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Klimt, a ottobre l’attesissima mostra a Palazzo Braschi

Klimt, a ottobre l’attesissima mostra allestita a Roma a Palazzo Braschi

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi si prepara a ospitare una mostra sublime dedicata a Gustav Klimt, l’incredibile maestro austriaco che sarà protagonista di un evento con oltre 200 opere provenienti dal Museo Belvedere di Vienna e della Klimt Foundation.

La mostra sarà aperta al pubblico a partire da martedì 26 ottobre.

Gustav Klimt

Il genio di Klimt è riconosciuto in tutto il mondo.

Il suo tocco, la sua peculiarità visiva e materica sono universalmente riconosciute, acclamate e apprezzate fin dai tempi della famosa Secessione Viennese, progetto da lui fondato assieme ad altri 19 artisti nel 1897 con l’obiettivo di spezzare i rigidi canoni accademici dell’epoca.

Klimt fu l’autore del famoso “Fregio di Beethoven“, creato in occasione della 14esima mostra secessionista viennese del 1902.

Il Fregio resta una delle più celebri testimonianze del genio provocatore di Klimt, che poco tempo dopo scoprì la potenza e la bellezza dei mosaici bizantini, rimanendone folgorato.

Gli anni dell’oro di Bisanzio

Fu infatti dopo 2 sue visite a Ravenna nel 1903 che Klimt si “convertì” all’oro musivo, cogliendo in esso l’opportunità di raccontare la realtà in un modo del tutto nuovo, forte anche delle influenze che su di lui ebbero i Laboratori Viennesi.

In questi anni il pittore diede alla luce alcuni dei suoi quadri oggi più celebri e acclamati come “Giuditta I” (1901), il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I” (1907) e “Il bacio” (1907-08).

Inizia quindi il cosiddetto “periodo aureo” di Klimt, al quale appartengono anche altre opere famosissime come “Le tre età della donna” (1905), la “Danae” (1907-1908) e “L’albero della vita” (1905-1909).

L’età dell’oro si conclude nel 1909 con la realizzazione di “Giuditta II“, dopo di che Klimt inizierà ad assorbire le influenze impressioniste ed espressioniste che si riscontreranno nei paesaggi dipinti in quel periodo.

La malattia e la morte

La produzione artistica di Klimt finisce nel 1918 dopo essere stato vittima di un ictus e di una polmonite, contratta a causa della pandemia di influenza spagnola.

L’artista muore il 6 febbraio dello stesso anno e viene sepolto nel cimitero di Hietzing a Vienna, lasciando incompiuti molti suoi dipinti.

A un anno dalle celebrazioni per i 160 anni dalla sua nascita, Roma dedica dunque a Klimt una mostra sontuosa offrendo al pubblico della Capitale un fantastico viaggio tra i capolavori del pittore di Baumgarten.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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