Musica Teatro

#Intervista: Un vulcano creativo di nome Alessandra Torrice

Interprete, musicista, attrice, performer, direttrice artistica in teatro. E poi Dottoressa in Semiotica, esperta di Astrologia e Tantra ma anche "mamma" e motivatrice di tutti: Alessandra Torrice è difficile da incasellare in una sola definizione.

#Intervista: Un vulcano creativo che si chiama Alessandra Torrice

Interprete, musicista, attrice, performer, direttrice artistica in teatro. E poi Dottoressa in Semiotica, esperta di Astrologia e Tantra ma anche “mamma” e motivatrice di tutti.

Definire Alessandra Torrice in un titolo è quanto di più faticoso possa esserci per chi fa il mio lavoro. E allo stesso tempo, una bella sfida.

Prima, durante e dopo il lockdown Alessandra non ha mai smesso di lanciarsi in progetti creativi di ogni tipo, sempre con enorme passione e perseveranza.

Ve ne ho parlato qualche tempo fa in occasione del suo spettacolo “Intensa” al Teatro Petrolini. Da allora questa potente artista romana ha continuato a rilanciare con grande fermezza ed entusiasmo. Perché “Chi troppo vuole nulla stringe, io invece quello che voglio, quello che mi passa per la testa (in termini di creatività) faccio – o cerco di fare!“.

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Alessandra Torrice

Mi racconti da dove nasce la tua storia artistica? 

La mia “storia artistica” credo sia nata nel giardino della mia scuola elementare all’Aventino, la mitica Badini: una scuola dove non ho imparato né tabelline né congiuntivo, ma grazie alla quale a 10 anni sapevo già fare meditazione con viaggi immaginari nei fiori. Mangiavo gelsi, nespole e glicine direttamente dagli alberi e conoscevo come fosse un mio vicino di casa Maometto e il Corano! (E queste sono solo alcune delle cose che si facevano!)

Una scuola di fricchettoni! 

(Anche perché a casa mia come un mantra io e mio fratello ci siamo sentiti dire per una vita che “l’artista dalla fame ha perso la vista“! E oggi siamo 2 creativi – forse ci siamo sempre sentiti sfidati e abbiamo reagito!) 

Tu sei soprattutto un’interprete, ma c’è un disco di inediti all’orizzonte? Se sì, come sarà?

Durante il lockdown tanta la paura, appunto dalla fame, di perdere la vista che mi sono messa a smanettare con Pro Tools e ho partorito quasi una decina di pezzi ambient.

Ho in programma di raffinarli, sistemarli e fare il mio primo disco! Musica da relax e per la meditazione.

Musica ma non solo: i tuoi interessi spaziano dal vintage alla letteratura alla scrittura, passando per l’eros

Chi troppo vuole nulla stringe, io invece quello che voglio, quello che mi passa per la testa (in termini di creatività) faccio – o cerco di fare!

Sono tanto astratta quanto concreta. Se mi viene un’idea, se sento che potrebbe funzionare, fosse solo per accontentare il mio spirito: la metto in pratica! 

Più che letteratura, essendo laureata in Semiotica sono una che non smette mai di interrogarsi sul significato delle cose, di indagare sulla verità.

Poi salto un po’ di palo in frasca: di recente sto approfondendo gli studi su Tantra, Astrologia e comportamento sessuale e il modo in cui queste cose sono o possono esser connesse.

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Nel corso del tempo com’è cambiato il tuo modo di interpretare il messaggio musicale? 

Quando ho deciso di iniziare ad esibirmi dal vivo – quasi 4 anni fa – sentivo forte il desiderio di condividere.

Sono convinta che quando canto esca qualcosa della mia personalità che altrimenti fatica a mostrarsi.

Delle volte, soprattutto quando canto a teatro (da un anno e mezzo scrivo, produco, organizzo spettacoli di musica e poesia a teatro, che spesso mi vedono anche interprete) mi emoziono tantissimo e spero di riuscire a trasmettere tutta quell’emozione perché tenerla solo per me non mi basta più.

Quindi ti dico che era condivisione ed è condivisione. Certo a poco a poco dai “livetti” (nel senso di “piccoli live“, ndr) in piccoli locali al teatro è una condivisione sempre più intensa e studiata: non smetto mai di mettermi alla prova e fare esperimenti – anche emotivi!

Hai un pubblico-tipo?

Vedo che vado forte con le donne, di sicuro nella prossima vita sarò un Don Giovanni!

Non sarebbe esattamente corretto dire che sono il mio pubblico tipo ma vedo che le attraggo come il miele e tutto sommato l’alveare che si crea mi piace!

Molte di loro vedono la bellona che non se la tira e ne sono attratte, altre mi sembra vedano la giovane donna che avrebbero voluto essere.

Io mi sento la mamma e la motivatrice di tutti: forse è l’espressione di questo mix in quello cha faccio che porta a me le persone (ma anche che ne fa allontanare altre).

C’è una cosa che secondo te una musicista non deve mai fare e un’altra invece che va sempre fatta?

Amo la spontaneità. Quindi se vedo persone che cercano di rendersi personaggi inorridisco.

L’emergenza Covid quanto ha inciso sul tuo lavoro?

Sono una libera professionista che lavora in nero (non per scelta) e risulto residente a casa di mia mamma che è impiegata al Comune. Fai tu!

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Parlami delle iniziative che hai in mente per i prossimi mesi

Dopo l’ammaraggio sto salpando come un pirata arrampicandomi sugli scogli col coltello fra i denti.

Non tutti i mali vengono per nuocere! Sono carica e incazzata nera!

Mi sento provocata dalla disperazione che si respira e voglio fare il doppio di quel che faccio di solito puntando ancora di più alla qualità.

Sono all’opera per far ripartire dignitosamente la mia attività come Direttrice Artistica e organizzatrice di piccoli eventi musicali.

Vorrei riuscire a scrivere dei libri che sono già pronti nella mia testa da un po’ (questo è un piccolo sogno nel cassetto) e poi mi piacerebbe mettere a frutto questo fatto di essere mamma e motivatrice di tutti: funziona e mi sono stancata di farlo gratis!

Dimmi di quale canzone vai al momento particolarmente fiera e perché

C’è un pezzo bellissimo scoperto grazie a “La casa di Carta“: “Fado Boémio e Vadio” di Piedade Fernandes, un pezzo che mi pare sia del ’98.

Ne vado fiera, nel senso che mi fa piacere lo abbiano scelto per la colonna sonora di una serie così seguita, è come se gli autori mi avessero strizzato l’occhio insomma.

E poi mi diverto a cantarla, mi dà un gran gusto, sta nelle mie corde e nel mio mood alla perfezione.

Mi descrivi Alessandra Torrice con un accordo e con 3 parole?

Ancora? Non ho fatto altro che dire di me. Un accordo mi chiedi troppo, non conosco così bene la musica, forse un Mi Bemolle minore che suona languido. 

Oggi mi vengono queste 3 parole: 

Intensa, Attenta e Delicata.

The Parallel Vision ⚭ _ Paolo Gresta)

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