La magia della clownterapia nel cortometraggio “Noi e Nina”

“Noi e Nina” è un piccolo film dedicato alla clownterapia.
Scritto da Simona Sparaco, il corto è stato presentato in anteprima durante la XIX Festa del Cinema di Roma.
A introdurre la storia sono le parole di Mattia, un bambino dai grandi occhi blu.
È lui a raccontare come la sua mamma entri in punta di piedi nei reparti ospedalieri per far ridere i piccoli pazienti.
Equipaggiata da una valigia piena di strumenti magici, musicali, burattini e oggetti buffi.
Ma oltre alla narrazione il corto dà voce a chi nella vita di tutti i giorni offre una “medicina” speciale: il sorriso.
La clownterapia e le testimonianze di “Noi e Nina”
Sono gli artisti della associazione Magicaburla ets che scelgono di lavorare in contesti dove questo tipo di intrattenimento può alleviare le sofferenze.
“In tutte queste foto avevo il naso rosso che mi hanno regalato i clowndottori, giocavo con quel naso rosso e addirittura lo mettevo al mio gatto”.
Questo racconta Nina, una delle voci che dà il titolo al cortometraggio.
Oggi la ragazza ha 25 anni, vive a Roma ed è una studentessa di biologia informatica.
Chi indossa il camice colorato, il naso da pagliaccio e in ospedale si fa chiamare dottoressa Milù è Daria Vitelli, clowndottore per Magicaburla.
“Siamo le uniche figure che possono essere rifiutate, anche se non veniamo rifiutate quasi mai” spiega Daria.
“I bambini ricoverati sono magici ed è quella magia che fa in modo che possano guarire un po’ prima”.
La clownterapia si basa su prestazioni da parte dell’operatore, adeguatamente formato, che promuovono:
- il gioco
- la spontaneità
- l’umorismo
- la creatività
Generando così un’atmosfera spensierata che rilassa il bambino sia a livello fisico sia mentale.
La clownterapia supportata dagli studi scientifici
I principali metodi non farmacologici di approccio che tentano di abbassare il livello di ansia del bambino sono:
- la presenza dei clowndottori nell’immediato pre-operatorio fino all’induzione dell’anestesia
- l’uso di giochi
- i momenti di intrattenimento
Sono numerosi gli studi scientifici che osservano l’efficacia della clownterapia.
I risultati mostrano come la terapia del sorriso possa contribuire a ridurre anche il consumo di analgesici e sedativi.
Oltre a diminuire il disagio e la sofferenza emotiva dei bambini.
Si stima che il 40-83,3% della popolazione pediatrica presenti elevati livelli di ansia prima dell’induzione dell’anestesia.
Se non gestita adeguatamente, proprio l’ansia può portare a un aumento dell’uso di farmaci anestetici prima e durante l’intervento.
Il che si associa a un aumento delle complicanze postoperatorie come:
- nausea
- vomito
- affaticamento
- tachicardia
- problemi respiratori
“Negli ultimi 20 anni la clownterapia è diventata una presenza costante” spiega Cristiana De Maio, presidente di Magicaburla Ets.
“Grazie anche all’impegno di chi, come noi, ogni giorno garantisce professionalità, presenza e sostegno“.
Non solo ai bambini, ma anche “ai genitori e a tutto lo staff medico e infermieristico“.
“Auspichiamo che il servizio di clownterapia possa essere sostenuto dalle istituzioni pubbliche e da istituti privati”.
“Noi e Nina”: il link al cortometraggio
Scheda del corto
- Titolo “Noi e Nina”
- Idea Evelina Manna
- Soggetto Simona Sparaco
- Regia Sacha Ippoliti e Evelina Manna
- Prodotto da Moodyproduction in collaborazione con Magicaburla ETS di Roma
- Con il sostegno di Zaccanti Spa
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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