Recensione: “Cascando”, la riserva di coraggio per giocare alla vita
Mettere il cuore al centro del proprio mondo non significa essere fragili o dimenticare di saper usare la ragione.
È invece un esercizio di ricerca continua sul senso delle nostre azioni.
“Cascando”, scritto e diretto da Pietro Dattola con Flavia Germana de Lipsis, è la cronaca a teatro di quanto sia faticoso imporsi il quotidiano impegno descritto qualche riga sopra.
Ma “Cascando” è anche e soprattutto l’espressione artistica dell’evidente upgrade per il sodalizio artistico fra Pietro e Flavia.

Teatro off di altissimo livello
A questo gioiello drammaturgico, produzione DoveComeQuando, il compito di aprire le danze, fuori concorso, della recente edizione del Festival Inventaria.
In scena nei giorni 9 e 10 ottobre all’interno dello spazio teatro di Carrozzerie_n.o.t, “Cascando” potrebbe essere definito un esercizio immersivo fra parole, flussi di coscienza e teatro off di altissimo livello.
I 2 artisti ci hanno abituato e forse un po’ viziato grazie a spettacoli di notevole spessore, ma questa volta si percepisce un valore aggiunto al loro lavoro che è la ricerca in scena di un significante originale per la drammaturgia pensata, affidato alle sensazioni del pubblico in sala.
“Cascando” spiazza, commuove, coinvolge ma non ci racconta una storia.
È esso stesso allenamento per una storia. Per 1000 storie.
È la traduzione in scena di quel qualcosa di inafferrabile che spesso accade di notte, che ci condiziona nel risveglio, che ci consuma nell’insonnia.
È la paura di provare paura.
“Ho paura e temo che la mia paura mi tremi contro”
Esercizio di stile, prossemica e semantica
Poco meno di un’ora per seguire i movimenti scenici della sempre più brava Flavia G. de Lipsis che agita le sue tante Anna, protagonista della scena, fra interrogativi e riflessioni che tracciano la coreografia di una danza circolare e che prosegue fin quando si decide di mettere un punto.
Punto: in questa sintetico sostantivo ecco finalmente il disvelarsi del cuore della drammaturgia proposta.
“Bisogna mettere un punto” dirà Anna. “Bisogna che le cose finiscano. Si chiama coraggio”.
E ancora: “Ogni tanto mi vedo”, afferma la protagonista. Quanta potenza ci restituisce questa affermazione? Quante e quali volte scegliamo di vederci?
“Cascando” guida ai massimi sistemi un esercizio di stile, prossemica e semantica che tesse la trama per una storia-non storia.
“Cascando” è uno spettacolo di quelli che piacciono tantissimo a noi che non ci accontentiamo di andare a teatro ma aspettiamo e cerchiamo chi sa raccontare l’essenza da un punto di vista non convenzionale.
(© The Parallel Vision ⚭ _ Raffaella Ceres)