Per la sesta edizione della Settimana del Benessere Sessuale, in programma da sabato 28 settembre a sabato 5 ottobre, la Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica ha sottoposto un questionario ad un campione di 500 persone composto dal 75.2% di donne e dal 24,8% di uomini. L’indagine, che si è svolta tra giugno e luglio 2019, mirava a conoscere le abitudini e le preferenze degli italiani a letto. La FISS ha distribuito lo stesso questionario utilizzato nel 2015 con l’obiettivo di fare un confronto.
Quello che è emerso è stata una maggiore consapevolezza dei metodi naturali tra i contraccettivi utilizzati, un discreto uso di quelli tradizionali, un abbassamento dell’età ideale in cui seguire lezioni di educazione sessuale, un calo tra le ammissioni di tradimento e anche in merito all’idea che l’omosessualità non sia una malattia.
Alla domanda “Se il partner non vuole avere rapporti sessuali, qual è il comportamento che adotta prevalentemente?”, oltre il 51% ha risposto che “Cerca di parlarne col partner” in linea con il risultato di 4 anni fa. La percentuale più alta a seguire è rappresentata da chi sceglie di fare finta di niente (14.6%). Cresce il numero di chi chiede aiuto esterno a uno specialista, quest’anno salito all’1,7%. Resta costante la percentuale che invece sente aggressività e la mostra (2,5%). Oltre il 44,9% pensa che sia la comunicazione la componente più importante in una relazione affettiva di coppia. Al secondo posto compare la fiducia (30,7%) e la reciprocità (17,4%). Il 2,1% sceglie l’umorismo mentre supera di poco lo 0,3 l’aspetto economico.
Chi nel 2019 lascia nel cassetto il condom spiega che diminuisce il piacere (31,1%, nel 2015 era il 45%), il 9,7% invece per non interrompere il rapporto. Sale ma di poco la percentuale di chi dice di non usare il preservativo perché costa troppo (oggi è il 2,1%, nel 2015 era l’1%). Anche se non usano il profilattico durante il rapporto, gli intervistati sanno che il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili è alto (50%), altissimo il 36% mentre ritiene sia basso il 10,2%. Sale la consapevolezza sul rischio di una gravidanza indesiderata (dal 50% del 2015 all’attuale 58,1%) e si conferma il 2.5% di chi crede sia una ipotesi inesistente.
Fra i contraccettivi preferiti, resiste come 4 anni fa al primo posto la pillola per il 34%. Cresce chi si affida ai metodi naturali (oggi al 13%, ieri era il 7%). Il preservativo femminile è più conosciuto ma ancora non spopola. Oggi è noto al 52,5% degli intervistati che però afferma di non usarlo. Oggi come ieri, solo l’1% lo usa ma non ha intenzione di farlo di nuovo.
Coloro che hanno risposto al questionario fanno parte di un esercito di amanti fedeli: solo il 15,7% ammette di aver tradito il partner attuale. Il dato è in calo rispetto alla tendenza di 4 anni fa, quando a tradire era il 21%.
L’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole dovrebbe avvenire durante la primaria per il 38,6%. Si tratta di una abbassamento dell’età visto che nel 2015 era la scuola media a vincere le preferenze (46%). Per il resto, le risposte rimangono in linea: per il 67,8% l’educazione sessuale andrebbe affidata agli specialisti mentre il 24% preferisce i genitori e il 7,2 sceglie gli insegnanti. Confermata la tendenza su quando avere il primo rapporto sessuale sia per i maschi che per le femmine. Nel questionario di quest’anno, il 51,1% crede sia meglio che un maschio abbia il suo primo rapporto sessuale intorno ai 17-18 anni. Solo il 12% pensa che il ragazzo debba superare la maggiore età. Anche per le ragazze, secondo il campione, il passo andrebbe fatto a 17 anni (49,2%), con un aumento al 14,8% di coloro che pensano che sia meglio superare i 18.
Cresce infine la concezione che l’omosessualità sia un orientamento sessuale (oggi è l’87,5%, nel 2015 era l’83%) e cala la fetta di chi la considera una malattia (oggi è lo 0,4%, nel 2015 era l’1,55%).
(© The Parallel Vision ⚭ _ Redazione)
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