Arte Cultura

#Intervista: Morg Armeni, tra corpi nudi e piccole magie

#Intervista: Morg Armeni, l’arte che guarisce tra corpi e piccole magie

Demoni, sensualità e magia. Il lavoro onirico e surreale di Morg Armeni appartiene a un immaginario denso di figure sfumate, potenti e inquietanti che l’artista e tatuatrice genovese porta in giro per il mondo da quasi 20 anni.

Ciò che mi distingue è la ricerca della mia verità personale“: Morg non dimentica mai il punto d’origine della sua estetica, che dal 2005 a oggi l’ha resa una delle figure creative italiane più apprezzate a livello internazionale.

Oggi Morg mi ha raccontato tante cose sulla sua storia, artistica e personale. Lasciando intatto quel tocco sognante e un po’ malinconico che le scorre sottopelle.

ragazza-primo-piano-piercing-lentiggini-anello
Morg Armeni (foto: Instagram)

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Morg? 

Certo Paolo, con piacere. Per quanto io mi ricordi posso dire che tutto abbia avuto inizio poco dopo il mio arrivo sulla Terra da quando ho iniziato a pensare.

Così ho desiderato di creare il mio mondo personale. Ciò comprendeva la creazione di bellezza accessoria e di figure che ben rappresentassero quello che assorbivo dal mondo esterno… 

Ho sempre avuto l’impressione che le persone intorno a me non percepissero la realtà nello stesso modo in cui io la percepivo, cosa che mi ha sempre fatto sentire un’aliena e mi ha sempre spinto a rendere in immagine ciò che io sentivo. 

Se poi la domanda si riferisce a quando realmente ho iniziato a produrre qualcosa che si può considerare artistico, allora direi alle scuole medie.

La mia prima mostra collettiva importante però è stata nel 2005 alla Mondo Bizzarro Gallery a Roma. Si chiamava “Apocalypse paintings“.

Parlami della tua arte: cosa ti piace proporre, soprattutto?

Ti rispondo parlando di cosa mi piace proporre negli ultimi anni dopo aver compreso meglio una parte della mia funzione.

Mi piace proporre una visione rielaborata dalla mia anima, di ciò che il mondo esterno lascia in me come una cicatrice.

Di solito parto da emozioni umane, che tutti proviamo, che non sono particolarmente piacevoli.

Cerco di fare luce su aspetti oscuri dell’umanità. E se un tempo amavo crogiolarmi in quel dolore soffocante come a gridare aiuto, ora so che una raffigurazione del genere sarebbe incompleta e alquanto pericolosa per l’immaginario collettivo.

Ogni parola crea, ogni sensazione crea.

Non posso negare ciò che arriva, ma mi impegno a trovare l’antidoto e il mezzo per trasmutare questo dolore in guarigione.

Questo è quello che faccio o cerco di fare.

A livello estetico la mia dialettica pittorica si articola tra corpi nudi specialmente femminili contaminati da botanica o particolari anatomici interni e piccole magie.

Secondo te cosa distingue il tuo modo di esprimerti da quello di altri tuoi colleghi?

La risposta semplice a questa domanda, che non mi compromette e non emette un giudizio, credo che sia: ciò che mi distingue è la ricerca della mia verità personale, anche su tela.

Essendo noi esseri unici, essendo io unica, immagino che questa sia la differenza tra me e gli altri haha.

Al momento di cosa ti stai occupando?

Sono in una fase piuttosto lunga di elaborazione dati nella quale la mia arte si sta fondendo alla mia vita completamente.

E sto assorbendo così tante emozioni da avere una voglia matta di esprimerle attraverso la materia.

Ma il sovraccarico e il cambiamento universale velocissimo che ci sta attraversando fa sì che io debba prima di tutto ascoltare il mio corpo, integrare emozioni, vibrazioni e ricentrare tutto (un grande lavoro.. non solo per me, lo so).

Ho iniziato a dipingere nuovi quadri in questo periodo ma la mia necessità di esprimermi in questi casi è così veloce che il modo in cui dipingo ultimamente non riesce a supportare i miei cambi di coscienza. 

Posso dire che la meditazione e la contemplazione della natura sono parte fondamentale della mia giornata e mi aiuteranno a dar forma alle mie nuove produzioni.

Di solito quando dipingo meno mi dedico di più allo studio di flash per tatuaggi, così sfogo la mia voglia di creare ed esprimo semplici concetti da tatuare. 

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche? 

I primi quadri li ho venduti da ragazzina e la prima mostra degna di nota è del 2005.

Dipingo però da autodidatta un po’ da sempre… Mentre il tatuaggio è arrivato come passione folgorante sempre da ragazzina ma comunque dopo la pittura.

In questo momento storico sono, come ti dicevo prima, in un cambiamento fortissimo che mi impone quasi di fermarmi.

Faccio anche fatica a descriverti in che modo sono cambiata…

Posso dire che nei miei primi 10 anni di pittura volevo che i miei quadri rimanessero segreti.

In effetti era soprattutto un vomitare la mia sofferenza più che comunicare qualcosa che stimolasse l’evoluzione.

Adesso, anche se non so se le gallerie d’arte sono la giusta via, so che la mia intenzione profonda è che i miei quadri vengano visti da più persone possibili.

Hai un pubblico-tipo?

Non saprei.

Credo le persone con un cuore grande, ha ha ha ha ha ha ha!

Loro di solito colgono il senso di ciò che dipingo o creo e ne escono con le lacrime agli occhi.

Ma spesso e volentieri il pubblico metal-stoner rock (che sono 2 generi musicali con i quali sono cresciuta) apprezza particolarmente I miei soggetti.

C’è una cosa che un’artista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Per come me la vivo io, ciò che non dovrei mai fare è creare per compiacere gli altri.

ragazza-piercing-lentiggini-anello-tatuaggio

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

Di sicuro moltissimo, ma non mi riferisco al virus piuttosto alla gestione, soprattutto italiana.

Anche se ringrazio di non essere né in Canada né in Australia.

La mazzata a livello di lavoro è arrivata più che altro sul tatuaggio. Infatti grazie alla pittura e ai miei followers di Instagram sono riuscita a pagare affitto e bollette in questi 2 anni.

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Non posso mi dispiace, in quanto è tutto in creazione e come ti dicevo non ho ancora idee chiare.

Di sicuro ho intenzione di evolvere e vorrei che la mia arte facesse parte del processo.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

Quando hanno capitozzato il mio albero ferendolo gravemente mi sono fatta conservare 5 fettine dei sui rami e le ho fatte asciugare per 2 anni al fresco.

Dopodiché ho dipinto i pezzi di me, credo che sia stato un vero atto di guarigione.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Morg Armeni con un’immagine e con 3 parole?

L’immagine potrebbe essere: un demone e una ragazza bellissima intrecciati sensualmente dai quali scaturiscono boccioli e rampicanti che salgono verso il cielo e si creano mondi.

Le 3 parole potrebbero essere “arte che guarisce”.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)
(Foto: © Instagram – Morg Armeni)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: