Teatro

#Recensione: “Fiabe da tavolo” ad Attraversamenti Multipli

Una fiaba che viaggia attraversando il mondo porta con sé un frammento della storia narrata e uno scorcio del luogo nel quale ha posato il suo sguardo delicato, soffermandosi per essere ascoltata. Lo hanno compreso perfettamente tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della recente edizione di Attraversamenti Multipli e lo ha raccontato, in uno spettacolo di rara poesia, Fabrizio Pallara con le sue “Fiabe da tavolo”.

Si è conclusa infatti con uno spettacolo dedicato ai bambini fino ai 99 anni (e più), la 19esima edizione di Attraversamenti Multipli, il festival creato da Margine Operativo che si interroga sulle relazioni tra i linguaggi artistici contemporanei e il presente, grazie a eventi crossdisciplinari in luoghi simbolo delle trasformazioni urbane. La scelta di dedicare la chiusura del festival ai più piccoli è un gesto attentamente pensato. Così come ci ha raccontato Alessandra Ferraro, parte della direzione artistica di Attraversamenti, poco prima dell’inizio dello spettacolo “Fiabe da tavolo” in scena lo scorso 6 ottobre nello spazio teatro 33 Officina Creativa di Toffia, piccolo e vivace paese in provincia di Rieti.
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Fiabe da tavolo” può essere considerato un gioiello di narrazione dedicata ai bambini, ma che tende la mano ai più grandi per accompagnarli nel ricordo dei fanciulli che sono stati, grazie a un sapiente gioco di incastri fra suggestioni contemporanee e le fiabe più amate. Un piccolo tavolo, una piccola sedia, 2 piccole valigie e 2 storie di grandissima notorietà. Grazie a questo paradosso scenografico e drammaturgico Fabrizio Pallara cattura all’istante l’attenzione dei piccoli uditori e i consensi del pubblico meno giovane.

Entrambe le storie narrate mostrano l’importanza del tempo che passa fra pregi e difetti e che, se ben curato, quello stesso tempo ci trasforma in ciò che siamo, regalandoci la bellezza della consapevolezza. Parliamo di fiabe senza tempo come “La Teiera” e il “Brutto Anatroccolo”, entrambe di Hans Christian Andersen.

Dei propri difetti non si parla mai molto volentieri; ne parlano gli altri

L’idea della performance in “Fiabe da tavolo” è quella di rendere vive 6 fiabe in 6 valigie che, 2 alla volta, vengono evocate con oggetti, suoni, racconti e immaginazione. Le 2 fiabe scelte per l’occasione vengono presentate con un chiave di lettura non convenzionale utilizzando sapientemente oggetti scenici semplici ma curatissimi in ogni dettaglio. La cura è un doppio omaggio: il primo all’infanzia in ascolto, il secondo verso la fiaba narrata che una volta uscita dal libro finisce dentro la valigia del bravissimo Fabrizio.

Per gli adulti la piéce rappresenta invece la possibilità di compiere un viaggio nel tempo e di osservare con occhi diversi ciò che pensiamo di conoscere quasi a memoria. Ad esempio, per il “Brutto Anatroccolo”, l’attenzione non viene concentrata verso la trasformazione del cigno quanto nella descrizione e presentazione di tutta la famiglia degli anatroccoli, quasi a ricordarci come non ci sia giusto o sbagliato nelle diversità ma che, forse, sarebbe ora di accoglierle semplicemente per quello che sono.
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La durata dello spettacolo, circa 45 minuti, è il tempo giusto per lasciarsi sfiorare dalla brezza dell’infanzia perduta che di certo sorride leggera per l’omaggio regalatole con “Fiabe da tavolo”. I Beatles come colonna sonora dedicata, una ricerca stilistica e lessicale impegnativa perfettamente aderente alla regola d’oro che conosce solo chi della narrazione per bambini fa arte e che prevede di non cambiare le parole “difficili” e, infine, la semplicità che si tramuta in ricchezza, rendono questo spettacolo speciale ed efficace.

Stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che ho detto la mia”: ci saluta con questa formula magica, tramandata di storia in storia, il bravo Fabrizio Pallara al quale auguriamo di continuare a lungo il suo viaggio dentro ai libri fra le mappe della vita.

The Parallel Vision  ­_ Raffaella Ceres)
(Foto: © Ilaria Elena Borin)

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