Roma

#ViAspettiamo: i nostri locali del cuore che devono riaprire

Un pensiero ai nostri locali del cuore, in attesa che riaprano

Ci manca tutto. Non si può negare. Ci mancano le banalissime libertà di ogni giorno che sbaglieremmo a considerare ancora scontate, una volta finita la quarantena e l’isolamento.

Ci mancano i nostri amici. I calici levati. La musica assordante o quella appena arpeggiata. E gli spazi condivisi. E spesso tutto questo coincide in quei luoghi che frequentiamo da anni a Trastevere, al Pigneto, a San Lorenzo, a Centocelle. O in un angolo sperduto di Monti e Garbatella.

Ognuno ha il suo. O i suoi. E allora noi non vogliamo dimenticarli, quei locali dove “vado a farmi un giro”, “faccio un salto lì”, “chi ci suona stasera?”, “hai prenotato?”.

Ognuno ha il suo. La nostra redazione vuole dedicare un pensiero a tutti loro, pezzetti di cuore e frammenti di ricordi gonfi di emozioni che da anni accompagnano il nostro quotidiano e che rischiano di non tenerci più per mano.

Ma noi non vogliamo mollare né i desideri né tantomeno le speranze di riabbracciarli tutti. Così oggi inviamo un messaggio di gioia e di amore a quei locali, ristoranti, cocktail bar, bistrot, enoteche o librerie che abbiamo eletto, inevitabilmente, a casa.

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Un ristorante qui a Monteverde che non vedo l’ora di rivivere è l’Osteria di Monteverde! Io adoro follemente quel posto. Si mangia bene e l’ambiente è dolce e calmo, loro sono fantastici, simpatici e alla mano. È un punto fisso per gli incontri con le mie amiche, quando c’è qualcosa da festeggiare andiamo lì, è diventato un rito” (Marta Raponi)

Probabilmente appena tutto questo sarà finito, il primo locale in cui vorrò andare sarà il Mons! Il Mons è casa, è famiglia, è un luogo di incontro, di scambio di idee, di storie, di musica.
È una di quelle case in cui ti va di tornare spesso, a cuor leggero, dove non sai esattamente chi trovi ma puoi scommettere di trovare sempre qualcuno o qualcosa di interessante e originale… Ecco è lì che andrò e mangerò un sensazionale panino Veggie con la polpetta di melanzane e pomodorini secchi! Ok, ora ho fame!
” (Laura Sbarbori)

Quando chiudo gli occhi per pensare a una cosa veramente bella, mi viene sempre in mente lo Yellow Tuna di Porto. Mi vedo di nuovo seduta su uno di quei tavoli di legno scuro, che ne apprezzo fino in fondo gli odori prima di addentarlo. Nei momenti più difficili si torna dove si è stati felici, dicono. E io non vedo l’ora di tuffarmi nuovamente in quei sapori di mare, che non stridono mai al centro di Prati e di sentirmi ancora piena di cibo, atmosfera, allegria” (Gloria Frezza)

Te ne dico due: Wishlist, un locale piccolo a San Lorenzo gestito da ragazzi che sanno il fatto loro e che fa sempre ottima musica mai banale e ‘Na Cosetta Estiva, costola del famoso locale del Pigneto, una tappa fissa la scorsa estate per trovare aria fresca, buon cibo e sempre ottima musica” (Stefano Ciccarelli)

Sicuramente aspetto con impazienza la riapertura de Le Bon Bock Cafè in zona Gianicolense. Un punto di riferimento per chi ama il whisky ma anche la birra. Perché il locale rimane fedele a sé stesso da anni proponendo anche ascolti musicali d’eccellenza” (Raffaella Ceres)

Il Chakra a Roma, coi suoi tavolini sui sampietrini di Trastevere e le birre alla spina i giochi da tavola e i miei amici” (Margherita Schirmacher)

Aspetto con tutto il cuore che riapra il Samovar a Trastevere, un piccolo locale bohémien dove mi fermo spesso a lavorare gestito da ragazzi che ti accolgono sempre col sorriso. Mi manca molto lo spirito artistico che lo pervade, la sua cucina deliziosa e l’atmosfera che rimanda a Montmartre, ma permeata di anima trasteverina” (Paolo Gresta)

In pochi conoscono l’enoteca Il Melograno a Via Massaia, alla Garbatella. Io ci vado da sempre. È uno dei pochi posti in cui posso andare a cena da sola e sentirmi a casa. Massimiliano conosce anche i miei gusti ormai, il che mi ha sdoganato dal ruolo di avventrice rompiscatole” (Paola Polidoro)

Io aspetto la riapertura di Officine Beat a San Lorenzo. Perché ho capito che le cose che mi mancano di più sono quelle della quotidianità. E tornare da Officine sarà come tornare alla normalità, perché è un posto dove posso andare anche da sola in qualsiasi giorno della settimana e sentirmi sempre a casa” (Giusy Esposito)

Non vedo l’ora di tornare da Giufà Libreria Caffè di San Lorenzo. È per me un posto del cuore dove ho acquistato libri, partecipato a presentazioni e condiviso serate in compagnia. Spazi di questo tipo a Roma sono un bene prezioso. Spero che il primo brindisi una volta terminato questo brutto periodo possa condividerlo da loro” (Flavia Cidonio)

Spero di ritornare presto a gustare gli ottimi manicaretti e birre del The Bridge, a 2 passi dalla Basilica di San Paolo, accompagnata dall’attenta selezione musicale e simpatia dello staff” (Chiara Virzi)

Mi manca il Queen Makeda, in Via San Saba, sull’Aventino. Mi manca la loro accoglienza, simpatia e gentilezza. I loro piatti semplici o un po’ più sofisticati che spaziano dall’Oriente all’Occidente, con qualità e armonia. Mi manca passeggiare per arrivare fino lì e chiacchierare con le amiche tra risate e prelibatezze. E lì non ho ancora mai assaggiato la pizza, quindi voglio tornarci prestissimo!” (Valentina Cittarelli)

Se dovessi scegliere un posto dove andarmi a rilassare sceglierei The British Corner. Mi mancano le sue tisane e i suoi dolci strepitosi. Fa uno dei caffè più cremosi e buoni di Roma Est (senza togliere dal podio Gran Caffè Hawaii a Torpignattara). L’atmosfera è in pieno stile inglese e i ragazzi sono molto cordiali” (Ilenia Di Mauro)

Mi mancano gli spazi dove cultura e socialità si confondono e diventano un tutt’uno, dove le comunità che li abitano diventano la tua famiglia, dove anche le tue sgangheratezze vengono accolte e abbracciate. Rinchiusa nella mia abitazione da più di un mese, mi manca l’Angelo Mai, la mia vera casa, quella sociale” (Cristina Brizzi)

Era un tiepido pomeriggio di maggio quando ho messo piede per la prima volta ai Pinispettinati, un’ex struttura artigianale dismessa trasformata in grande sala per eventi. Ci sono tornata molte volte, soprattutto in estate, quando lo spazio esterno viene aperto e si può ballare a ritmo di swing e sorseggiare cocktail. Mi manca molto e non vedo l’ora che riapra” (Silvia Torrioli)

 “Per chi scrive la musica è sia una passione sia un lavoro e da 3 anni a questa parte ha preso vita in un luogo particolare, ‘Na Cosetta, con il concorso Non è mica da questi particolari che si giudica un Cantautore. ‘Na Cosetta è un progetto artistico e culturale costruito con sacrificio e attenzione, un punto di riferimento, soprattutto per la mastodontica offerta musicale. Quest’anno ne ha passate già tante e la speranza è di tornare a brindare nella sala concerti di Via Giovenale 54” (Daniele Sidonio)

© The Parallel Vision ⚭ ­_ Redazione)

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