Teatro

#Intervista: Tiziana Sensi e la cultura dissacrante del Salotto Impertinente

Si può parlare di arte, libri, cinema e teatro seduti su un water… al centro di un palco? Per Tiziana Sensi assolutamente sì. Nasce con la voglia dissacrante di fare cultura in maniera educata e gentile il suo Salotto Impertinente, un format che ospita nomi importanti dello spettacolo italiano facendoli accomodare in un luogo, il bagno, dove passiamo tantissimo tempo ogni giorno prendendoci cura di noi stessi. E che Tiziana ha scelto come contesto per parlare di bellezza attraverso un provocatorio gioco di opposti.

il-salotto-impertinente-Unknown-JeansTiziana, perché questo format?
Premetto che io non ho la televisione, ma nelle grandi e importanti trasmissioni televisive che guardo ogni tanto su internet vedo salotti meravigliosi dove le persone si aggrediscono, utilizzano un linguaggio non sempre appropriato e dove spesso non ci sono contenuti culturali. Tra l’altro viviamo in un periodo storico in cui la politica in generale non fa più accenno alla cultura. Allora c’è questa combinazione tra salotti così belli dove però si parla quasi di nulla, con personaggi certe volte equivoci che diventano star. Ho pensato che la cultura nel nostro Paese è trattata malissimo e tutti quelli che provano a parlarne si ritrovano in un angolo. E allora mi è venuto in mente il bagno, un luogo dove alla fine tutti passiamo un sacco di tempo, utilizzando dei water come sedute per parlare però di bellezza in modo estremamente educato. Ho voluto creare un gioco di opposti.

Il bagno quindi è una sorta di salotto camuffato? 
In bagno ci prendiamo cura di noi. Mi piaceva il concetto. In questo caso però è un prendersi cura dell’altro. Il Teatro Marconi, con cui siamo in co-produzione, e il suo direttore artistico Felice Della Corte mi hanno permesso di fare questa cosa: partire da un teatro per parlare di altri spettacoli e altre sale, puntando solo sui professionisti.

Fai sedere i tuoi ospiti su un water perché…?
La cultura è seria di per sé, non c’è bisogno di metterla su un piedistallo: puoi poggiarla dove vuoi. Se hai delle persone che hanno voglia di ascoltare, di capire e di andare oltre si può fare in ogni luogo. La mia è da una parte una provocazione, perché per me è un grande dolore pensare che abbiamo una politica che parla tantissimo di cambiamento senza fornire gli strumenti adatti alle persone. L’unico che ti permette un grande cambiamento è la cultura.
il-salotto-impertinente-Unknown-7Quali argomenti vengono affrontati? 
L’intento è iniziare a parlare di tutto: cinema, libri, arte, mostre. Siamo partiti col teatro perché è la cosa che conosco meglio e se ne parla in una chiave leggera: anche forse per avvicinare un pubblico di giovani. Gli ospiti arrivano, ci raccontano aneddoti buffi, romantici… Vorremmo fare in modo che il maggior numero di persone inizi ad ascoltare cosa dicono gli altri.

Quali ospiti hai avuto, fino ad ora? 
Tra gli attori sono intervenuti Enzo Garinei, Paolo Graziosi, Marco Simeoli, Pietro De Silva, Antonio Grosso, Viviana Colais, Titti Cerrone e Stefano Di Lauro. Come registi, invece, Giovanni Franci, Giuseppe Marini e Guido Lomoro. La puntata di dicembre sarà molto divertente perché ospite in studio sarà un attore comico. E dai bagni, poi, ci saranno sorprese belle! Potrebbero addirittura uscire fuori dei clown

Il Salotto Impertinente quando nasce? 
Mi frullava da tempo un’idea in testa, soprattutto dopo lo spettacolo di Pippa Bacca, perché lei era una che contaminava e poi finanziava e promuoveva, con quello che guadagnava, l’arte degli altri. Dallo scorso marzo-aprile pensavo di fare questa cosa, poi dopo l’esperienza dell’Aperitif D’Autore di questa estate al Marconi iniziavo a immaginare un appuntamento del genere, ma aperto a più persone possibili. Ho elaborato l’idea per un altro po’ di tempo, finché è nata.
il-salotto-impertinente-Unknown-2Hai coinvolto altre persone nel progetto?
Sì, tanti altri ragazzi che fanno parte dello staff tecnico. Olimpia Petruzzella collabora ai testi, Adriano Natale è nello staff tecnico e Marco Aquilanti, Francesca Cannizzo e Marco Patania in quello organizzativo. Le scene sono a cura di Sara Santucci. Poi come ho detto, Il Salotto Impertinente è realizzato da Lo Studio dell’Attore – Produzione assieme al Teatro Marconi.

Il pubblico come sta rispondendo al tuo format?
Ad oggi siamo quasi a 10.000 visualizzazioni. Non sono numeri altissimi, ma ho capito che questa cosa piace, crea curiosità, i complimenti arrivano. Feedback negativi al momento non ce ne sono! Vediamo cosa succederà. Bisogna dire che il format è in continua evoluzione e chissà quante cose cambieranno.

A proposito di generosità, risulta difficile a te come attrice, regista e autrice metterti a disposizione di altri artisti per parlare dei loro progetti?
No, è una cosa che mi fa molto piacere. Perché comunque quando parli con un grande regista o un importante drammaturgo e quindi incontri delle persone più grandi di te, che forse sono migliori di te, è una cosa meravigliosa. L’incontro penso sia la cosa più bella che ci sia. Poi sai, a me non frega più niente del successo, dei soldi ecc. Avendo tolto questa fase qua, sono completamente libera.

Da oggi ad aprile 2020, come pensi diventerà Il Salotto? 
Già dalla prima alla seconda puntata è cambiato tanto! Ci stiamo ragionando, ci sto ragionando. Anche in base al materiale che vedo e che mi arriva. Ad esempio i filmati che mi mandano dai bagni sono motivo di ispirazione, a seconda di quello che dicono. Inizialmente volevo puntare tutto sull’ironia, poi però Antonio Grosso dal bagno del Teatro Nino Manfredi di Ostia portò un aneddoto sull’amicizia e allora ho pensato che anche questo fosse bello. L’importante è che non ci sia volgarità o violenza. Sono stanca di questo clima di odio che non tollero più, mi fa proprio male.

Hai ricevuto qualche “no” da parte degli artisti? 
Mai! Mi hanno detto tutti di sì. Per il momento ho accolto solo artisti teatrali, ma come ti dicevo l’idea è parlare di tutto. Gli attori sono stati coinvolti in un gioco attraverso cui abbiamo chiacchierato di cinema, libri, testi teatrali. Avendo poco tempo a disposizione durante le puntate cerchiamo degli escamotage per poter parlare di tante cose. Ad esempio ho chiesto a Giuseppe Marini quale fosse uno spettacolo che consigliava di andare a vedere e lui, che in quell’episodio parlava di un suo lavoro di regia, ha suggerito a sua volta un altro spettacolo di un altro artista! Sono dell’idea che se le cose vanno bene, vanno bene per tutti. Mentre se sono positive solo per 2-3 persone, vuol dire che vanno male.

Parlami della scelta del nome per il tuo format.
Inizialmente lo avevamo chiamato “Merda merda merda“, perché è il buon augurio teatrale classico. Però quando lo vedevo scritto non mi convinceva. E allora mi è venuto in mente che in fondo il bagno è un salotto, magari di un altro tipo! E comunque ospiti delle persone e dici loro di sedersi su un water! Questo, insomma, mi sembrava abbastanza impertinente.

The Parallel Vision  _ Paolo Gresta)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...