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Giornata Internazionale del Caffè, un bene quotidiano messo a serio rischio

Oggi, martedì 1 ottobre, è l’International Coffee Day, la Giornata Internazionale del Caffè che accomuna tutti gli appassionati di questa preziosa bevanda e allo stesso tempo supporta i milioni di produttori in giro per il mondo, la cui sopravvivenza dipende da esso.

Quest’anno, l’International Coffee Day punta i riflettori proprio sulle difficoltà dei coltivatori e sulle minacce che quotidianamente sono costretti ad affrontare. Mai come oggi, infatti, il prezzo medio con cui i farmers sono retribuiti per la produzione dei loro chicchi è stato così basso.
caffeine-coffee-caffè-tazza-tazzina-5Questo impedisce ai produttori di caffè di mantenere sé stessi, le loro famiglie e i loro dipendenti, mettendo a serio rischio uno dei nostri riti sacri di ogni mattina. La comunità globale del caffè sta cercando di fare squadra per trovare una soluzione a un momento molto difficile: il caffè è infatti la bevanda più amata del mondo e si stima che ogni giorno vengano consumate più di 3 miliardi di tazzine.

A causa di un drammatico calo del prezzo del caffè – che ha toccato il livello più basso degli ultimi 15 anni – milioni di agricoltori stanno soffrendo una crisi mai vista prima. A fronte di un costo che può arrivare fino a 3 dollari per una tazza di caffè, alcuni produttori ricevono l’equivalente di un centesimo. Se le cose non cambieranno, questi saranno costretti ad abbandonare le loro piantagioni e migrare verso le aree urbane, per una mera questione di sopravvivenza.

2 anni consecutivi di surplus di mercato, infatti, hanno causato una fornitura eccessiva di caffè a livello globale. Questa enorme quantità di caffè in più ha causato il crollo del prezzo con cui vengono pagati i coltivatori. Allo stesso tempo, però, il costo di produzione è andato aumentando (manodopera, fertilizzanti, gestione dei terreni, ecc.), mettendo in difficoltà tutta la filiera. E anche se il caffè che beviamo al bar mantiene un prezzo molto basso, il guadagno che ricevono gli agricoltori è davvero irrisorio.

Il futuro del caffè, quindi, è a rischio. Nessuna bevanda al mondo può vantare una varietà così ricca di preparazioni diverse: caldo, freddo, macchiato, espresso, filtrato, brew coffee, oltre a cappuccino, frappuccino e tanti altri. Ma quello che finisce nella nostra tazza è solo il risultato di un lungo processo che comprende ben 7 passaggi diversi: raccolta, pulitura, essiccamento, valutazione/classificazione, tostatura, assaggio in tazza e infine la degustazione che riguarda tutti noi.

Per ognuno di questi passaggi esiste un personale esperto che gioca un ruolo ugualmente importante all’interno del processo di produzione. Per molti il caffè è un piacere e una passione, per tanti altri è il mezzo di sostentamento da cui dipendono le loro vite. L’International Coffee Organization (ICO) ha lanciato una petizione dal titolo #coffeepledge, che mira a mettere in moto un processo virtuoso di coinvolgimento di tutti gli attori che possono davvero fare qualcosa per migliorare le condizioni di lavoro dei produttori di caffè: governi, banche, Nazioni Unite e le grandi industrie produttrici a livello mondiale.

The Parallel Vision  ­_ Paolo Gresta)

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