Cultura fumetto

#Intervista: Cecilia Caporlingua e l’esserino con la corona

#Intervista: Cecilia Caporlingua e l’esserino che sta cambiando il mondo

La passione artistica già dirompente fin da bambina, una laurea in Economia, la vita spesa tra Roma, Londra e Firenze fino all’incontro con “l’esserino” che ha rappresentato un punto di svolta per la sua vita professionale.

Cecilia Caporlingua è l’autrice delle illustrazioni di un libro per ragazzi che ha avuto un enorme successo durante la prima ondata di Covid-19 perché spiegava ai bambini, in modo semplice e divertente, quello che stava succedendo con la pandemia diffusa in tutto il mondo.

L’esserino che indossava tutti i giorni la corona” è stato realizzato da Cecilia assieme a Susanna Ascarelli e oggi è un libro tradotto in oltre 10 lingue, apprezzato sia dalle mamme che dai bimbi stessi.

Una grande soddisfazione per questa giovane artista romana che mi ha raccontato com’è stato aver ascoltato quelle “dolci voci incuriosite” e aver realizzato una cosa “da grandi”.

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Cecilia Caporlingua (Foto: Virginia Cavedoni)

Mi racconti da dove nasce la storia artistica di Cecilia? 

La passione artistica c’è da sempre.

Sin da bambina disegnavo, coloravo e dipingevo di continuo.

Finita scuola qui a Roma sono andata a Londra a studiare pittura ma purtroppo, per un miscuglio di motivi, ho avuto un rigetto per tutto ciò che era creativo…

Ho mollato tutto e sono andata a Firenze dove ho fatto una triennale in Economia!

Finita la triennale e tornata a Roma l’inevitabile bisogno che ho di creare è tornato più forte di prima!

Parlami della tua arte: cosa ti piace proporre, soprattutto?

La mia espressione artistica più pura e che sento più mia è la pittura.

Sto ancora imparando a conoscere i miei lavori, quindi ad oggi non saprei definire uno stile o delle tematiche stabili.

L’illustrazione è venuta in un secondo momento.

La curiosità di esplorare questo mondo mi si è palesata l’estate scorsa, durante un bellissimo viaggio in camper per l’Islanda!

Era un periodo di blocco creativo con la pittura e l’idea di esplorare un nuovo mondo, più strutturato, mi incuriosiva.

Specialmente quello dell’illustrazione per bambini in quanto mi sembrava lo sfocio perfetto per la mia immaginazione spesso infantile e forse un po’ strana!

Secondo te cosa distingue il tuo modo di esprimerti da quello di altri tuoi colleghi?

Hmm… Questa domanda non mi piace, non so rispondere.

La verità è che cerco di essere più distaccata possibile da questo, da parallelismi e paragoni, anche perché un po’ mi demoralizza mettermi a confronto, mi fa sentire tanto piccola!

Penso che quando un’espressione artistica nasce da un luogo puro, ognuno diventa unico a modo suo.

E io cerco di mantenere la mia casetta pura 🙂

Raccontami dell’esperienza Covid. Hai creato le illustrazioni per una bellissima storia per bambini che ha avuto un ottimo riscontro: “L’esserino che indossava tutti i giorni la corona” (Gallucci Editore)

Un po’ mi fa strano dirlo ma per me per fortuna (da creativa) l’esperienza Covid è stata molto bella.

Zero distrazioni… La mia più grande debolezza… E quindi solo arte.

Ho scoperto che il mondo delle illustrazioni mi dà tanta forza e in più sostiene e rinforza anche la mia pittura. 

L’esserino che indossava tutti i giorni la corona“, che ora si può scaricare gratuitamente tramite il sito di Gallucci Editore, è nato per caso. Tante belle coincidenze che hanno fatto sì che questo bellissimo progetto prendesse vita.

Un giorno una chiamata inaspettata da un’amica, Lior Misano, che mi dice di aver sognato di fare un libro insieme.

Pochi giorni dopo mi richiama e mi introduce Susanna Ascarelli, una psicologa che lavora anche con il bambini.

Susanna aveva scritto una storia per spiegare cosa stava accadendo ai più piccoli. Lior ha subito fatto 2+2 e così da questo intreccio è nato “L’esserino che indossava tutti i giorni la corona“!

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Hai avuto feedback anche da qualche bimbo? Cosa ti hanno detto?

Lior e Susanna sono state stupende, grazie all’unione del nostro network siamo riuscite a tradurre la fiaba in oltre 10 lingue (tutte scaricabili gratuitamente sul mio sito).

Il libro ha girato tantissimo e sì, è stato stupendo ricevere il feedback dei bimbi. Tante mamme ci hanno mandato note vocali dei loro piccoli che commentano la fiaba!

È stata la più grande soddisfazione sentire quelle dolci voci incuriosite e finalmente più consapevoli di ciò che stava accadendo.

È stato bello renderli partecipi di questa cosa “da grandi”.

Temi un’altra ondata di contagi? Come stai vivendo questi giorni?

Sì, purtroppo la temo un’altra ondata. Giudicando dall’andazzo…

Questi giorni… Ni… Così strani, incerti.

L’invisibile destabilizza molto.

Al momento di cosa ti stai occupando?

Mi sto preparando per l’inverno! Sto facendo tante grafiche e sono alla ricerca di uno studio lontano dalla città! 

Intanto Susanna e io stiamo lavorando su un altro libro per bambini… Stay tuned!!

Da quanti anni fai questo lavoro? E da allora com’è cambiato il tuo modo di intraprendere iniziative artistiche? 

La pittrice full time da poco. 3 anni forse.

Dopo la triennale a Firenze, una volta tornata a Roma, ho aperto uno spazio espositivo, di sperimentazione e promozione di giovani artisti emergenti: CultRise a Via Baccina.

Meno di 3 anni fa abbiamo chiuso lo spazio fisico e ho deciso di dedicarmi a me, anche io “giovane artista emergente”.

L’illustrazione invece, come accennavo prima è molto recente… Poco più di un’anno.

Adesso ho quasi terminato un master per il quale ho vinto una borsa di studio a Falmouth University, appunto, in illustrazione.

La mia pratica si sta formalizzando molto e il cambiamento più importante che sto notando è che ho meno paura di esprimermi.

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Hai un pubblico-tipo?

Ad oggi ancora no, mi sono sempre auto-definita una “nonna-bambina” quindi spazio attraverso tutte le età! 

C’è una cosa che un artista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Non so parlare così in assoluti, anche perché la via dell’artista è un lungo percorso iniziatico, diverso per tutti.

L’unica cosa da fare è avere fede, dedizione e tanto coraggio.

Da non fare forse direi distrarsi dall’obiettivo e non avere fretta! tutte missioni difficilissime!

Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Vedi risposta a domanda 7! 🙂

Dimmi un progetto artistico di cui vai particolarmente fiera

Aah non saprei, probabilmente la fiaba sul Coronavirus. “L’esserino che indossava tutti i giorni la corona” mi ha fatto sentire utile e conoscere meglio Lior e Susanna è sicuramente una cosa di cui vado molto fiera…!

Mi descriveresti il lavoro artistico di Cecilia Caporlingua con un’immagine e con 3 parole? 

Morbido, aperto, casa.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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