Cultura food

Spreco alimentare, la sfida quotidiana è la prevenzione

Spreco alimentare, De Vito: “La sfida quotidiana è la prevenzione”

La prevenzione dello spreco alimentare è una sfida che ognuno quotidianamente è chiamato ad affrontare perché le nuove generazioni possano crescere coltivando una concreta sensibilità nei confronti di una vita sostenibile”.

È quando dichiara in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, in occasione dell’VIII Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare dello scorso 5 febbraio.

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“Salvate 9 tonnellate di alimenti”

Il Centro Agroalimentare di Roma, in tema di recupero di cibi freschi relativi all’anno 2020, ci consegna un dato importante: ben 9 tonnellate di alimenti sono stati ‘salvati’ e distribuiti, grazie ai circuiti solidali romani, a quanti vivono condizioni di particolare difficoltà“.

È la fotografia di una realtà diversa da quella con la quale ci siamo confrontati fino a non molto tempo fa, che invita a riflettere non solo sul valore del cibo ma anche sul forte impatto negativo dello spreco sull’ambiente” ha proseguito il presidente.

Sono convinto che educazione, cultura e una corretta informazione siano gli strumenti che, più di altri, possano modificare i comportamenti errati in tema di cibo e mi auguro che la riduzione dello spreco alimentare conduca un numero sempre maggiore di persone nella direzione del rispetto dell’ambiente e di una conseguente migliore qualità della vita” ha concluso De Vito.

I dati: 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato

Lo spreco di cibo a livello domestico in Italia vale 4,9 euro a nucleo familiare, per un totale di circa 6,5 miliardi di euro complessivi e un costo nazionale di circa 10 miliardi di euro includendo gli sprechi di filiera produzione/distribuzione 2020, oltre 3,29 miliardi di euro (Rapporto Waste Watcher 2020, legato allo spreco percepito).

Il dato dello spreco “reale” era stato calcolato nel 2018 – 2019 misurando lo spreco nelle famiglie italiane con i test scientifici dei “Diari di famiglia” (Progetto Reduce dell’Università di Bologna /Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero), registrando 8,70 euro di spreco alimentare settimanale per ogni nucleo familiare.

In termini di peso i Diari avevano misurato uno spreco di circa 100 grammi al giorno pro capite, per un totale di ben 2 miliardi e 200 milioni di tonnellate di cibo buttato annualmente in Italia.

Cibo e salute

Cibo e salute sono il nuovo binomio strettamente “attenzionato” dagli italiani: una consapevolezza che diventa quasi plebiscito, perché quasi 7 italiani su 10 (il 66%) ritengono ci sia una connessione precisa fra spreco alimentare, salute dell’ambiente e dell’uomo: è sempre così per il 30% degli intervistati, lo è spesso per il 36% e solo talvolta per il 20%.

E al momento di acquistare il cibo l’attenzione agli aspetti caratterizzanti della salubrità del cibo e del suo valore per l’impatto sulla salute – così come agli elementi di sicurezza alimentare – incide in maniera determinante per 1 italiano su 3, il 36%.

Nelle scuole l’indagine REDUCE sulla refezione scolastica aveva calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente:  eppure 7 italiani su 10 (68%) danno un mandato proprio alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione e la prevenzione negli sprechi alimentari (dati Waste Watcher).

(Info: sprecozero.it)

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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