Cultura

Io Sono Cultura 2021, il rapporto: Milano in testa, poi Roma

Io Sono Cultura 2021, il rapporto: Milano al primo posto, poi Roma

Il sistema produttivo culturale e creativo italiano del 2020 vale 84,6 miliardi di euro, ovvero il 5,7% del valore aggiunto italiano.

È quanto emerge dall’11esimo rapporto “Io sono cultura“, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, insieme a Regione Marche e Credito Sportivo.

Nonostante il forte impatto della crisi, alcuni comparti creativi e culturali italiani hanno mostrato segnali di tenuta generale, come ad esempio le attività di videogiochi e software che hanno aumentato la ricchezza prodotta del 4,2%.

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culturale

Milano Capitale della cultura, Roma al secondo posto

La grande area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,7 e il 9,8%.

Roma è seconda per valore aggiunto (8,7%) e quarta per occupazione (7,8%) mentre Torino si colloca terza in entrambe le classifiche (rispettivamente 8,4 e 7,9%).

Seguono, per valore aggiunto Arezzo (7,6%), Trieste (7,1%), Firenze (6,7%), Bologna (6,2%) e Padova (6,1%).

Regioni: Lombardia prima seguita dal Lazio

La Lombardia è la prima Regione per spesa turistica attivata dalla domanda di cultura (3,9 miliardi di euro) e quinta per incidenza della stessa sul totale della spesa culturale (47,6%, quasi 10 punti in più della media nazionale).

Il valore aggiunto prodotto dalla Lombardia è di 22.681,00 milioni di euro, ovvero il 26,8% del totale italiano. La flessione rispetto al 2019 è di -7,5%.

Segue la Regione Lazio con 13.105,4 milioni di euro (15,5% del totale), -7,8% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda i dati sull’occupazione, anche qui Lombardia prima e Lazio seconda con una percentuale di 23,5 su base nazionale (-3,7% rispetto al 2019) per la Regione del nord e di 13,1% (-3,8%) per quella del Centro Italia.

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I comparti culturali che “tirano”: videogiochi ed editoria

Nonostante l’impatto della crisi, alcuni comparti culturali e creativi hanno comunque mostrato segnali di tenuta generale.

In particolare, le attività di videogiochi e software, pur registrando una leggera riduzione degli occupati (-0,9%), hanno aumentato la ricchezza prodotta del +4,2%, anche per via della spinta al digitale e all’home entertainment che i vari lockdown succedutesi hanno prodotto.

Bene anche il settore di Editoria&Stampa che registra 10.013,8 milioni di euro di valore aggiunto prodotto (0,7% sul totale dell’economia nazionale).

CompartoValori
assoluti (milioni di euro
Architettura e design6.774,5
Comunicazione4.508,4
Audiovisivo e musica5.269,6
Videogiochi e software13.640,9
Editoria e stampa10.013,8
Performing arts e arti visive3.978,9
Patrimonio storico e artistico2.481,7

I settori in crisi: patrimonio storico e performing arts

Al contrario, una crisi generalizzata sembra aver interessato le attività di valorizzazione del patrimonio storico e artistico e le performing arts, come noto duramente colpite dalle misure restrittive e di contenimento.

Il comparto del Patrimonio storico e artistico ha registrato una contrazione del -19,0% relativamente alla ricchezza prodotta e del -11,2% in termini occupazionali.

Peggio ancora per le performing arts, rispettivamente scese del -26,3% e del -11,9%.

Complessivamente il Sistema Produttivo Culturale e Creativo evidenzia un moltiplicatore per il 2020 pari a 1,8.

L’intera filiera culturale costituita ha quindi un valore aggiunto di 239,8 miliardi di euro (84,6 mld + 155,2 mld).

L’eterno divario tra Nord e Sud del Paese

Sia in termini di valore aggiunto sia di occupazione emerge una chiara differenziazione tra il Nord Italia e il Mezzogiorno, con quest’ultimo capace di assorbire appena il 15,5% del valore aggiunto nazionale della filiera e il 19,5% relativamente all’occupazione.

Il differenziale tra le 2 aree del Paese, peraltro, appare ulteriormente peggiorato alla luce dei risultati del 2020, stante un quadro congiunturale ancor più aggravato dai riflessi pandemici.

Sia il valore aggiunto (-8,4%) sia l’occupazione (-3,8%) della filiera, infatti, hanno registrato una dinamica peggiore di quella media nazionale, a riprova dell’importanza di intervenire a sostegno delle aree più svantaggiate del Paese anche e soprattutto in relazione alle attività produttive culturali e creative.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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