Cultura Musica

Riapre all’Esquilino il Museo degli Strumenti Musicali

Riparte il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Piazza Santa Croce in Gerusalemme, un luogo che mette in mostra oltre 800 esemplari di ogni epoca e che ne conserva circa 3000 nei suoi depositi.

Riapre all’Esquilino il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Proseguono le aperture, sulla base delle disposizioni previste dal Dpcm del 17 maggio 2020, dei musei, parchi archeologici, archivi e biblioteche del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Riparte anche il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali a Piazza Santa Croce in Gerusalemme, un luogo che mette in mostra oltre 800 esemplari di ogni epoca e che ne conserva circa 3000 nei suoi depositi.

glass-harmonica-strumento-musicale
Glass Harmonica (foto: Ji-Elle – Wikipedia)

La storia del Museo

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali è costituito in gran parte dalla vasta ed eterogenea collezione privata di Evan Gorga, il tenore che bruciò in soli 4 anni le tappe di una carriera folgorante, iniziata nel 1895 con la “Mignon” di Thomas e culminata nel 1896 al Teatro Regio di Torino, dove interpretò il ruolo di Rodolfo nella prima assoluta della “Bohème” di Puccini sotto la direzione di Arturo Toscanini.

Dopo il suo definitivo ritiro dalle scene, Gorga si dedicò esclusivamente al collezionismo, raccogliendo nell’arco di alcuni decenni circa 150.000 pezzi.

Per ragioni economiche e di spazio il tenore-collezionista fu costretto a disfarsi di parte della raccolta, ma conservò gli strumenti musicali, una selezione dei quali (250) venne esibita per la prima volta al pubblico nel corso dell’Esposizione Internazionale di Roma del 1911.

Nel 1929, su sollecitazione dello stesso Gorga, lo Stato sottopose a sequestro amministrativo le collezioni, soprattutto per evitarne lo smembramento, sistemandole nei depositi di diverse sedi museali.

Nel 1949 lo Stato Italiano acquistò la raccolta, stipulando una convenzione che prevedeva il pagamento dei debiti contratti da Gorga e la concessione di un vitalizio al venditore.

Nel 1964 i preziosi manufatti sono stati tutti riuniti nella Palazzina “Samoggia“, ex-caserma “Principe di Piemonte“, attuale sede del Museo.

I lavori di ristrutturazione dell’edificio, iniziati nel 1971, terminarono il 27 marzo 1974 con l’inaugurazione del Museo degli Strumenti Musicali.

Da allora la già ricchissima raccolta, che si estende lungo un arco cronologico di oltre 2000 anni, è stata ulteriormente ampliata con l’acquisizione di rarissimi e preziosi esemplari, tra i quali il pianoforte costruito da Bartolomeo Cristofori nel 1723, l’Arpa Barberini e il gruppo di cornamuti torti cinquecenteschi del bavarese Joerg Weier.

I capolavori custoditi nel Museo

Nelle 18 sale del Museo avrete l’occasione di ammirare oggetti eccezionali come l’Arpa Barberini, il Cembalo di Hans Muller, un modellino di Cembalo in terracotta del XVII secolo e il Pianoforte di Bartolomeo Cristofori.

Tra i tantissimi oggetti collezionati nelle sale della Palazzina Samoggia ci sono anche fischietti in terracotta, corni, gong, mandolini, pianoforti, strumenti per processioni, per il passeggio, per le serenate, per la caccia, per i musicanti da strada.

E ancora una vasta gamma di strumenti extraeuropei come: 

  • uno shamisen e un koto (degli strumenti a corde del Giappone)
  • un oboe cinese
  • dei flauti cinesi tra cui uno shakuhachi
  • una p’ip’a (sorta di strumento a corda cinese)
  • siringhe di Pan
  • corni peruviani
  • dei vasi silvadores (una civiltà incaica)
  • delle chitarre spagnole del tipo bandurria
  • una quijada (strumento a percussione formato da una mascella di asino che viene percossa con le mani)
  • charango (strumento a corde simil mandolino)
  • un rebab (strumento a corde del Marocco)
  • dei corni d’avorio
  • un qanun (strumento con 63 corde citato anche nelle “Mille e una notte“),
  • una darabouka (strumento a percussione arabo)
  • un sarangi (cordofono dell’India)

Al secondo piano dell’edificio, inoltre, troverete il salotto-studio di Giovanni Sgambati che per alcuni decenni fu un vero e proprio cenacolo culturale di portata internazionale.

Il salotto infatti era frequentato da famosi musicisti, artisti e personaggi del calibro di Gabriele D’Annunzio, Richard Wagner e Franz Liszt, oltre che degli scultori Ezechiel ed Ettore Ximenes.

Il punto di ritrovo in cui si formò la Scuola romana di Pianoforte che ebbe come mentore e maestro il celebre musicista e compositore ungherese Listz.

Informazioni

  • Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
  • Piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/A 
  • Tel. +39 06 7014796 oppure +39 06 7029862 
  • Email: museonazionalestrumentimusicali@beniculturali.it
  • Prenotazione biglietti/visite guidate/scuole/bookshop: +39 06 7024153
  • Ingresso: 5 euro, ridotto 2 euro
  • Orari: martedì-domenica ore 9-19. Lunedì chiuso

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: