.

Il viaggio dei protagonisti – fisico, temporale ed emotivo – diventa così il simbolo del percorso che ognuno di noi, prima o poi, deve intraprendere per guarire.

Un viaggio attraverso le relazioni che ci hanno formato e, per forza di cose, attraverso passato, presente e futuro.

Ogni incontro, ogni dialogo, ogni silenzio è un passo verso la riconciliazione con ciò che si è stati e con ciò che non si potrà mai cambiare.

Fra le molte frasi che restano impresse, una in particolare racchiude l’essenza del film:

You can make yourself crazy trying to be happy

La ricerca della felicità può finire per farti impazzire“. È una di quelle frasi che sembrano semplici, ma restano dentro.

Ci costringono a riflettere su quanto spesso rincorriamo la felicità come se fosse un obiettivo da raggiungere.

Quando in realtà è un equilibrio fragile che si costruisce solo accettando la vulnerabilità ed imparando ad essere contenti di quello che si ha e che si è.

La forza della sincerità in “A Big Bold Beautiful Journey”

Ed è proprio qui che “A Big Bold Beautiful Journey” trova la sua forza: nella sincerità.

Non cerca di essere perfetto, né di offrire risposte facili.

Ci accompagna in un viaggio complesso e bellissimo dentro la paura, l’amore e la memoria, ricordandoci che la pace interiore non nasce dal controllo, ma dal lasciarsi andare.

Alla fine del film, resta la sensazione di aver attraversato qualcosa di profondamente umano.

Una storia che parla del dolore del crescere, anche da adulti, e della necessità di guardare in faccia i propri mostri per scoprire che non sono poi così terribili. Sono semplicemente umani.

Un film che non consola, ma abbraccia.

E che, con la delicatezza del suo titolo, ci invita a fare lo stesso: a vivere un grande, audace e bellissimo viaggio dentro di noi.

Scheda del film

  • A Big Bold Beautiful Journey
  • Regia: Kogonada
  • Scritto da: Seth Reiss
  • Prodotto da: Bradley Thomas, Ryan Friedkin, Youree Henley, Seth Reiss
  • Con: Margot Robbie, Colin Farrell, Kevin Kline, Phoebe Waller-Bridge

The Parallel Vision ⚭ _ Valentina Buffetti)


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