Arte Cultura

#Intervista: Alessia Babrow, “Le mie opere parlano per me”

#Intervista: Alessia Babrow, “Ho delegato il pensiero alle mie opere”

Ho voluto creare dei simboli contemporanei, ricordando a tutti noi ciò che è veramente importante nella vita“. Di Alessia Babrow vi avevo già parlato in occasione del progetto #EX_TRA, grazie al quale l’artista italo-sudafricana sta invadendo i ponteggi di Roma con le sue bellissime opere.

Oltre a “365” e “Shero“, però, Alessia è un vulcano in perenne attività e tornerà presto con nuovi, splendidi lavori inclusivi di arte pubblica: “lavoro su più opere e progetti contemporaneamente, faccio del mio meglio, seguo il flusso ed è la vita poi a indicarmi a cosa e a chi dare la precedenza“.

Qui a Parallel siamo estremamente felici che questa eccellente figura della vita culturale capitolina abbia accolto il nostro invito, ora, oggi.

Cercate i suoi lavori per la città tenendo sempre il naso all’insù, soprattutto in zona Passeggiata di Ripetta.

E intanto godetevi gli sprazzi della sua vita che ha raccontato a me, dall’asilo al 2021.

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Alessia Babrow

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Alessia?

​Penso sia nata con me, ho iniziato a studiare varie discipline sin dall’asilo.

Il leit motiv della mia vita è sicuramente​ l​egato all’espressione in ogni sua forma, le ho esplorate un po’ tutte prima di fare una scelta definitiva.

Oggi posso vedere tutto il mio percorso convergere in ciò che faccio.

Parlami della tua arte: cosa ti piace proporre, soprattutto?

​Ho così tanto dentro che per me è molto difficile poi verbalizzarlo. Ho scelto di esprimermi attraverso l’arte anche per questo. Ho pensato che le mie opere avrebbero parlato al mio posto. Ho delegato 🙂

Non so cosa mi piace, piuttosto è ciò che sento di proporre e ci sono molte variabili che entrano in gioco e influenzano le mie scelte del momento.

C’è senza dubbio un pezzo di me in ogni mia opera.

Cosa distingue il tuo modo di esprimerti da quello di altri tuoi colleghi?

​Non lo so, non mi paragono mai ai miei colleghi, ognuno esprime sé stesso e onestamente preferisco lasciare ad altri la risposta.

Ho tuttavia delle idee in merito, la cui validità potrà essere verificata solo nel tempo…. E ho ancora tanto da fare.

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Al momento di cosa ti stai occupando?

​Di tantissime cose, sono sempre al lavoro.

Anzi, a dirla tutta, non riesco a tenere il passo con tutto ciò che devo realizzare.

Lavoro su più opere e progetti contemporaneamente, faccio del mio meglio, seguo il flusso ed è la vita poi a indicarmi a cosa e a chi dare la precedenza.

Come procede il progetto #EX_TRA? Parlami delle tue opere che sono state utilizzate: “365” e “Shero”

Molto bene e ne sono molto felice.

Il progetto cresce e fare qualcosa che ancora non è mai stato fatto è sempre una scommessa.

Allo stesso tempo, penso sia proprio ciò che un artista dovrebbe fare: portare il nuovo.

Sono veramente molto grata e riconoscente al Gruppo Pouchain che ha creduto e continuerà a sostenere questa rivoluzione culturale. La curatrice Chiara Nicolini insieme al direttore, l’architetto Claudio Presta, sono già al lavoro selezionando i prossimi artisti e non solo, per i cantieri che verranno messi a disposizione di questa iniziativa.

Per quanto riguarda me, sia la prima che la seconda opera esposta si avvalgono di un’estetica pubblicitaria usata principalmente per veicolare gli esseri umani verso un consumo.

Usare quegli stessi spazi pubblicitari per parlare del cuore e poi dell’amore… Beh, non a prezzo!

Scherzi a parte, ho voluto creare dei simboli contemporanei, ricordando a tutti noi ciò che è veramente importante nella vita.

Penso spesso ad Alberto Sordi e Anna Longhi nel film “Vacanze Intelligenti” quando vanno a visitare la biennale. Che ridere!

Per quanto mi riguarda, quando si tratta di arte pubblica, la mia intenzione è sempre quella di raggiungere un pubblico più vasto, per quelle che sono le mie possibilità e capacità.

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche?

​Come dicevo prima, faccio arte da sempre, è che a un certo punto è diventato un vero e proprio lavoro.​ ​

Per molto tempo è stata solo la mia tana, poi si cresce e decidi di presentarti così al mondo.

Come tutte le professioni è necessario rinnovarsi costantemente.

Personalmente faccio molta fatica a vivere in quest’epoca digitale, ma sto cercando di adeguarmi, anche se molto lentamente…

Senza dubbio, posso dire che ogni mio cambiamento interno si riflette di conseguenza all’esterno, considerato che non c’è differenza tra chi sono e cosa faccio.

Hai un pubblico-tipo?

Sì. L’umanità ahahahaha 🙂

C’è una cosa che un artista non deve mai fare e un​’a​ltra invece che va sempre fatta?

​Penso che quando qualcuno fa qualcosa, che sia un’artista o meno, è perché in quel momento la persona pensa sia la cosa giusta da fare.

Ci sono molte cose che non condivido.

Mi limito a osservarle e vado dritta per la mia strada.

Anche perché sono proprio tutte quelle cose che secondo me non andrebbero fatte che mi aiutano a decidere chi voglio essere, quindi a strutturarmi e a definirmi.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

​Come tutti, alcuni lavori sono stati rimandati, mentre altre iniziative sono state create appositamente per il periodo.

Poi, per me sono stati mesi veramente paradossali. Sono stata molto occupata, anche perché hanno coinciso con una notizia dove tutta l’attenzione che ho sempre evitato mi si è riversata addosso, e non per mia scelta. Ero totalmente impreparata.

Avevo scelto a tavolino di non essere nota, ci tengo molto alla mia quotidianità e quindi al mio tempo.

Devo dire che lo stop da Covid mi ha permesso di metabolizzare gli eventi e di allinearmi a ciò che la vita ha scelto per me.

E detto tra noi, ancora lo sto facendo.

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

​Tante, ma per abitudine, prima faccio e poi parlo. Trovo sia dispersivo fare il contrario.

Anche perché la vita è in costante cambiamento e io con lei.

Mi piace rimanere libera di fare scelte diverse in qualsiasi momento.

Posso dire che prenderò parte all’inaugurazione della Route 313 nella Sabina a supporto dello scultore Andrea Gandini con un intervento sul territorio per la tutela e salvaguardia degli alberi.

Ecco questo si.

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

​Di ogni progetto in cui supero me stessa.

Ad oggi è “Blue Darling“, il mio nuovo manifesto.

72 dichiarazioni visive dove ci metto letteralmente la faccia e la mia storia personale.

Per me che mi sono sempre nascosta e non mi sono mai fatta conoscere da nessuno, beh, è stato veramente catartico.

Ho già presentato i primi 12 punti quest’estate e presto presenterò anche gli altri.

Mi descriveresti il lavoro artistico di Alessia Babrow con un’immagine e con 3 parole?

Un punto su un foglio.

Facciamo tutti parte di un disegno più grande.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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