Musica

#Intervista: Contini e il viaggio di ritorno dal “Continentale”

Alessandra Contini torna a Roma dopo il bel concerto di questa estate a ‘Na Cosetta Estiva, stavolta in versione autunnale e sul palco dell’Angelo Mai. L’artista salentina si esibirà sabato 28 settembre nello spazio di Viale delle Terme di Caracalla 55 e presenterà i brani di “Continentale” (UMA Records), suo interessante esordio da solista dopo l’esperienza con Il Genio.
Con l’occasione le ho fatto qualche domanda sul disco, che per Alessandra rappresenta “l’avventura vissuta, l’album fotografico, la scatola dei ricordi” e sul suo rapporto con il pubblico di Roma. 

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(Foto: Emanuele Blardone)

Alessandra, quasi 5 mesi di “Continentale”. Come cresce, il primogenito?
Cresce con molta serenità, gira per l’Italia e si fa ascoltare. Come ogni primogenito racchiude una sostanziale polarità, fa emergere qualche timore, ma allo stesso tempo fortifica e incoraggia l’istinto.

Riascoltandolo oggi, mi dici una cosa del disco che ti convince pienamente e un’altra che adesso, rispetto alla pubblicazione, cambieresti?
Il lavoro di missaggio prima di mandare tutto in stampa richiede molteplici ascolti e per questo, una volta completato tutto, mi piace prendere una pausa.
In passato mi è capitato di avere dei forti ripensamenti su alcuni suoni, parole o frasi pronunciate con un’intenzione che pensavo sbagliata.
Con il tempo, però, anche quello che sembrava da migliorare diventava appropriato e adesso quando chiudo un disco o una canzone non ci penso più. Sono soddisfatta del risultato e al momento non cambierei niente.

La tua, a mio parere, è una delle scritture migliori che ci siano in circolazione. Se dovessi tu scegliere un/una artista italiano/a che reputi di grande qualità, che nome faresti e perché?
Grazie! Colapesce è sicuramente uno degli artisti del panorama italiano che apprezzo particolarmente. Mi fa respirare intimamente l’atmosfera in cui è immerso, è poetico ma allo stesso tempo moderno.

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(Foto: Emanuele Blardone)

La data a Roma all’Angelo Mai si avvicina. Emozioni/sensazioni/pensieri/parole?
L’Angelo Mai è un posto che possiede una grandissima energia e sono felice e immensamente grata di essere stata invitata a portare live il mio primo disco da solista. Per me sarà emozionante tornare e spero che lo sia anche per chi verrà ad ascoltare.

Che rapporto hai con il pubblico di Roma?
È un pubblico molto attento e per questo, per me, molto stimolante.

Hai detto che “lavorare al mio disco solista è stato come riscoprire il mio continente interiore”. Un continente, però, è per definizione “grande”. Tu a che punto sei del viaggio?
Avevo già iniziato il mio “viaggio” qualche anno prima di cominciare a scrivere. Quello che racconto è tutto ciò che ho raccolto durante questa esplorazione. Il disco rappresenta l’avventura vissuta, l’album fotografico, la scatola dei ricordi.
Adesso mi godo il ritorno, consapevole, dopo questa esperienza, che un viaggio inizia quando si è disposti ad accettare il rischio della perdita per inseguire il sogno di una nuova conquista.

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(Foto: Giulia Bartolini)

Ti manca il Genio?
Il Genio è una traccia del mio passato che mi lega al piacere di ricordare persone, atmosfere, sensazioni. Poi c’è il presente.

Descrivimi “Continentale” con un accordo e con 3 parole.
La minore. Acqua, Ambra, Amarena.

The Parallel Vision  _ Paolo Gresta)

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