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Meno baci, più paura “psichica”: ecco i dati Covid sul sesso

Meno baci, più paura “psichica”: i dati Covid sul sesso della FISS

Il Covid-19 ha cambiato in parte le abitudini in coppia. C’era da aspettarselo che i giorni di isolamento e in seguito il timore del contagio interferissero sulla sfera più intima.

Nel sondaggio che annualmente la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS) svolge in occasione della Settimana del Benessere Sessuale, tenutasi dal 5 al 10 ottobre, sono stati indagati i comportamenti e le tendenze in relazione alla pandemia.

Il questionario condotto in modalità online ha sondato il contesto culturale ed economico, gli aspetti sociologici e relazionali, con particolare interesse verso il grado di isolamento dell’individuo e l’impatto psicologico, e infine i risvolti sessuologici della quarantena. 

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Photo by Adam Kontor on Pexels.com

Paure

Nonostante il timore di contrarre l’infezione sia alto, i partecipanti giudicano molto basso il proprio grado di osservanza alle regole di restrizione.

La pandemia in generale ha sicuramente minato il senso di sicurezza: un livello di preoccupazione maggiore viene riscontrato per la famiglia, il partner e la società in generale mentre di gran lunga inferiore quello per sé.

Quanto all’impatto del Covid, per il campione è la salute psichica ad essere più a rischio rispetto a quella fisica. 

Contatto e comunicazione

La paura del virus ha influenzato il più classico dei gesti d’amore: il bacio. 

In base alle risposte dei partecipanti, si registra una diminuzione dei baci con scambio di saliva tra partner. 

L’88% degli intervistati dichiara comunque di non aver interrotto l’attività sessuale a fronte del 12% che ha smesso di avere rapporti.

In media, il grado di soddisfazione sulla propria sessualità è di 3,4 in una scala da 1 a 7. 

Dai dati si registra l’idea che l’impegno per far andare avanti una relazione, la comunicazione tra i partner e anche la conoscenza reciproca siano gli elementi più importanti per avere una vita sessuale soddisfacente.

Il fatto di avere dei problemi sessuali non denota di per sé una scarsa compatibilità tra i partner” commenta il professor Salvo Caruso, presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), ginecologo e associato dell’Università di Catania.

Queste considerazioni appaiono una nota positiva poiché sembrerebbe che lavorando sulla coppia attraverso la comunicazione e la condivisione anche degli interessi sessuali si potrebbe risollevare il problema ed accrescere quindi la complicità e di conseguenza anche la soddisfazione sessuale tra i partner“.

Fantasie

L’esclusività del comportamento sessuale insieme all’importanza di una relazione duratura appaiono confermate anche sul piano psicologico in riferimento alle fantasie sessuali.

Agli intervistati è stato chiesto quale fosse il numero di partner con i quali avevano fatto sesso nei 12 mesi precedenti.

Dai dati emersi sembrerebbe esserci una prevalenza di relazioni esclusive e serie.

Il 33% dichiara di avere raramente fantasie sessuali con persone con le quali non ha un legame mentre il 12% ammette di averle “più volte a settimana”.

Così come alla maggior parte (55%) capita raramente di fantasticare con persone appena conosciute mentre solo al 24% succede spesso.

Bilancio

Com’era la vita amorosa e sessuale prima dell’inizio della pandemia? Non tanto diversa a giudicare dalle risposte anche se tra i dati di peggioramento, la percentuale maggiore la ritroviamo in relazione alla vita sessuale.

Sono stati poi indagati i comportamenti erotici messi in atto dall’inizio della pandemia: sul totale, l’uso del materiale pornografico appare lo stimolo prevalente ma si registrano anche comportamenti più esplorativi, propositivi, di novità perché per esempio il 18% ha messo in atto fantasie, l’11% ha provato una nuova posizione, il 18% ha cercato informazioni sulla salute sessuale su Google e il 7% ha fatto telefonate sessuali. 

La pandemia sembra abbia inciso leggermente sulla capacità di raggiungere l’orgasmo: prima il 17% aveva difficoltà, dopo la percentuale è salita al 22%.

Avere più tempo per scoprirsi e scoprire probabilmente ha influito sull’esperienza orgasmica”, commenta il professor Caruso

È stato chiesto infine di esprimere il proprio grado di accordo o disaccordo a delle affermazioni riguardanti alcune limitazioni circa l’attività sessuale per eliminare o ridurre il rischio del contagio.

L’espressione “è preferibile avere rapporti sessuali sempre protetti per evitare la diffusione del virus” raccoglie più consensi (3,5 in una scala da 1 a 4), seguita da “Bisogna eliminare lo scambio di saliva durante i rapporti sessuali” e da “La paura del contagio riduce il tuo stato di eccitazione sessuale”.

I dati dell’indagine

Al questionario online hanno risposto 355 persone, il 27% di sesso maschile e il 73% di sesso femminile.

Oltre il 40% è fidanzato/a, il 26% nubile/celibe, il 22% sposato e il 7% convivente.

Il livello d’istruzione è alto: il 50% dei partecipanti ha in tasca una laurea specialistica.

Più dell’80% si dichiara eterosessuale e il 7% omosessuale.

Il 16% è un professionista sanitario che lavora a contatto con persone che hanno o che possono aver contratto il Covid-19. I partecipanti rispondono di aver trascorso i giorni di quarantena: al primo posto con il partner (39%), a seguire con i genitori (24%), da soli (13%) e con i figli (11%).

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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