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#Libri: Neil Gaiman, “The Sandman”

#Libri, recensione: Neil Gaiman, “The Sandman”

Il mondo dei sogni. Un luogo generalmente associato all’incanto, dove perdersi o rifugiarsi, dove essere liberi di creare la propria realtà, dove trovare il proprio posto nel mondo.

Un bel posto, insomma. Non esattamente così per Neil Gaiman

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Una delle migliori graphic novel di tutti i tempi

Autore di svariati romanzi e storie brevi, Gaiman si è presentato al grande pubblico verso la fine degli anni ’80 con “The Sandman“, serie a fumetti che in pochissimo tempo si è affermata come una vera e propria opera letteraria.

Tra le migliori graphic novel di tutti i tempi, il lavoro di Gaiman è un raro esempio di commistioni di generi tra i più svariati.

Mitologia, esoterismo, folklore, psicologia, religione, immaginazione, follia: tutto questo è “The Sandman“. 

Riprendendo dal folklore nordico il personaggio che porta sogni cospargendo di sabbia gli occhi delle persone, Gaiman propone un Morfeo che vive in un regno interamente creato dalla mente umana. E in quanto tale, spietatamente reale.

Perdersi tra le 1000 dimensioni di questo fumetto significa iniziare a provare quella moltitudine di sensazioni di quando si decide di nuotare fra le acque torbide della mente, dell’inconscio individuale e collettivo. 

Tra sonno e veglia

Steve Erikson nell’introduzione al volume 3 dell’edizione Vertigo, descrive Gaiman come colui che vive costantemente su quella linea sottilissima che divide sonno e veglia, quel posto che la maggioranza delle persone attraversa solo un paio di volte al giorno.

The Sandman” è proprio questo. Una porta verso una dimensione solo apparentemente onirica, in cui le storie raccontate riflettono la fragilità delle vite rotte di coloro che vivono da questa parte del reame dei sogni. 

Ti dici che è solo un sogno. Non è un sogno, ti rispondono” 

The Sandman” Vol 3

Un personaggio che attraversa tutti questi sogni e vite è Morfeo, il sovrano del regno.

Rappresentato come un uomo altissimo, avvolto in un mantello nero, con una capigliatura gothic-punk e con 2 stelle luminose al posto degli occhi.

È lui, insieme agli altri membri della sua famiglia, gli “Endless“, o coloro che non hanno una fine, a essere il protagonista della serie.

“Coloro che non hanno una fine”

Per Gaiman gli dei sono creati dalla mente umana e in quanto tali sono perituri, come i loro creatori.

Al di là delle figure mitologiche o religiose che l’umanità ha da sempre creato per rispondere alle proprie preghiere e per trovare una direzione, ci sono “coloro che non hanno una fine“.

Rappresentazioni di archetipi o di paure ancestrali, coloro che non finiranno mai sono Destino, Desiderio, Delirio (un tempo Piacere), Disperazione, Distruzione e Morte.

Sono loro, insieme a Sogno/Morfeo, che sembrano  torturare, sollevare o giocare con le vite degli esseri umani.

È per colpa loro che spesso le persone si sentono pupazzi in balìa di elementi più grandi, crudeli, estranei alla morale collettiva.

Destino si aggira tuttavia in un giardino composto da sentieri che neanche lui conosce e che appaiono sul libro che sempre lo accompagna nel momento in cui le persone prendono le loro decisioni.

I mondi di cui è fatto il reame dei sogni sono creati e distrutti ogni notte.

I desideri, la disperazione, i deliri, sono mostri creati dalla mente. Anche la tendenza alla distruzione proviene da una volontà precisa.

Al di fuori rimane solo Morte. E di lei nessuno, neanche Gaiman, si azzarda a stilare un profilo. 

Come i suoi fratelli e sorelle anche Morte, sorella maggiore di Sogno, viene ritratta con un tratto nero, oscuro, veloce, dalle tonalità punk.

Che dà forma alla sua figura come a quelle delle storie che Gaiman racconta con maestria alternando mistero, filastrocche, magia, religione e una fantasia assolutamente unica e che si muove al confine tra horror e psicologia.

Gaiman e Morfeo

Difficile non trovare una somiglianza tra Gaiman e Morfeo. Entrambi sono “creatori di forme”, di sogni e di incubi e che presto è facile capire come non siano altro che i nostri. 

Le persone pensano che i sogni non siano reali perché non sono fatti di materia, di particelle. I sogni sono reali. Ma sono fatti di punti di vista, di immagini, di ricordi, di filastrocche e di speranze infrante” 

Harlam Ellison, nell’introduzione al volume 4 della serie della Vertigo Comics, dice  che “probabilmente, l’unico sconcertante aspetto dell’eccellenza è quello di rendere la prospettiva di vivere in un mondo di mediocrità l’equivalente di un vero e proprio inferno”.

La serie TV di Sandman è in fase di produzione e uscirà a breve.

Prima che arrivi sugli schermi, assicuratevi di fare un giro nell’assoluta eccellenza, in un mondo fatto di sogni spietatamente reali. 

L’amore non fa parte del mondo dei sogni. L’amore appartiene al desiderio, e il desiderio è sempre crudele”.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Stefania Perna)

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