Fotografia

“The V”, l’esperimento digitale tra pop art e psichedelia

“The V”, l’arte digitale raccontata dagli occhi di Karen Wikstrand

Si chiama “The V” il progetto di arte digitale firmato da Karen Natasja Wikstrand che nasce come un esperimento sviluppato nei giorni della quarantena dall’artista italo-finlandese, che abituata a esprimersi attraverso la fotografia ha cercato nuove strade per comunicare.

The V” raccoglie una serie di immagini contaminate da pop art, collage art, surrealismo, psichedelia e futurismo frutto dei pensieri di Karen legati al Covid-19, un virus che sta radicalmente cambiando il nostro quotidiano in tutto il pianeta costringendoci ad adottare uno sguardo diverso sulle cose e modificando i nostri comportamenti in relazione alle persone.

Perché il progetto “The V”

Le immagini di “The V” nascono dal bisogno e dal desiderio dell’artista di raffigurare in qualche modo le conseguenze di questo nemico invisibile e l’impatto che può aver avuto sulla società.

La necessità di rappresentare e interpretare in qualche modo il senso di paura e impotenza di fronte alla pandemia, i sogni infranti, la disperazione, i mostri personali, lo stato di caos generale, ma anche il senso di speranza. 

Tra gli elementi ricorrenti di questo progetto di arte digitale c’è soprattutto la maschera a gas, che rappresenta una caricatura della mascherina usata quotidianamente da tutti.

Per la Wikstrand la fotografia è sempre stato un modo di condividere e raccontare un momento, un oggetto, una persona in maniera diretta, così com’è. 

Con questo tipo di arte digitale l’autrice ha invece avuto modo di sperimentare quello che aveva in passato provato a fare tramite la scrittura, cioè creare qualcosa con la propria fantasia, con i propri pensieri, con i propri sogni, cercando di renderli vivi.

L’autrice

Nata in una piccola città vicino Stoccolma, Karen Natasja Wikstrand mostra fin da piccola una grande passione per la musica, il cinema e la letteratura, seguita dal forte desiderio di esprimere il suo lato artistico.

Inizia da bambina a dipingere e a disegnare, si trasferisce in Italia negli anni ’80 e comincia a frequentare la scuola d’arte.

Karen si dedica al teatro, alla letteratura (ha scritto 2 libri) e infine arriva alla fotografia, grazie alla quale scopre finalmente il mezzo più adatto per condividere il suo punto di vista con il resto del mondo.

Sfruttando lo sviluppo delle nuove tecnologie l’artista non scatta semplicemente fotografie ma racconta storie nelle quali confluiscono la sua passione per la vita, per l’amore, per la gioia, per la follia e per la tristezza, il tutto mescolato a una grande attenzione verso i dettagli.

Karen osserva tutto quello che la circonda con la stessa curiosità di una bambina dinanzi alla vita.

The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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